A.I. Artisanal Intelligence - “Body for the Dress” analizza il rapporto fra il corpo e l’abito

A.I. Artisanal Intelligence, progetto nato in seno ad Altaroma, da più di cinque anni, curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques, promuove le migliori realtà artigianali italiane e internazionali. Per questa edizione, nella sezione Altaroma Atelier, presenta “Body for the Dress”.

Il rapporto fra il corpo e l’abito, il tentativo di individuare il punto di contatto fra l’essere umano e il suo vestito: deformazioni, trasparenze, silhouette come documenti di una relazione appassionata. In uno spazio postindustriale, appena rianimato ma ancora in stato di abbandono, su pavimenti e muri che portano le tracce della memoria dell’antica Dogana di Roma, A.I. allestisce “Body for the Dress”. Guidato anche dal luogo realizzato nel 1925 da Angiolo Mazzoni, uno degli architetti più importanti del razionalismo italiano, l’allestimento conserva l’impronta del luogo deputato al controllo delle merci e degli oggetti in transito.

Tre giovani artisti interpretano queste corrispondenze tra corpo e abito: Thomas De Falco lavora sull’idea archetipica di vestito, Sacha Turchi sulla struttura e Paolo Roberto D’Alia sul significato stesso che la moda ha nel sistema industriale, ma anche nel nostro quotidiano. Nei grandi ambienti dialogano così, come merci e come documenti, i lavori di fashion designer, artigiani e artisti: oggetti e opere come i manichini del video dell'Istituto Luce del 1941.

Ogni interprete esprime il suo rapporto creativo con il corpo dai bustini di Brighenti, nome storico della lingerie romana, alle giacche usate come segni da Roberto D’Alia.

Continua la presenza delle scuole con IUAV di Venezia e Accademia Costume & Moda come primo anello di una catena che ogni volta disegna un organismo di analisi nuovo sul rapporto fra arte, moda e artigianato.

In un clima di scambio e di collaborazione internazionale oramai consolidato, quest’anno A.I. ospita quattro designer stranieri tra cui l’inglese Úna Burke, vero elemento di sintesi, che ha già collaborato con Lady Gaga e Madonna e per i costumi di Hunger Games.

Photo © Michele Iacobini