MODAONLINE - E' con una tavola rotonda svoltasi lo scorso mercoledì 10 novembre presso la sala conferenza di Assosim, Associazione Italiana degli Intermediari Mobiliari, che Assotemporary ha organizzato un dibattito relativo alle norme e alla contrattualistica dei temporary shop e dei business center, quest'ultime realtà relativamente nuove che vantano però di una tradizione consolidata in Italia durante gli Anni Settanta. L'Associazione dei Temporary Space ha così proposto in questa occasione due guide normative volte a fornire una via ad aziende ed operatori che vogliono intraprendere attività relative a questo tipo di settore retail. Da un dibattito al quale han preso parte Roberto Mari, consigliere e fondatore di Assotemporary, gli avvocati Pagani e De Nicola, i vicepresidenti di Assotemporary Comini e Pollesel, Marotta di Centostazioni e Fantinelli per il Comune di Milano, è emersa una "zona grigia" tra la locazione, l'affitto di azienda ed il luogo in cui può trovare effettivamente spazio un contratto di fornitura o appalto di servizi, così come propone la stessa Assotemporary: mentre per i business center il contenuto di servizio è una costante dell'attività imprenditoriale, per i temporary shop il problema sorge nel considerare appalto di servizi un rapporto nel quale l'oggetto del contratto sia semplicemente lo spazio. Qui subentrano quindi le due guide normative con annessa verifica sul campo prevista per il 2011 in collaborazione con la Camera di Commercio, attraverso la quale Assotemporary vuole realizzare un contratto-tipo valido per tutto il settore del retail temporaneo. Ulteriore elemento infine, evidenziato da Prampolini, direttore generale di Iwbank, è la necessità per le banche online di apparire fisicamente, attraverso esperienze di temporary shop, e di poter disporre di strutture attrezzate come i business center.