MODAONLINE - Si è spenta ieri, all'età di 96 anni, Giovanna Usuelli, l'ultima erede della dinastia Borsalino. "La morte di Giovanna Raisini Usuelli rappresenta una grave perdita per l’azienda Borsalino - dichiara Roberto Gallo, presidente e attuale proprietario dell’azienda -. Con l’ultimo successore diretto della famiglia si chiude un racconto epico iniziato con il fondatore Giuseppe Borsalino, la cui visione avanguardistica e pionieristica offre modelli di business ancora oggi validi e di grande interesse per noi". La signora Giovanna Raisini fu ribattezzata Usuelli grazie al matrimonio nel 1947 con un discendente di uno dei due fondatori della casa di cappelli (non Giuseppe Borsalino, ma il socio Teresio Usuelli). Di facoltose origini emiliane, il suo carisma e la sua esuberanza le permisero di rivestire in azienda, nel corso del tempo, un ruolo d'immagine e di rappresentanza agli occhi dell'esterno. Nei primi Anni Novanta la Borsalino venne acquistata dalle famiglie di industriali Gallo e Monticone di Asti e, in questa nuova fase, Giovanna Usuelli si dedicò a conservare la memoria e il savoir faire della famiglia alessandrina. Per assicurarsi ciò, curò un paio libri e si mise in prima linea per salvare la preziosa 'sala prove' del cappellificio, inaugurandone un Museo aziendale dedicato alla storia del cappello. "Con la sua morte - continua Roberto Gallo - si perde una personalissima voce, che sino all’ultimo ha cercato di trasmettere i valori della famiglia, nonché una energica difesa dell’importanza del cappello nella società contemporanea, rappresentando per l’azienda un’importantissima 'fonte', soprattutto quando abbiamo avviato l’allestimento del Museo del Cappello Borsalino, inaugurato nel 2006 in collaborazione con il Comune di Alessandria. Dal 2004 sino ad oggi, in particolare con la creazione della Fondazione Borsalino nel 2008, abbiamo investito tempo ed energie nello studio sistematico dell’Archivio Storico Borsalino, consapevoli che non stiamo gestendo soltanto un marchio, o un oggetto, il cappello, ma a tutti gli effetti un bene culturale. Ci piace quindi pensare di portare avanti oggi la tradizione della famiglia Borsalino, che sin dalle origini ha incentrato tutto sul valore della qualità, una tendenza apparentemente contraria alla richiesta dei mercati e della globalizzazione, che però rappresenta l’unicità del Made in Italy. Credo che nel mantenimento del processo produttivo del cappello Borsalino (più di 7 settimane di lavorazione con 40 passaggi tutti manuali) ci sia il vero tratto di continuità che lega la storia al presente".