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STRATEGIE
Obiettivo Giappone per Biella The Art of Excellence

Biella The Art of Excellence punta sul mercato giapponese con la missione promozionale che l'11 e 12 novembre porterà le aziende del comparto biellese a Tokyo. Nel programma, sostenuto da Regione Piemonte con il contributo organizzativo di Ice, l'assegnazione del terzo Award della Fondazione ed un workshop intitolato alla creatività del Made in Biella

L'organismo promozionale fondato dall'Unione Industriale Biellese prosegue la sua missione di diffusione del prodotto certificato biellese con un appuntamento internazionale focalizzato questa volta sul mercato giapponese. Il programma della nuova missione prevede, nella prima giornata, lo svolgimento del workshop La creatività diffusa di Biella alle radici del successo del made in Italy, centrato sul "valore del Made in Biella nell'evoluzione del mercato internazionale e dei modelli di business utilizzati da alcune aziende di grande successo del settore". Nel corso della trasferta giapponese sarà poi assegnato il terzo Biella The Art of Excellence. Award, indirizzato quest'anno ad un primario operatore del retail giapponese che ha dimostrato negli anni di apprezzare particolarmente la qualità biellese. "Dopo Hong Kong - spiega Luciano Donatelli, presidente della Fondazione Biella The Art of Excellence - abbiamo deciso di consolidare la nostra strategia promozionale nel Far East spostandoci in Giappone. E' una scelta controcorrente rispetto a quella di alcuni top brand, perché crediamo che oggi il consumatore giapponese sia in una nuova fase: nella crisi generalizzata dei consumi che si registra da qualche anno nel mercato, oggi si cerca qualità e design a prezzi ragionevoli. Un'evoluzione che offre nuove opportunità per quei territori, come il distretto di Biella, che dispongono di un marchio riconoscibile e di una forte identità culturale". Con il sostegno di Regione Piemonte e il contributo organizzativo di Ice Tokyo, assimilata alla manifestazione di sistema Italia in Giappone 2009 che l'Ambasciata d'Italia ha avviato da settembre a dicembre con le istituzione italiane presenti sul mercato nipponico, la nuova missione di Biella The Art of Excellence si propone di connettere la produzione biellese ai player distributivi giapponesi nell'obiettivo di un sensibile sviluppo delle relazioni commerciali verso l'Estremo Oriente. "Anche se è certamente difficile oggi trovare un mercato positivo, possiamo dire che su quello giapponese esistono buone opportunità per le aziende del settore biellese - ha aggiunto a Modaonline Marco della Croce, vice presidente della Fondazione (nella foto) -. Le nostre missioni rappresentano investimenti che non si consumano nel momento specifico, non sono strategie mordi e fuggi ma ci permettono di creare contatti che si protraggono nel tempo. Ogni anno scegliamo un solo mercato, al quale dedicarci però in modo completo e siamo ora al lavoro sulle ipotesi per il 2010, che potrebbero riguardare Mosca, dove siamo già in contatto con un partner come Bosco di Ciliegi, oppure Shangai. Il successo di queste iniziative è dato anche dal fatto che ormai le fiere sempre meno sono momenti di ordini e sempre più spazi d'immagine. Oggi le aziende devono selezionare al massimo i loro impegni e sono queste missioni b2b a rappresentare la soluzione più produttiva". Una cifra tra i 50 e i 70 mila euro, sostenuta interamente dalla Fondazione, è l'investimento che mediamente richiede una missione come quella che in Giappone porterà, oltre ad una trentina di aziende che fanno capo a Biella The Art of Excellence, anche aziende esterne alla Fondazione e non esclusivamente appartenenti al territorio biellese. Un corner dedicato alla qualità del prodotto Made in Biella metterà in mostra tessuti, abiti finiti e accessori firmati da Boglioli e i capi realizzati per lo staff del recente summit G8 realizzati con tessuti rigorosamente biellesi del lanificio Cerruti e del lanificio Ormezzano, la cui confezione è stata affidata a Corneliani per gli abiti maschili e ad Annalisa Confezioni per quelli femminili. "Abbiamo avviato nuove collaborazioni con partner strategici come Corneliani, Boglioli, Zegna, tutti invitati al workshop La creatività diffusa di Biella alle radici del successo del made in Italy. Oggi l'intelligenza sta nell'aggregarsi, sia a livello di aziende sia a quello delle istituzioni che le raggruppano". Esempio recente di una strategia che va oltre i confini del distretto, l'iniziativa che ha portato a Mosca, dal 5 al 9 aprile, quattrocento imprese italiane coordinate dal Ministero dello Sviluppo Economico con Smi, Ice e Abi: un modo di mettere insieme le risorse facendo fronte comune alla situazione economica. "Anche nel distretto biellese la crisi si è sentita. E' una crisi che viene da lontano, è ormai da 4/5 anni che il settore tessile ne soffre. Ed anche se il prodotto alto e medio/alto ne risente di meno, anche se questa crisi è arrivata dai grandi marchi, da un livello ostentativo che non caratterizza il biellese, molte delle nostre aziende lavorano per i grandi marchi ed esiste tutto l'interesse a trovare soluzioni comuni. La crisi attuale ha posto le basi per una riscoperta delle filiere locali non solo per prodotti di altissima qualità e artigianalità, ma anche per prodotti che hanno bisogno di interazioni continue tra gli operatori impegnati nelle diverse fasi produttive ad altissima specializzazione. Le filiere locali sono quindi oggi più che mai un'opportunità per quelle imprese che cercano nella filiera produttiva collaborazione per sviluppare il prodotto, per migliorare la propria creatività, per trovare partner in grado di comprendere le esigenze del mercato. E' proprio questa creatività diffusa che appartiene a tutti i fornitori della filiera, il vero vantaggio competitivo del distretto che vogliamo promuovere all'estero". Al momento il tessuto industriale biellese sembra mantenersi al riparo da notizie consistenti di chiusure e perdite occupazionali, pur se quotidianamente a contatto con partner, dal finissaggio alla façon, che stanno invece vivendo situazioni d'emergenza come la cassa integrazione. "E' ormai chiaro quanto sia necessario il ritorno ad una economia reale, al reale valore del prodotto: quello che il consumatore ormai valuta e soppesa attentamente. In questa direzione va la nostra scelta di certificare ed etichettare il Made in Biella rendendolo un prodotto tracciabile e quindi garantito, chiaramente distinguibile".

Silvia Sammarro
lunedì 26 ottobre 2009