Altagamma. La competitività è la chiave contro la crisi
Nel corso del convegno "Altagamma Scenari 2009. Le prospettive dell'alto di gamma nell'anno in corso" la Fondazione, che si occupa della tutela dei beni di lusso italiani, ha analizzato lo scenario attuale provando ad ipotizzare quello futuro. E, nonostante l'andamento sfavorevole, non esita a guardare al domani con positività
Si è tenuto oggi lunedì 30 marzo il convegno della Fondazione Altagamma Scenari 2009. Le prospettive dell'alto di gamma nell'anno in corso. Questo è il primo incontro al quale Altagamma si presenta come Fondazione, veste che ha assunto a partire dal 1 gennaio 2009, dopo che per 16 anni ha operato come Associazione. L'impegno resta quello di sostenere e promuovere l'eccellenza italiana nel mondo come le realtà artistiche, culturali ed industriali, oltre a divulgare a livello locale le novità in vari settori come moda, design, alimentare, gioielleria e arredamento. "Questa è senza dubbio la crisi più violenta e profonda che le generazioni abbiano mai visto - ha esordito Leonardo Ferragamo, Presidente di Fondazione Altagamma (nella foto) -. Ed è un pericolo per le aziende, che devono ritrovare la stessa competitività che hanno tirato fuori durante il dopoguerra rafforzando la propria determinazione. L'Italia è un paese ricco di valori, che ha tutte le carte in regola per andare controtendenza anche grazie al contributo di tutti i protagonisti attivi del paese. Che ci permetterà di uscirne più forti di prima". Meno incoraggianti le parole di Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, che ha dichiarato: "Elaborare una previsione non è assolutamente facile in un momento come questo, e non solo parlando del futuro ma anche, paradossalmente, del passato. Questa problematicità nell'effettuare stime deriva principalmente dal fatto che i modelli economici dei quali disponiamo non sono tarati per valutare uno shock della portata di quello che stiamo vivendo, oltre a non comprenderne pienamente la natura ed i meccanismi di trasmissione. Già prima della recessione l'economia era sottoposta a forti squilibri, sia all'interno dei vari paesi che a livello globale. Alcuni settori hanno vissuto uno sviluppo eccessivo, in particolar modo quello finanziario e quello immobiliare: è perciò necessario riassorbire questo dislivello per permettere all'economia di stabilizzarsi nuovamente, anche se in alcuni casi potrebbero volerci anni prima che l'eccesso di offerta venga completamente smaltito e la situazione riprenda il suo normale assetto. A causa di questi eventi, i campi sopra citati rischiano di subire un ridimensionamento a medio termine che potrebbe perdurare anche alla ripresa dell'economia". Per quello che riguarda il settore del lusso per il 2009 è previsto un calo dei consumi causato soprattutto dal primo semestre, più severo della seconda metà dell'anno. Secondo le ipotesi elaborate da Altagamma Consensus l'EBIDTA subirà una flessione in negativo del 21%, in particolare a discapito del comparto Decoro Tavola (-15,4%) mentre Profumi e Cosmetici (-4,8%) e Borse e Scarpe (-6,2%) saranno i rami meno colpiti. "La riduzione dei consumi ha avuto un'impatto sulle diverse categorie, sia a volumi che per quanto riguarda l'abbassamento dei prezzi - ha commentato Claudia D'Arpizio, Partner di Bain and Company Italy -. In questi frangenti la donna va a cercare prezzi minori, rappresentati soprattutto dalle seconde linee dei brand. Si desidera un prodotto duraturo, ed è sempre più frequente la moda dello cheap & chic, del mixare pezzi low cost con le firme. Il settore sul quale grava di meno la crisi è quello della cosmesi perché i prezzi sono accessibili anche per i grandi marchi e perché le attività di marketing sono più vicine al consumatore". Armando Branchini, Segretario Generale di Altagamma e dell'Altagamma Consensus sottolinea che "Dopo la crisi petrolifera degli Anni Settanta l'alto di gamma ha goduto di un altissimo tasso di crescita, e proprio in quella decade a Milano ha esordito il Prêt-à-porter. La nottata deve passare, e questo momento va visto come un'opportunità da cogliere". Quello che emerge è quindi il profilo di un consumatore più attento e consapevole, che sperimenta e desideroso sì di godere di un prodotto di lusso ma del quale è una componente essenziale la qualità. "Il cliente sta vivendo un momento morale, e manifesta un approccio quasi punitivo verso l'acquisto - ha spiegato Stefano Sassi, Presidente e Amministratore Delegato di Valentino S.p.A. e Amministratore Delegato di Valentino Fashion Group -. In questo frangente comprare un bene che è considerato un di più non è di moda". Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Francesco Minoli, Amministratore Delegato di Pomellato: "E' difficile giustificare un acquisto che può essere rimandato come quello di un gioiello. In ogni caso il clima sta migliorando e va meglio rispetto all'ultimo trimestre del 2008, anche se ancora non si può certamente parlare di una ripresa reale. Più è veloce la caduta, prima si tocca il fondo, e questi momenti negativi sono a loro modo cruciali. La nostra strategia per resistere durante questo periodo si basa sulla salvaguardia della marca, sulla tutela a tutto tondo degli investimenti effettuati fino a questo momento, sulla protezione del clima aziendale ed il mantenimento del livello occupazionale e della qualità. Per noi la crisi equivale ad una sfida". Quando la congiuntura critica sarà rientrata la voglia del lusso tornerà, ma con una nuova consapevolezza che esigerà eccellenza e valori. "Le istituzioni devono agire con determinazione ed incisività - ha concluso Leonardo Ferragamo - per ridare all'Italia competitività. E' necessario fare sistema e sinergia, puntando in primo luogo alla concretezza ed ai fatti".