MODAONLINE - "E' la conclusione della prima fase di un progetto in cui ho creduto fin dall'inizio: si può ancora operare nel tessile in Italia e si può prendere un'azienda in difficoltà ma con una grande storia e riportarla a essere economicamente profittevole": questo il commento di Alberto Bertoni, presidente, ad e titolare unico di Botto Fila, ai risultati presentati nel bilancio, chiuso il 31 dicembre 2011, che registrano un fatturato di 25,4 milioni di euro che corrisponde al 29% (ovvero circa 5,6 milioni di euro) di incremento rispetto al 2010. A tale aumento ha corrisposto una crescita significativa della redditività aziendale: l'Ebtida è passato da un risultato prossimo allo zero nel 2010 a oltre 1,7 milioni di euro dello scorso esercizio che ha chiuso con un risultato post imposte positivo per circa 200000 euro. La Botto Fila Spa dunque, nell'esercizio 2011, ritorna a un risultato economico positivo, che conferma la bontà del piano di ristrutturazione e rilancio iniziato tre anni fa, culminato con il passaggio del 100% della proprietà nelle mani di Alberto Bertoni nel settembre scorso, dopo che aveva condotto l'azienda fuori dalle secche come amministratore delegato negli ultimi 36 mesi. "Per l'azienda - continua Bertoni - si tratta di un momento importante; grazie alla svolta in termini economici, patrimoniali e finanziari si apre una nuova fase che ci permetterà di proseguire il programma di sviluppo intrapreso, forti di una rinnovata credibilità acquisita dai risultati ottenuti in questi anni di lavoro. La situazione da cui siamo partiti era veramente molto difficile e abbiamo quindi dovuto operare contemporaneamente su più fronti, innanzitutto quello commerciale, ridefinendo il nostro posizionamento, poi sul prodotto, adattandolo a nuovi target, sul processo produttivo con una razionalizzazione progressiva, e infine sul fronte finanziario, per reperire le risorse necessarie al nostro progetto, guadagnandoci la fiducia di molti istituti di credito nonostante la stretta creditizia che il nostro paese sta vivendo". Un risultato ottenuto in un momento congiunturale non facile in cui l'andamento dei mercati risulta molto differenziato: è stato però sfruttato il buon riscontro che i prodotti dell'azienda biellese hanno avuto in Asia e in particolare in Cina, Corea e Giappone, seppure quest'ultimo abbia subito il contraccolpo della tragedia nucleare del mese di marzo. Il prezzo medio in aumento è dovuto, in parte, alla crescita dei listini a causa dell'aumento consistente delle materie prime ma, per la parte più significativa, all'ulteriore riposizionamento verso l'alto del mix prodotto. "Ci siamo imposti di guardare ai mercati in modo razionale - continua Bertoni - privilegiando quelli che potevano garantire non tanto una immediata soddisfazione commerciale, ma la crescita complessiva dell'azienda in prospettiva. Il risultato è stato uno spostamento del fatturato verso i mercati esteri che, tra quota diretta e indiretta, attraverso le aziende italiane che esportano, ha rappresentato quasi il 90%. Così, aumentare i volumi ci ha consentito di ridurre i costi di trasformazione di circa l'8% al netto dell'aumento contrattuale dei salari e senza penalizzare la gamma offerta, ottenendo sensibili recuperi di margine. I nuovi investimenti nella parte iniziale del ciclo di tessitura, oltre a contribuire alla riduzione dei costi di trasformazione, hanno permesso di andare incontro con maggior flessibilità alle richieste del mercato migliorando i tempi di risposta". Sul fronte finanziario, nonostante la necessità di sostenere il significativo incremento dei volumi e dei prezzi delle materie prime, il fabbisogno di capitale è stato estremamente contenuto, e in particolar modo la crescita di 5,6 milioni di euro ha comportato un investimento nei crediti di solo 200000 euro, ottenuto attraverso un'attenta gestione della "collection" e una riduzione dei termini di pagamento. Tra gli altri elementi che hanno avuto una ricaduta finanziaria, il più importante è stato l'acquisizione del 100% delle azioni e il controllo della Società da parte di Alberto Bertoni che è stato preceduto da un aumento di capitale di 1,5 milioni di euro: come conseguenza, il Patrimonio Netto passa da 3,1 a 9,1 milioni di euro, portandolo cosi a un livello più adeguato per il proseguimento del programma di sviluppo. La Posizione Finanziaria Netta, in miglioramento di 5,1 milioni di euro, si dimezza passando dai 10,7 milioni di euro del 2010 ai 5,6 milioni di euro del 2011. Sulla scorta di questi risultati, oggi, la dinamica finanziaria aziendale è quindi più solida e la strategia commerciale e produttiva appare più capace di far navigare l'azienda anche in acque congiunturali non ancora calme. "Nonostante la congiuntura non appaia in miglioramento in Europa - conclude Bertoni - grazie al nostro buon posizionamento sui mercati asiatici e negli Stati Uniti, ci attendiamo per il 2012 di riconfermare e migliorare leggermente i risultati del 2011, un'aspettativa sostenuta anche dall'andamento della campagna vendite in corso che, a fine gennaio, segna un incremento di circa il 5%".