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ECONOMIA
Nuovo rapporto Altagamma. Il lusso cresce con Illy

Con il nuovo presidente Andrea Illy, l'alto di gamma continua a crescere. Con un incremento stimato del 4-5% a tassi costanti, l'Asia rimane la miniera d'oro

Per il terzo anno consecutivo, il mercato mondiale del lusso cresce a due cifre, senza squilibri netti in particolari aree geografiche. Questo, in breve, il sunto dell'Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor, l'aggiornamento di primavera dell'Osservatorio Altagamma sui mercati del lusso, realizzato dalla società di consulenza Bain & Company per conto della Fondazione guidata da Andrea Illy, che riunisce le aziende dell'eccellenza italiana. Nello stesso senso va anche l'Altagamma Consensus, un secondo studio che elabora le previsioni dell'industria del lusso mondiale. Quest'ultimo è messo a punto da Bain & Co Italy, Bank Vontobel, Barclays, Citi Research, Credit Suisse, Deutsche Bank, Exane Bnp Paribas,  Goldman Sachs, Kepler Cheuvreux, Redburn, Sanford C. Nel solo 2012, sono stati superati i 200 milioni di euro. Le migliori performance sono state registrate da pelletteria, scarpe e accessori, gioielli e orologi. Il primo trimestre 2013 registra però un rallentamento in termini reali, ulteriormente penalizzato dall'andamento dell'euro contro le principali monete estere, in apprezzamento rispetto al 2012. Questo perché alcuni paesi, Giappone in primis, stanno lavorando sulla politica monetaria per far salire i consumi interni. Come? Svalutando la moneta, in modo da scoraggiare i  flussi turistici in uscita. La ripercussione per i brand europei, abituati a generare profitti nel vecchio continente proprio grazie agli acquisti dei turisti, è evidente e, se combinata alla difficoltà riscontrata nel seguire i comportamenti e le preferenze dei giovani consumatori in continuo mutamento, fa presagire degli scenari meno rosei dei tempi passati. 

 

Secondo lo studio comunque, nonostante la debolezza di molte economie nel mondo e una leggera flessione della crescita nel primo trimestre del 2013, anche per quest'anno le prospettive del mercato globale restano comunque positive, con un incremento stimato del 4-5% a tassi costanti, in linea con la crescita 2012. In miglioramento la performance degli Stati Uniti che, come di consueto, dimostrano un'elevata fiducia dei compratori che spinge il consumo (al contrario della perpetuata prudenza e propensione al risparmio degli europei). Bene i department store che vedono nell'Omni-channel una sempre più rilevante fonte di crescita. Il Sud America si mostra in costante crescita (+12% a tassi costanti nel 2013) spinto da Brasile e Messico, mentre 'preoccupante' rimane la situazione argentina. La situazione politica e le politiche protezionistiche stanno spingendo molti brand ad andarsene, spingendo i clienti facoltosi ad andare a fare shopping nei paesi limitrofi. Il Brasile invece cresce a gonfie vele, complice anche la grande aspettativa nei confronti degli imminenti mondiali di calcio e ai giochi olimpici, che stanno attirando sempre di più l'interesse dei marchi internazionali e degli investitori. In Cina le performance di mercato confermano il trend del 2012 nei consumi interni (+7% a tassi costanti) con una crescita a due cifre dell'e-commerce. Il 'gifting' è in calo, fiaccato dalla campagna anti-corruzione del governo e l'Australia sta diventando una delle mete favorite dai turisti cinesi. 

 

"Nell'area Asia Pacific è il Sud Est a trainare la crescita segnando un + 20% a tassi costanti nel 2013 (5,5 miliardi di euro) - continua a spiegare Claudia D'Arpizio Partner Bain & Company dell'ufficio di Milano e autrice dello studio -, con Singapore sempre in testa come hub regionale del mercato, con un mercato che ha raggiunto 2,5 miliardi di Euro nel 2012. In Medio Oriente, tradizionalmente nota per la passione per i beni di lusso sia tra i giovani consumatori sia tra i più maturi, il mercato del lusso nel 2012 ha raggiunto un fatturato di 6,3 miliardi di euro e si prevede un incremento del 5% a parità di tassi di cambio nel 2013, con una rimonta di abbigliamento ed accessori su profumi e cosmetici. Dubai è decisamente il cuore del mercato (rappresenta il 30% dell'intera regione), poiché attrae consumatori interni ma anche ampi flussi dall'estero, principalmente russi, indiani ed africani". 

 

Per quanto riguarda i prodotti più venduti, a guidare il mercato sono ancora una volta gli accessori, l'abbigliamento e l'hard luxury, in particolare il segmento 'absolute' e i prodotti di fascia alta (senza logo ma con materiali preziosi). Cresce la pelletteria. Brusca flessione invece per l'orologeria per via della riduzione delle scorte del canale. Rallentano anche i cosmetici nonostante la crescita nei mercati emergenti.  

 

Bain stima che le dimensioni del mercato globale dei beni di lusso al 2025 saranno cinque volte maggiori delle dimensioni raggiunte nel 1995. "La chiave del successo per i prossimi 10-15 anni - afferma Bain - sarà il prepararsi all'arrivo del Lusso 2.0, dove il successo sarà definito da un'attenzione maniacale a tre principi cardine: una customer experience differenziante, la gestione impeccabile del canale retail e l'eccellenza delle persone che lavorano nelle aziende".

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Marco Magalini
Monday, May 20, 2013