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STRATEGIE
Il nuovo corso di Borbonese tra prodotto e retail

Il nuovo corso del pluricentenario marchio Borbonese punta su un restyling del prodotto in tutte le sue categorie merceologiche e sull'implementazione del retail monomarca che già a settembre vedrà aprire due nuovi store. In attesa di sviluppare il business sulle piazze estere puntando il mirino verso il Giappone la stima per l'anno in corso è chiudere in pari col 2008 a quota 35 milioni di euro

(nella foto, modello Luna) Un nuovo management (Carlo Monfrini) e un nuovo direttore creativo (Yossi Cohen) stanno alla base del piano di sviluppo di Borbonese, storico marchio del Made in Italy che mira ad allargare il suo raggio d'azione tanto sul mercato interno che su quelli esteri puntando su uno stile che, senza rinnegare il suo dna ultracentenario, vira verso un prodotto capace di andare incontro alle rinnovate esigenze del mercato. "Le nostre strategie, a livello di prodotto, mirano a creare una proposta completa attorno al brand capace di soddisfare le esigenze di una clientela sempre più ampia - spiega Carlo Morfini, Amministratore Delegato di Borbonese S.p.A., a Modaonline -. Il nostro impegno, in questa prima fase, è stato quello di rivedere il progetto Borbonese coniugando i codici materici e stilistici tipici del marchio ad una nuova interpretazione capace di coprire diverse funzioni d'uso e fasce prezzo in modo da essere attrattivi per il mercato". Una strategia che ha visto il brand distaccarsi completamente, a livello produttivo, dall'azienda Cherry Grove (in liquidazione dal 15 luglio). "Cherry Grove non ha nessun legame societario con Borbonese, ma solo alcuni azionisti in comune. Sino al mio ingresso nel Gruppo all'inizio di quest'anno l'azienda gestiva un full package comprensivo di produzione e realizzazione dei campionari per le collezioni di abbigliamento di Borbonese, rapporto che si è interrotto dallo scorso febbraio tanto che le collezioni attualmente in show room sono già state realizzate per noi da un'altra azienda". Un chiarimento doveroso che elimina ogni dubbio relativo a produzione e consegne della merce del brand, quindi, e che permette a Carlo Morfini di portare avanti serenamente il suo progetto di sviluppo sul marchio. "Gli ultimi dati, relativi alle vendite delle collezioni invernali mettono in evidenza una sostanziale tenuta dei nostri ordinativi. Se si tiene conto che in quelle collezioni il processo di revisione del prodotto non era ancora iniziato, possiamo essere più che soddisfatti dei risultati. E se a ciò si sommano le performance dei nostri 9 negozi monomarca (6 in Italia, 2 negli Emirates e uno a Lugano) che anch'essi confermano una sostanziale tenuta ci sentiamo di poter guardare al futuro con un cauto ottimismo e di stimare un 2009 in linea con l'esercizio precedente chiuso a quota 35 milioni di euro". Un buon punto di partenza, quindi, che consente a Borbonese di portare avanti il suo piano di sviluppo che oltre che sulla revisione del prodotto si basa anche su una decisa implementazione del retail monomarca. "Sino ad ora il nostro è stato un brand italiacentrico tanto che oltre l'80% del nostro fatturato è ad oggi realizzato sul mercato interno. E' ovvio che i nostri piani di crescita mirino ad espandere la penetrazione del marchio oltre confine anche se non tralasceremo un'ulteriore sviluppo all'interno del nostro Paese". Sviluppo che già da settembre mostrerà la sua dinamicità con il bis di opening di boutique monomarca in calendario a Trieste e Taranto alla quale faranno seguito nel breve periodo altre 4 aperture strategiche. "Rafforzare il nostro network monomarca, razionalizzando al contempo la distribuzione wholesale che ad oggi conta circa 360 punti vendita, rappresenta, per noi non solo una crescita dei margini, ma anche una vera e propria operazione di comunicazione e di immagine attraverso la quale, affiancandola ad un forte piano di comunicazione, potremo mettere in evidenza il nuovo corso del nostro brand". Un piano di sviluppo retail che parte, quindi, dall'Italia per poi allargarsi anche verso le piazze internazionali con una focalizzazione iniziale sul Giappone. "Per una realtà delle nostre dimensioni è necessario, per attivare uno sviluppo del retail estero, individuare dei partner locali. Il processo, diventa, quindi, inevitabilmente più lungo. Stiamo attivando importanti contatti partendo dal Giappone, Paese nel quale eravamo già presenti e ben posizionati identificando il Far East come prima area di espansione". Progetti chiari, quindi, che mirano a far rialzare in maniera determinante il peso delle collezioni di abbigliamento ed accessori all'interno del business dell'etichetta ora fortemente focalizzata sul comparto pelletteria (nella foto, modello Luna). "Attualmente stiamo lavorando su quattro collezioni annue di abbigliamento, due main (giugno e dicembre) e due fashion (settembre e febbraio). E' ovvio, quindi, che è nostra intenzione far crescere in maniera significativa questa categoria merceologica soddisfando da un lato i volumi e dall'altro l'immagine del marchio. Per quanto ci concerne intendiamo pensare in grande, ma è ovvio che, soprattutto in momenti complessi e fluttuanti come quelli attuali, è difficile fare previsioni certe ed è assolutamente necessario essere molto elastici. Abbiamo idee chiare, tra le quali quella di tornare a sfilare con Borbonese in passerella, ma per ora è difficile fissare già una data".

Cristina Mello-Grand
mercoledì 29 luglio 2009