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ISTITUZIONALE
"Basta proroghe alla contraffazione". Il no unanime del mondo del design all'emendamento Nannicini

MODAONLINE - ADI (Associazione per il Disegno Industriale), Confindustria, Indicam, Assarredo, Assoluce, Fondazione Altagamma, Fondazione Valore Italia, Fondazione ADI e CNAC (Consiglio nazionale Anticontraffazione) indicono una conferenza stampa per manifestare il loro forte no agli emendamenti che mirano a prorogare per altri 5 anni il diritto alla copia dei prodotti di chiara fama creati prima del 2001. Il dito è puntato contro l'emendamento Nannicini il quale, portando a 15 anni la moratoria sull’applicazione della protezione del diritto d’autore delle opere di design, contraddirebbe una Direttiva comunitaria e calpesterebbe i diritti degli autori. Il 27 gennaio scorso la sentenza della Corte di Giustizia Europea ha ribadito tale norma e messo in mora l’Italia, escludendo la legittimità della moratoria decennale attuata nel rinviarne l’applicazione. Nel maggio scorso Confindustria, Fondazione Altagamma, Assarredo, Assoluce e Indicam si erano opposte ad un ennesimo tentativo di vanificare la normativa europea con un emendamento introdotto all’interno del Decreto Sviluppo, (riuscendo a fare abrogare la modifica all’Art.239 improvvidamente proposta). Ma ora, "siamo punto e a capo - spiega Luisa Bocchietto, presidente ADI -. L’emendamento in questione sta per varcare nuovamente le porte del Senato, incurante della grave situazione nella quale ci troviamo. Bisogna riconoscere che il design è creatività e che l’originalità è un valore da tutelare”. Le voci sono unanimi e le preoccupazioni condivise. “Agli imprenditori – afferma Claudio Luti, presidente Assarredo – si chiede di investire e innovare, ma le istituzioni non devono lasciarci da soli. Chi lavora per il design investe in ricerca, crea posti di lavoro, promuove l’immagine del nostro Paese nel mondo. Chi da anni sfrutta la creatività originale con la produzione di copie, invece, danneggia e deruba il design italiano. Le istituzioni quindi devono schierarsi in favore dell’originalità e tutelarla”. La direzione da prendere è stata infine chiarita dalla rappresentante del Centro Studi Anticontraffazione. "Occorre avere uno sguardo europeo e rimanere nei limiti dei 5 anni voluti dal Comitato Europeo - spiega Daniela Mainini, presidente del Centro Studi Grande Milano -, perché, sebbene all’estero ci considerino la culla del design e della creatività, non hanno altrettanta fiducia nella tutela che garantiamo ai prodotti e questo può portare a disincentivare gli investimenti nel nostro Paese da parte di aziende estere”. Si attendono sviluppi.

giovedì 2 febbraio 2012