Razionalizzazione e flessibilità sono le parole chiave per il 2009 di Allison. L'azienda padovana ha scelto di chiudere alcuni rapporti non ritenuti strategici e di concentrare i propri sforzi su marchi capaci di avere un forte appeal internazionale. Collezioni segmentate per coprire 3 diverse fasce di prezzo ed accordi con primarie catene distributive europee sono la ricetta anti crisi di Antonio Bortuzzo
"E' inutile negare che la crisi ci sia e si senta. Ognuno di noi deve scegliere i suoi metodi per affrontarla ed i nostri puntano su due concetti: razionalizzazione e centralizzazione - spiega Antonio Bortuzzo, amministratore delegato di Allison, a Modaonline -. Crediamo che oggi la flessibilità sia un'arma realmente vincente e proprio per questo motivo abbiamo cercato di rendere Allison il più flessibile possibile iniziando, già nell'arco del 2008, a trasformare alcuni filiali estere di paesi armonizzati alle politiche fiscali italiane in agenzie mantenendo, così, una presenza sul territorio ma centralizzando la maggior parte dei servizi possibili nel nostro headquarter italiano dando, in questo modo, una risposta di efficienza alla crisi. Oltre a ciò sempre nel 2008 abbiamo chiuso il nostro rapporto con Roberta di Camerino e nell'arco dell'anno in corso andremo a terminare altre 4 rapporti con marchi troppo localizzati. Oggi crediamo sia necessario focalizzare gli sforzi su realtà con capacità distributive se non mondiali almeno di qualche continente". Politiche chiare e precise, quindi, che puntano ad una razionalizzazione capace di "permetterci di concentrarci sull'essenza del nostro business che è quella di fare occhiali di qualità e distribuirli bene". Processo che Allison porterà avanti attraverso una segmentazione dei vari brand in diverse fasce capaci di rispondere a tutte le esigenze del mercato. "I nostri brand riescono a coprire 3 fasce di prezzo che spaziano da quella più alta ed esclusiva a quella più entry level ed è proprio su quest'ultima che intendiamo agire in maniera determinata per cercare di ridurre ulteriormente i costi in modo da andare incontro all'esigenza di una fascia di consumatori sempre meno propensa a spendere". Forte attenzione viene, inoltre, dedicata allo sviluppo delle collezioni vista che, in un momento difficile come quello attuale, tengono molto meglio di quelle sole. "Negli ultimo mesi del 2008 e in maniera ancor più evidente nei primi mesi dell'anno in corso l'intero settore ha fatto registrare un calo deciso (-17% secondo le stime di ANFAO) del segmento sole a fronte di una buona tenuta di quello vista che, in molti casi, soprattutto per quanto concerne le collezioni di fascia media, ha aiutato a compensare le perdite del sole". A livello geografico il fatturato di Allison è diviso pariteticamente in tre. Il 33% è generato dal mercato italiano, un altro 33% dalle filiali di Europa, Canada e USA e il rimanete 33% dai distributori. "In questa fase il mercato europeo è fortemente penalizzato dalle pessime performance che giungono da due paesi strategici come Russia ed Ucraina che stanno facendo registrare cali tra il 20% ed il 50% rispetto agli ordinativi dello scorso anno. Il Mido sarà una cartina tornasole che ci consentirà di capire esattamente la situazione di queste aree. A livello europeo tengono, invece, bene Grecia e Portogallo. A livello mondiale crediamo che le piazze più interessanti e di maggior sviluppo per l'anno in corso saranno da un lato quelle sud americane di Brasile ed Argentina, dove attualmente generiamo circa il 4% del nostro fatturato, in quanto meno colpite dalla crisi economica globale ed abituate ad utilizzare gli occhiali come accessori di moda e alcune realtà asiatiche come Tailandia, Vietnam ed Indonesia capaci di fornire crescite interessanti anche in un momento difficile. Crediamo, inoltre, nell'India che, nonostante la crisi, ha un potenziale di crescita enorme. Siamo, invece, ancora poco convinti del potenziale della Cina che ha tuttora delle difficoltà strutturali che impediscono ad un'azienda media come la nostra di approcciare in maniera decisa il paese. Attualmente, per iniziare ad essere sul mercato, ci appoggiamo a distributori che importano il prodotto Made in Italy di alta gamma, ma per avere successo in una realtà come quella cinese è necessario entrare anche con i prodotti di fascia media. Crediamo, quindi, che ci vogliano almeno 2/3 anni di relazione con i partner per poi decidere eventuali strategie di ampio respiro". In un panorama complesso come quello illustrato Allison ha scelto di intraprendere una strada che la vede legarsi, a livello europeo soprattutto in Francia, UK e Germania, ad alcune catene ottiche di primaria importanza affidando ad esse alcuni brand. "Crediamo che lavorare bene su accordi che vedono affidare alcuni marchi in esclusiva ad alcune catene distributive sia una buona scelta per aggredire in maniera forte e determinata alcuni mercati. Abbiamo intrapreso questa strada in UK affidando a Boots (catena che vanta oltre 400 punti vendita in Gran Bretagna, ndr) le collezioni di ZeroRH+ e alla catena francese KRYS (che le collocherà in 440 punti vendita) le collezioni di Try Change. In questo modo riusciamo a creare attività di co-marketing, supportando i prodotti con una pubblicità assolutamente mirata in ambito locale che consente al nostro partner di ottenere ottimi risultati di sell-out e al contempo a noi di avere un buon sell-in e un innalzamento della notorietà del brand".