Un 2009 in netta crescita (da 69 a 88 milioni di euro) quello stimato da Altana che a Pitti Bimbo presenta due nuove prestigiose licenze (Villerbrequin e Jacob Coën). Aumento delle quote di export e consolidamento del pacchetto marchi sono le linee guida per il futuro di un'azienda sempre attenta, però, a possibili occasioni da cogliere
Un balzo in avanti da 69 ad 88 milioni di euro. E' questa la stima del 2009 di Altana, azienda di Padernello di Paese (TV), specializzata nella produzione e distribuzione di abbigliamento bambino su licenza, che si è presentato alla appena conclusa edizione di Pitti Bimbo con due nuovi marchi del calibro di Villerbrequin e Jacob Coën, nel suo portafoglio. "Il segreto del nostro successo? Un'azienda sana, dinamica che non si adagia mai sugli allori - spiega Barbara Donadon, amministratore delegato di Altana, a Modaonline -. Noi non ci sentiamo mai arrivati, ma continuiamo a guardarci attorno con attenzione e, al contempo andiamo a consolidare al meglio ciò che abbiamo già in casa". Una strategia chiara e precisa per un'azienda capitanata da due donne Barbara Donadon appunto, che oltre a coprire il ruolo di AD è anche socia dell'azienda e Marina Salamon, a cui è affidato il ruolo di Presidente, che guidano un'impresa fortemente concentrata su uno staff in rosa (il 90% dei 156 dipendenti sono donne, ndr). "In effetti la nostra è un'azienda molto femminile ma alcuni posti chiave sono occupati da uomini che ci aiutano, spesso, a sdrammatizzare le emozioni tipiche di uno staff molto sbilanciato verso l'universo femminile. Ma, al di là della composizione, siamo uno staff unito e coeso che condivide gli stessi obiettivi che sono quelli di una crescita sana e consolidata dei 9 marchi (di cui 8 in licenza e uno, Amore, di proprietà) che attualmente compongono il nostro portafoglio. Ovviamente chi fa un lavoro come il nostro, fortemente specializzato nelle gestione di licenze di alto livello, non può esimersi dall'avere una visione a 360 gradi dell'intero settore necessaria per tenere controllato il mercato e per cogliere eventuali nuove occasioni". Occasioni che, come nel caso degli ultimi due brand acquisiti, puntano ad accettare solo ed esclusivamente brand complementari a quelli già nelle mani dell'azienda. "Ovviamente essendo un'azienda specializzata nella gestione dei marchi in licenza, siamo bersagliati da richieste continue da parte delle aziende alla ricerca di realtà capaci di produrre e distribuire le loro linee bambino. La nostra scelta, in questa fase, ha preso una direzione ben precisa puntando sulla fascia alta del mercato e soprattutto a marchi dal forte dna. Esempio di tale scelta sono le ultime due acquisizioni da noi effettuate che in tutti e due i casi ci vedono impegnati nella realizzazione di un total look per i più piccoli capace di mettere in luce le peculiarità di due brand come Villerbrequin e Jacob Coën dalla forte identità e al tempo stesso fortemente identificati con una precisa categoria merceologica (beachwear nel primo caso e denim nel secondo)". Una sfida che spinge l'azienda veneta a guardare con attenzione crescente a uno sviluppo del business oltre confine. "Attualmente generiamo circa il 75% del nostro fatturato in Italia ma gli ultimi brand entrati nella nostra scuderia, fortemente export oriented come Moschino (che genera il 60% del turnover oltre confine), Moncler, Villerbrequin e Jacob Coën etichette molto internazionali, spingeranno sempre più il nostro prodotto verso le principali piazze estere di riferimento". Piazze che dipenderanno dalle politiche e dalla forza di ogni brand su ogni singolo mercato seguendo una politica che mira a studiare strategie ad hoc per ogni singolo marchio. "Siamo abituati, da sempre, a gestire la nostra azienda come una sorta di holding all'interno della quale esistono nove aziende indipendenti tra loro. Ogni marchio ha un suo ufficio stile, un suo ufficio prodotto, i suoi grafici e la sua struttura. Ciò non significa che non esistano sinergie di gruppo, anzi ogni settimana tutte le realtà si siedono intorno ad un tavolo per elaborare e discutere punti di progetto comuni. Lavorare per le estensioni di marchi che già operano nel mondo dell'adulto significa riuscire a capire e decidere insieme alle aziende madri strategie e linee di sviluppo che molto spesso puntano verso direzioni diverse. Ma siamo ben consci che l'unico modo per avere successo, soprattutto all'estero, con le collezioni per i più piccoli è quello di seguire le guidelines distributive dei brand di appartenenza". Una strada che porta Altana, ad esempio, a puntare sugli Emirates per Moschino e su Europa e Russia per Moncler. Per quanto concerne l'estero, inoltre, il business va a concentrarsi quasi completamente all'interno dei department store contrariamente all'Italia che vede il Gruppo presente globalmente in oltre 500 punti vendita multimarca. "Sulle piazze estere non esiste la frammentazione distributiva tipica del nostro paese all'interno del quale siamo abituati a lavorare con molti interlocutori di piccole e medie dimensioni studiando con loro strategie e posizionamenti dei prodotti. Oltre confine la parte preponderante del business viene fatta con le grandi catene di department store all'interno delle quali stiamo studiando corner dedicati per marchi come Moschino e Villerbrequin". Ma vista la quantità di marchi che rappresentate non vi è mai venuta la voglia di aprire dei negozi monomarca Altana all'interno dei quali inserire tutte le vostre collezioni? "Ci abbiamo pensato, ma poi abbiamo deciso che preferiamo far lavorare i professionisti. Il retail non è la nostra specialità".