MODAONLINE - Il settore del lusso supera l'annus horribilis. Questo è uno dei dati più significativi tra quelli comunicati questa mattina durante l'Osservatorio Altagamma 2010, confermando quanto pronosticato durante il Consensus Altagamma dello scorso aprile: "Già nei precedenti appuntamenti avevamo parlato di luce in fondo al tunnel -ha esordito Santo Versace, Presidente della Fondazione, aprendo la conferenza -; questo momento si sta rivelando incoraggiante, e anche se almeno fino alla fine del 2011 non sarà possibile ottenere gli stessi risultati del periodo pre-crisi, è stata imboccata la giusta strada dalle aziende, che sono state in grado di adottare le misure necessarie per contrastare la congiuntura negativa". Se il 2009 aveva visto il mercato dei beni personali di lusso subire un decremento complessivo dell'8%, la ricerca effettuata da Bain & Co. ha segnalato una ripresa già a partire con la chiusura 2010, prevista a quota +10%. "Il settore luxury goods non è mai stato davvero colpito da una crisi pesante - ha affermato Claudia D'Arpizio, partner di Bain & Co. -, in quanto anche nel suo momento peggiore ha comunque subito un decremento minimo, che è avvenuto a seguito del continuo andamento degli anni precedenti. Ad influire positivamente sul buon andamento 2010 vari fattori tra cui il ritorno del consumatore americano ed i maggiori investimenti operati dalle aziende, in particolare per quel che riguarda i grandi brand, in grado di restare a galla anche nel momento più critico. Anche la Cina si è rivelata un driver fondamentale, anche se Europa e Stati Uniti continuano ad essere le potenze principali; ancora in perdita invece il Giappone, paese in cui il trend continua ad essere negativo sin dal 2007". Ottime performance anche per i mercati emergenti, sui quali spicca il Brasile, l'unico ad essere cresciuto anche nel 2009 insieme alla Cina. Per quel che riguarda invece le categorie di prodotto è soprattutto il settore leather goods a tenere, con un +16% nel comparto calzaturiero ed un +20% complessivo anche grazie al rebound statunitense, che ha generato un trend positivo del 22%. In ripresa infine anche gioielleria ed orologi, aree più colpite nel 2009 e che passano dai rispettivi -11% e -16% dello scorso anno ad un +16% ed un +12% nel 2010.