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ECONOMIA
Aeffe. Tutti gli indicatori in calo nei nove mesi

MODAONLINE - I risultati del terzo trimestre (in calo del 30% rispetto all'analogo periodo del 2008) non risollevano i dati di Aeffe che archivia i primi nove mesi dell'anno con ricavi consolidati pari a 175,7 milioni di Euro (contro i 236,8 milioni di Euro dei primi nove mesi del 2008), mettendo in evidenza un decremento del 25,8% a tassi di cambio correnti (-26,6% a tassi costanti). L'Ebitda del periodo risulta negativo per 5,9 milioni di Euro (era positivo per 36,3 milioni di Euro nei primi nove mesi del 2008) e la perdita netta tocca quota 11,7 milioni di euro (contro un utile di 12,7 milioni dei primi nove mesi 2008). Cresce anche l'indebitamento finanziario netto pari a 94,2 milioni di euro (contro i 66,8 milioni del 31 dicembre 2008). "Come era nelle nostre previsioni, i risultati del terzo trimestre 2009 rispecchiano il difficile momento del settore dei beni di lusso - ha dichiarato Massimo Ferretti (foto), Presidente Esecutivo di Aeffe Spa -, la cui contrazione ha penalizzato in particolar modo i nostri brand minori, mentre ci conforta che i nostri core brand, seppur con segno negativo, stiano registrando delle performance migliori rispetto al settore di riferimento. Il nostro gruppo ha affrontato l'attuale congiuntura agendo sia con azioni di contenimento dei costi che di razionalizzazione della struttura che non hanno intaccato il nostro know-how ed i cui effetti sostanziali si espleteranno nel 2010, e pertanto riteniamo che oggi il gruppo possa affrontare nuovi progetti di sviluppo per il futuro con una struttura più snella ed efficiente. A tal proposito voglio ribadire la mia soddisfazione per la recente sigla dell'accordo con la storica Maison Cacharel, con la quale stiamo lavorando ad un progetto di grande respiro e per il quale nutro grandi aspettative". Analizzando il fatturato dei nove mesi da un punto di vista geografico i cali più significativi si registrano in Russia (paese che genera il 6,6% del fatturato consolidato) ove la contrazione tocca il 47,6%, seguono gli Usa ove le vendite a tassi di cambio costanti ed escludendo l'effetto delle collezioni Narciso Rodriguez, sono diminuite del 35,1%, il Resto del mondo (che genera il 14,5% del turnover) scende del 29,1%, l'Europa (che pesa per il 22,2% sul fatturato) cala del 23,6%, l'Italia (che rappresenta il 41,3% del fatturato consolidato) del 21,5% ed il Giappone del 19%.

giovedì 12 novembre 2009