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ECONOMIA
Il comparto calzaturiero archivia il 2009 con cali più contenuti di quelli di altri settori

MODAONLINE - La lettura dei dati del 2009 mette in evidenza che anche nel settore calzaturiero, seppur in maniera meno pesante che in altri settori, la crisi ha colpito duro. Le esportazioni hanno subito una brusca frenata potendo in numero di paia vendute a 192,3 milioni (-14,3%) ed il fatturato a 5,8 miliardi (-15,9%). Le contrazioni maggiori si sono registrate in USA (3° mercato di sbocco) con un calo del 26,2% e in Russia (5° mercato di sbocco) che scende del 35,5%. L'Unione Europea segna una contrazione dell'11% e la Francia (primo paese di riferimento in valore) supera la Germania anche a livello di volumi. L'unico Paese in inversione di tendenza è il Giappone ove nel 2009 i volumi hanno messo a segno un incremento del 3,6%. Dati negativi anche per l'import che arretra del 12,1% in volume scendendo a 309,9 milioni di paia e del 5% in valore. A fronte di questo calo si è alzato dell'8,2% il prezzo medio delle calzature effetto dovuto al considerevole calo delle quantità in arrivo dalla Cina (-18,2%) paese che presenta il prezzo medio più basso tra i fornitori (4,55 euro al paio) dalla Romania (-11,6%) e dal Vietnam (-24,9%) rispettivamente secondo e terzo fornitore. Nonostante ciò il saldo commerciale del settore, pur riducendosi del 26,2%, ha fatto segnare un attivo di 2,6 miliardi di euro fornendo, quindi, un contributo non trascurabile all'economia del nostro Paese. In quello che è stato l'anno più difficile degli ultimi decenni la produzione nazionale di calzature si è assestata a 198 milioni di paia (-12,1%) pari a 6,5 miliardi di euro (-11,6%). Inevitabilmente è sceso anche il numero delle imprese, anche se il dato rispecchia il calo fisiologico dell'ultimo decennio, che attualmente sono 6.028 (-3,8%) e gli occupati che scendono a quota 82.907 (-3,5% con un saldo negativo di circa 3.000 unità). Sono cresciute, ovviamente, in tutti i poli calzaturieri, le richieste di cassa integrazione guadagni (23,1 milioni di ore autorizzate per un +188%) che proseguono, come confermato dai dati INPS anche nei primi mesi del 2010 che evidenziano un ulteriore incremento di richieste dell'ordine dell'83,3%. Un segnale timidamente positivo è rappresentato dalla tenuta dei consumi interni che dopo la flessione registrata nel 2008 ha messo a segno un -1,2% nel 2009 nonostante l'andamento degli ultimi mesi dell'anno sia stato inferiore alle aspettative previste.

giovedì 10 giugno 2010