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STRATEGIE
ANCI guarda avanti e non si fa scoraggiare dai risultati del 2009

Una visione prospettica del futuro e un forte impegno orientato a stringere alleanze strategiche con enti ed istituzioni nazionali ed internazionali spingono ANCI a non essere troppo soggiogata dai risultati dello scorso anno. Molti risultati sono stati raggiunti ma molti altri richiedono ancora un forte impegno che l'associazione intende mettere nello sviluppo dei progetti futuri

E' una strategia di attacco che, pur tenendo conto dell'ancora difficile momento congiunturale e dei non certo rassicuranti dati del 2009, non si fa deprimere ma tende a guardare avanti difendendo in maniera determinata e decisa le peculiarità delle calzature prodotte dalle aziende del nostro paese. La strategia di ANCI (Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani) è stata spiegata oggi in occasione dell'assemblea Generale dell'Associazione (foto) dal suo presidente Vito Artioli che, alla fine del primo anno del suo secondo mandato, ha illustrato ciò che è stato fatto e ciò che ANCI intende fare nel breve/medio periodo a sostegno dell'intero comparto. "La congiuntura economica ancora incerta sui mercati internazionali non ha frenato l'attività di ANCi - ha dichiarato Artioli - sui diversi fronti in cui l'associazione impegnata. I risultati ottenuti quest'anno sono una viva testimonianza della capacità di reazione che il nostro comparto, se unito, sa ottenere sia a livello nazionale che che a livello europeo ed extraeuropeo". Elemento strategico per poter agire a livello europeo è stato l'ottenimento da parte di ANCI dal luglio 2009 della presidenza della C.E.C. (Confederazione Europea della Calzatura) organismo che difende gli interessi dell'industria calzaturiera europea a Bruxelles. "Il ruolo assunto in C.E.C. ci consente di di poter monitorare da una posizione privilegiata, le dinamiche politiche all'interno delle istituzioni europee. Il primo effetto concreto che abbiamo ottenuto è stato quello di riuscire a prorogare i dazi antidumping sulle calzature in pelle importate nella UE da Cina e Vietnam fino ad aprile 2011. Oltre a ciò, sempre in sede comunitaria, siamo riusciti a far riavviare l'iter relativo all'introduzione di un regolamento europeo di etichettatura d'origine obbligatoria per le merci importate nella UE da paesi terzi e ad aprire una discussione riguardo al persistere di assurde barriere tariffarie alle esportazioni di pellame che ledono i diritti dei calzaturieri europei a eque condizioni competitive anche sul fronte dell'approvvigionamento della materia prima". Questi ultimi due risultati sono frutto di una intensa attività di lobby istituzionale che se da un lato vede ANCI attiva a livello livello comunitario dall'altro la vede agire in maniera chiara e determinata anche a livello nazionale con i parlamentari italiani. "A livello nazionale vigiliamo in maniera costante ed attenta sulle attività legislative del nostro Parlamento ma, per stimolare le istituzioni a legiferare anche negli interessi del nostro settore, siamo fortemente impegnati a comunicare loro le caratteristiche ed i modelli di impresa su cui si basa la nostra attività. Risultato tangibile di tale impegno è stato quello di far includere anche le calzature nel decreto incentivi 40/2010 (inizialmente escluse) per quanto concerne la defiscalizzazione delle spese di ricerca e sviluppo per la realizzazione dei campionari". Altro elemento fondamentale su ANCI ha posto grande attenzione è l'avanzamento tecnologico. "Coordinandoci con i distretti, un ceto numero di imprese e le Università abbiamo messo a punto un ambizioso progetto di innovazione tecnologica. Il nostro obiettivo è quello di realizzare una piattaforma che va dalla prototipazione alla distribuzione e commercializzazione dei prodotti calzaturieri. Tale progetto è stato ritenuto idoneo dal Ministero dello Sviluppo Economico che sta ora verificando se esistono le basi per poter avere accesso ai fondi di Industria 2015 o a qualche altro finanziamento che ci permetta di procedere con la realizzazione". La concretezza operativa di ANCI viene dimostrata anche dalla scelta di creare l'Osservatorio Nazionale Tessile Abbigliamento, Pelle e Calzature in modo che tale struttura possa diventare punto di riferimento del Ministero della Salute, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dello Sviluppo Economico. Tale organizzazione si occuperà di campionare ed esaminare prodotti prelevati sul mercato per verificare il loro livello di sicurezza. Altro argomento a cui ANCI dedica grandissima attenzione, attraverso ANCI Servizi Srl è la formazione professionale. "Nell'ambito del Protocollo d'intesa con il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca, ANCI ha proseguito il suo impegno nella formazione dei giovani con il sostegno di alcuni corsi annuali e con il rinnovo di iniziative avviate in intesa con il MIUR come il concorso nazionale giunto alla sua XI edizione". Nell'ambito della riforma dell'Istruzione l'associazione ha ottenuto due importanti risultati. Da un lato abbiamo ottenuto l'inserimento dell'indirizzo Sistema Moda con competenze sulle calzature, nell'ambito dei nuovi Istituti Tecnologici, dall'altro nel Post-diploma è stato inserito nel Piano Nazionale l'Istituto Tecnico Superiore - Nuove tecnologie per il Made in Italy Moda/Calzature istituito nelle Marche attraverso una fondazione". Assolutamente da non mettere in discussione è il sistema fieristico che vede Micam ShoEvent sempre più leder a livello mondiale tanto che, anche nei momenti in cui la crisi era all'apice e tutti i suoi principali competitor soffrivano in maniera decisa, ha continuato a consolidare la sua presenza si in termini di area espositiva che a livello di numero di espositori ed affluenza di operatori. "Affianco a Micam ShoEvent ANCI prosegue senza soste il piano di internazionalizzazione tanto che, per la prima volta, a settembre porterà oltre 40 imprese associate a Parigi dove l'Associazione organizzerà un'esposizione. Proseguiamo inoltre con ICE, nostro partner fondamentale per quanto riguarda lo sviluppo sui mercati esteri, l'attività promozionale delle nostre imprese nei paesi emergenti primi fra tutti Cina, Medio Oriente e Asia Centrale".

Cristina Mello-Grand
venerdì 11 giugno 2010