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STRATEGIE
ANCI. Si concludono con esito positivo le iniziative di Kiev, Almaty e Mosca

MODAONLINE - Ancora una volta il mercato dell'area C.S.I. conferma il suo gradimento nei confronti della produzione calzaturiera made in Italy: ANCI, Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, conferma infatti l'esito positivo, alla luce dei numeri a consuntivo, delle manifestazioni tenutesi in Russia, Kazakistan e Ucraina nei mesi di ottobre e novembre, durante le quali le aziende italiane hanno potuto presentare al mercato dell'est Europa e dell'Asia Centrale le nuove proposte per la primavera/estate 2012. 23 le aziende italiane che hanno partecipato alla Mostra della Calzatura Italiana a Kiev, Ucraina, nella cornice dell'Hotel President, in centro città. Durante l'appuntamento, tenutosi il 14 e il 15 novembre e che tradizionalmente chiude il programma fieristico di ANCI nell'area della C.S.I., le imprese hanno potuto consolidare gli ordini della stagione primavera/estate 2012 e stringere nuovi contatti con i circa 120 operatori che hanno visitato la mostra. Alla Mostra della Calzatura Italiana invece tenutasi in Kazakistan, presso la prestigiosa struttura del Dom Priemov nel cuore di Almaty, capitale economica del Paese, 55 aziende dei comparti calzature e pelletteria, abbigliamento in pelle e pellicce hanno incontrato 250 operatori qualificati provenienti da tutti i Paesi dell'Asia Centrale. A supporto della rassegna, che ha avuto luogo dall'8 al 10 novembre, ANCI ha organizzato anche un programma di incoming dedicato a potenziali clienti provenienti da Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan. Ottimi risultati inoltre per Obuv' Mir Koži, Mostra della Calzatura e della Pelletteria Italiana organizzata da ANCI e Bologna Fiere a Mosca dal 18 al 21 ottobre, nel quartiere fieristico di Expocentr. Conseguentemente all'ampliamento richiesto da molte imprese espositrici la manifestazione ha superato i 5000 metri quadrati, ospitando 201 aziende, di cui 170 calzaturieri e 31 pellettieri e accessoristi. Le imprese italiane hanno potuto incontrare operatori commerciali come grossisti, agenti, distributori, catene di negozi e boutique provenienti da tutte le regioni della Federazione Russa, dalla Bielorussia, dall'Ucraina e dal Kazakistan. Durante lo svolgimento della mostra ANCI ha inoltre proseguito la propria campagna immagine nel Paese con la realizzazione di uno spot pubblicitario sul canale satellitare tematico Fashion TV dedicato al made-in-Italy calzaturiero, a cura di Oliviero Toscani, e con l'organizzazione di un Ristorante Italiano in fiera aperto agli espositori e ai visitatori russi. "A Kiev le aziende italiane hanno consolidato i rapporti con i clienti e aperto nuove forme di collaborazione con gli operatori del settore - afferma Cleto Sagripanti, presidente ANCI. - Il mercato centroasiatico, dopo un biennio di crisi, torna a rappresentare un bacino di utenza fortemente interessato alla qualità del prodotto italiano: un mercato dalle grandi prospettive di crescita anche alla luce di un piano di investimenti che porterà il Kazakistan a essere uno dei più importanti esportatori di petrolio verso l'Unione Europea. Ma, soprattutto, i risultati di Obuv' Mir Koži sono stati soddisfacenti sia in termini di affluenza, sia in termini di ordini e confermano la leadership sul mercato russo di fascia alta e medio-alta del sistema fieristico controllato da ANCI. Con oltre 8000 ingressi di operatori commerciali nei quattro giorni di fiera, la rassegna si consolida quale appuntamento più importante per il made-in-Italy calzaturiero sul mercato russo. Ci preoccupa, però, la ventilata ipotesi di un incremento dei dazi all'importazione delle calzature in pelle in Russia, Bielorussia e Kazakistan, Paesi che hanno dato vita all'Unione Doganale, EuraSes. Sarebbe un passo nella direzione opposta rispetto alla più volte auspicata entrata della Federazione Russa nel WTO e un ostacolo allo sviluppo del mercato di questi Paesi, i quali non hanno bisogno di difendere la produzione nazionale, ma di diffondere prodotti made-in-Italy tra i propri consumatori e alzare gli standard qualitativi". I dati delle esportazioni confermano infatti il trend di recupero del mercato della Russia e dei Paesi della C.S.I. rispetto ai livelli pre-crisi: l'export dei primi sette mesi dell'anno è cresciuto del 15,9% in volume e del 22,8% in valore portando rispettivamente le calzature in paia a oltre 8 milioni vendute e in valore a circa 425 milioni di euro. Un risultato che vede triplicare i ritmi di recupero registrati a consuntivo 2010 (+5,2% in volume sul 2009), che erano già tornati in positivo dopo la crisi del 2008 e del 2009. Russia (+22,7% in valore), Ucraina (+29,6%) e Kazakistan (+43,3%) sono i primi tre Paesi clienti dell'area per fatturato, ma anche i mercati che hanno avuto le migliori perfomance in valore assoluto. Nell'area però vi sono anche Paesi emergenti come Azerbaigian (+36,8% in quantità), Montenegro (+24,7%), Bosnia-Erzegovina (+47,5%) e Armenia (+229,9%) che hanno avuto risultati molto positivi nei primi sette mesi dell'anno e, pur registrando valori assoluti ancora non paragonabili ai principali mercati di sbocco del made-in-Italy, cominciano a mostrare volumi di commercio interessanti. "Nonostante i dati positivi però - conclude il presidente Cleto Sagripanti - ANCI ha sentito la mancanza di un organo strutturato in grado di sostenere i progetti di internazionalizzazione di ampio respiro dell'Associazione, come l'ICE. È stato un passo fondamentale quello di mantenere una istituzione di riferimento per la promozione del prodotto calzaturiero italiano all'estero. L'auspicio è che la nuova agenzia per l'internazionalizzazione delle imprese italiane istituita con la manovra annunciata dal Governo sia resa operativa e con le risorse necessarie a lavorare in maniera efficiente, nel più breve tempo possibile. Non abbiamo più tempo da perdere. Abbiamo perso tutto il 2011 ed il rischio è quello di perdere anche tutta una serie di iniziative fondamentali per la penetrazione all'estero delle nostre aziende ".

lunedì 12 dicembre 2011