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WEB
Come tutelare i brand nel web? Convegno Assorologi

7 miliardi di euro è il giro d'affari del mercato del falso, con un'evasione di 1,7 mld. Se venduti "in bianco" genererebbero una produzione aggiuntiva di 13,7 mld. Questi i dati allarmanti emersi nel convegno di Assorologi

Nuovo appuntamento con il mercato italiano dell'orologeria  e le sue peculiarità. Assorologi, l'associazione italiana di categoria che raggruppa produttori e distributori di orologeria in ambito Confcommercio, ha organizzato, ieri 22 novembre, un convegno sul mercato dell'orologeria e le sue peculiarità.
L'incontro si è svolto in collaborazione con Convey Intelligence & Knowledge, una società altamente specializzata nella protezione dei marchi su internet. Il workshop verteva sul tema: "Strumenti a tutela del brand: fidelizzazione e controllo dei canali distributivi selettivi - Reti di vendita, importazioni parallele, Internet, E-commerce".
La ricerca, sviluppata da Convey, azienda specializzata in metriche di misurazione sul web, mirava ad identificare, misurare e mappare  nel mare magnum del web, i fenomeni di illegale utilizzo di marchi e modelli, ovvero il fenomeno della contraffazione. Ne emergono dati inquietanti.
Circa il 35% delle pagine del 'web tradizionale' utilizza illegalmente i Brand per vendere prodotti falsi.
Attraverso Facebook e Twitter vengono veicolati direttamente contenuti contraffattivi che possono arrivare al 40% delle pagine sotto indagine (il 6% delle pagine Facebook e il 40% delle 'sorelle' di Twitter sono pericolose).
È i dati crescono se si aggiungono gli altri siti collegati tramite link verso l'esterno. In media, nelle prime 100 pagine di un motore di ricerca dedicate ad un determinato brand di orologeria, ben 32 sono veicolo di contraffazione. 3 pagine su 4 appartengono a siti di e commerce, una su sei a un blog.  Il 40% delle pagine "pericolose" è ospitato da server americani.
Molto significativa anche la presenza di server ubicati in Cina, Paesi Bassi, Malesia e Germania. Occorre però prestare grande attenzione al l'analisi di tali geografie perché ad oggi sono disponibili sistemi di delocalizzazione dei server, che offuscano l'anagrafe di questa mappatura.
Come proteggersi, quindi?
La prima sessione "Dalla Brand compliance al monitoraggio sistematico del Grey market in Internet" ha ospitato gli interventi di Giuseppe Provera, Partner e Amministratore Unico Convey Intelligence & Knowledge, e di Michele Provera, Responsabile Servizi Brand Intelligence Convey Intelligence & Knowledge.
Il duo tecnico ha esposto una procedura che permette di mappare con assoluto rigore e completezza l'intero grey market, permettendo ai brand owner (i proprietari dei brand) di elaborare un quadro completo della situazione. Utile anche ai fini di intraprendere un'azione legale mirata, celere e di successo.
"Con le tecnologie e nostra disposizione riusciamo a tracciare ogni singolo pezzo di 'nero', a identificare chi lo vende e dove".
L'Esposizione e l'analisi delle specificità del mercato e-commerce sono state invece affrontate da Gianluca Gilardi dello Studio Legale Sutti di Milano, subito seguito dall'intervento di Livia Oglio (sugli Strumenti contrattuali e gestione di canali di distribuzione selettiva via Internet alla luce della normativa antitrust) e da quello di Simona Cazzaniga (Strategie di contrasto alle violazioni), partner del medesimo Studio di via Monte Napoleone a Milano. Dai tomi di diritto, che anche grazie alle leggi antitrust regolano in maniera puntuale l'argomento, ad una testimonianza concreta. Susanna Antonielli, Legal Manager Swatch Group Italia, ha portato la sua testimonianza aziendale.
Il seminario si è concluso con l'intervento della Guardia di Finanza, che ha introdotto il progetto SIAC (Sistema Informativo Anti Contraffazione). È un sistema telematico che, da gennaio 2013, metterà a sistema i patrimoni informativi di tutte le forze di polizia e delle aziende da tutelare.


Marco Magalini
Friday, November 23, 2012