MODAONLINE - E' nell'ambito dell'annuale convegno organizzato da ANCI - Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, che riunisce gli imprenditore del settore, che CVA Corporate Value Associates ha esposto i risultati emersi dall'analisi commissionata dall'associazione. Il focus si è concentrato in particolare su alcuni mercati chiave per l'Italia (Germania, Francia, USA e Russia che rappresentano il 45% delle vendite settoriali in valore e la Cina per le potenzialità), in modo da capirne la situazione interna e, di conseguenza, individuare la posizione dei marchi nazionali all'interno degli stessi. Come è noto, ad aver subito maggiormente la flessione è il mercato statunitense, fino al 2008 maggiore consumatore di scarpe, che si è rivelato il paese dove l'acquisto di calzature ha sofferto maggiormente il decremento, scendendo del 9%; seguono la Germania (-6,6%), la Francia (-4%) e la Russia (-3%), mentre la Cina ha registrato una crescita del 4,3%. "E' la prima volta che una crisi si rivela così trasversale ed anche la Cina, mercato in tenuta persino nel periodo più negativo, ha registrato comunque una decelerazione - ha affermato Paola Leoni, Amministratore Delegato di CVA -. Nel paese asiatico l'import italiano ha vissuto un momento particolamente dinamico tra il 2003 ed il 2007, e rappresenta comunque tutt'ora una buona fetta di mercato nel territorio cinese per quel che riguarda la suola in cuoio, grazie al consolidarsi dei prodotti Made in Italy. Entrare in questa nazione è complesso, ed il consumatore cinese si rivela particolarmente sensibile riguardo alla qualità (touchfeel) ed ai brand internazionali, ai quali attribuisce un valore aggiunto. La Cina è anche il maggior importatore in Russia per la gomma, mentre per il cuoio è l'Italia il paese estero leader: la clientela russa è particolarmente emozionale, ricerca prodotti connotati stilisticamente a prescindere dal proprio status ed è meno guidata dalla griffe pur rivelandosi poco price sensitive. La distribuzione in Russia è tuttavia ancora difficile, e le calzature italiane si rivelano forti soprattutto nel segmento lusso. Gli Stati Uniti, dove la scarpa sportiva e lo stile informale vivranno una rapida diffusione, vedranno prendere spazio alla produzione cinese ed al basso costo, mentre l'Italia resta ancora il primo riferimento sulla calzatura elegante con l'import della suola in cuoio; nei piccoli centri il consumatore è poco evoluto, mentre nella metropoli viene posta una maggiore attenzione a qualità e forma. La Germania predilige il cuoio italiano, mentre nel segmento della suola in gomma la situazione vede una forte presenza dell'import a basso costo in quanto l'acquirente tedesco è piuttosto price sensitive e poco esperto, affidandosi spesso al consiglio del retailer o al valore intrinseco del marchio; è comunque attento all'acquisto consapevole, e predilige acquistare prodotti che tutelano l'ambiente. Anche la Francia è un mercato che apprezza i pellami nostrani, che vengono però attaccati dalla diffusione del basso costo e dello stile informale. A causa della forte cultura del retail, le catene locali vantano una presenza solida che può rendere la penetrazione nel mercato francese difficoltosa; il consumatore d'oltralpe è maturo e mette in primo piano il proprio stile personale rispetto al trend, scegliendo scarpe che coniughino stile e praticità e ricercando al tempo stesso un rapporto qualità-prezzo conveniente".