MODAONLINE - Entrato in Cappellificio Cervo, proprietario dei marchi Barbisio, Cappellificio Cervo e Bantam, attraverso la Bigli 1, società finanziaria di famiglia, Maurizio Romiti ha portato immediatamente fortuna al marchio che ha archiviato il difficile 2009 con un incremento di fatturato del 20%. "La nostra filosofia è quella di valorizzare i marchi storici italiani, indipendentemente dal settore - ha spiegato Maurizio Romiti, che dopo l'acquisizione della quota di maggioranza di Cappellificio Cervo ne ha assunto la carica di presidente -. Il piano industriale che abbiamo pensato prevede una crescita del marchio Barbisio, per arrivare in un secondo momento ad eventuali acquisizioni". Una strategia chiara illustrata da Romiti che ha scelto di essere presente nello stand di Pitti Uomo (foto) dove veniva presentata a stampa e buyer la collezione A/I 2010/2011. La "cura Romiti" ha portato, infatti non solo a vede crescere il fatturato assestato a fine 2009 a quota 1,65 milioni di euro, ma anche a rimettere in moto l'azienda che è passata da una produzione di 55mila capelli ad una di 72mila e che ha visto crescere gli addetti da 19 a 30. Nuova vita, quindi, per lo storico cappellificio fondato nel 1862 a Sagliano Micca (BI), che tra i suoi clienti annovera anche il Papa, all'interno del quale i mastri cappellai lavorano all'unisono con il centro stile per garantire un perfetto connubio di avanguardia tecnologica e ingegnosità artigianale. "La nostra strategia è quella di investire in aziende con fondamentali sani - spiega Romiti - che hanno bisogno di trovarsi partner finanziari che li accompagnino in un periodo complicato come questo, anche perché il 2010 si preannuncia come un altro anno difficile. Altri nodi verranno al pettine e purtroppo ci saranno imprese del Made in Italy che rischieranno di non potere prendere il treno della ripresa per mancanza di liquidità". Problematica che, fortunatamente, non riguarderà Cappellificio Cervo che, già da tempo ha saputo giocare la carta dell'internazionalizzazione e che nell'anno in corso intende portare avanti ulteriori progetti di espansione geografica. "Il comparto degli accessori moda, e nello specifico quello del cappello, soffre forse meno di altri la crisi - spiega Giorgio Borrione, amministratore delegato dell'azienda biellese -. Il nostro trend è in crescita tanto che in alcuni Paesi, come il Giappone, mettiamo addirittura a segno progressioni a doppia cifra. Il 2010 sarà per noi l'anno dello sbarco negli Stati Uniti, mentre continua la fase di consolidamento in Europa, che per noi significa Germania, Francia e Spagna".