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ECONOMIA
Il footwear brasiliano in corsa sul mondo

Con 165 milioni di paia di calzature esportate nel corso del 2008, per un giro d'affari globale di 1,9 miliardi di dollari, il calzaturiero brasiliano è oggi il terzo polo produttivo del settore dopo Cina e India. Usa, Regno Unito, Argentina, Italia e Venezuela la top five dei mercati clienti

L'export delle calzature brasialiane mette a frutto strategie di crescita focalizzate su qualità e design, sistema industriale, sensibilità al mercato e potenziamento della distribuzione. E, al netto delle esportazioni Usa, realizza nel 2008 un +17%, restando invece stabile a volume. Gli obiettivi si focalizzano su Europa e Italia, che l'anno scorso ha importato 7,5 milioni di paia per un valore di 150 milioni di dollari. "In questi ultimi anni il nostro sistema produttivo e la nostra rete di imprese sono molto cambiati - spiega Heitor Klein, direttore di Abicalçados, l'Associazione dei produttori calzaturieri brasiliani -. Il Brasile rimane infatti il terzo produttore al mondo dopo Cina e India ma ha adottato una strategia diversa da quella di questi due sistemi produttivi. Mentre per i due paesi asiatici conta soprattutto il prezzo, la nostra produzione si sta spostando verso un più alto valore aggiunto, anche grazie ai vantaggi competitivi naturali di cui disponiamo. Sul fronte dell'offerta il nostro è un sistema industriale diffuso in molti Stati/distretti, possiede una tradizione secolare nella produzione calzaturiera, può sfruttare al meglio le proprie risorse naturali e il proprio serbatoio di risorse professionali. Sul fronte della domanda il Brasile è un mercato in crescita con interessanti prospettive di sviluppo anche nel breve/medio termine, con una domanda interna più sofisticata rispetto ad altri paesi a forte tasso di sviluppo anche grazie alle influenze europee acquisite nelle diverse ondate migratorie. Questa contaminazione culturale è peraltro utilizzata in modo proficuo da designer e stilisti verdeoro". Nel 2008 il sistema calzaturiero brasiliano ha esportato in oltre 140 paesi del mondo il 20% della produzione: 165 milioni di paia di calzature,  per un giro d'affari globale che ha raggiunto 1,9 miliardi di dollari. 8 mila aziende distribuite in cinque distretti impiegano oltre 298 mila addetti, cui si sommano altre 6.700 imprese e altri 207 mila addetti che strutturano nel complesso l'indotto del settore. "Complessivamente - prosegue Heitor Klein - le nostre esportazioni nel 2008 sono leggermente calate sia in valore (-1,6%) che in quantità (-6,4%), ma questo è dovuto soprattutto al riposizionamento che il nostro sistema produttivo sta facendo sia a livello qualitativo sia rispetto ai mercati di sbocco. Rispetto ai mercati di sbocco, i calzaturieri brasiliani stanno affrancandosi sempre di più dal mercato statunitense verso cui comunque sono ancora rivolte il 26% delle esportazioni in valore e il 23% in volume e che ha rappresentato nel recente passato il mercato di riferimento. È proprio il risultato rispetto agli Stati Uniti (-32,6% in valore e -23,2% in volume) che condiziona il dato complessivo. Si tratta però di una fase di passaggio nella quale le imprese brasiliane hanno intrapreso con decisione la strada per una maggiore internazionalizzazione commerciale". L'Italia è oggi il quarto mercato nella rincorsa all'export delle calzature brasiliane, che in Europa distribuiscono circa 35 milioni di paia per un valore di 650 milioni di dollari. Dopo gli Usa la seconda posizione spetta al Regno Unito (cresciuto del 10,8% in valore), la terza all'Argentina (+15,9%), la quinta al Venezuela (+16,6%). Seguono Spagna (+1,7%), Paesi Bassi (+24,7%), Portogallo (+14,5%) e Francia (+38,3%). "Il successo che il nostro prodotto sta riscontrando in Europa - sottolinea Vivian Laube, direttore marketing del progetto Brazilian Footwear - e in particolare in Italia è legato alla capacità di coniugare lavorazioni artigianali e capacità produttiva. L'industria calzaturiera brasiliana si è sviluppata lungo le direttrici dell'emigrazione dalla Germania e dall'Italia, che hanno lasciato in eredità al settore una cultura che conserva le caratteristiche europee. L'investimento in design, l'ampliamento della modelleria, l'ampia gamma di calzature prodotte che copre i segmenti delle scarpe da uomo, donna e bambino, i sandali e le sneaker e la diversificazione rispetto ad una competizione basata unicamente sul prezzo sono gli elementi che hanno contribuito ad alzare il prezzo medio di esportazione che nel 2008 ha raggiunto gli 11,35 dollari". Dal 6 al 9 giugno le calzature brasiliane, con le proposte del segmento medio per la P/E 2010, saranno in mostra a Riva del Garda nel corso della settantaduesima edizione di Expo Riva Schuh; a Milano, invece, in occasione della nuova edizione di Micam ShoEvent, dal 16 al 19 settembre, andrà in scena la produzione medio-alta e alta. "Le imprese e gli stilisti brasiliani - conclude Heitor Klein - in questi ultimi anni si stanno affermando sul mercato mondiale, in un progressivo processo di internazionalizzazione che sta coinvolgendo in generale tutta l'industria del Paese. La crescita è favorita, come è stato alcuni decenni fa per i paesi europei, anche da un mercato interno sempre più evoluto, composto da una popolazione giovane e orientata a prodotti di tendenza e con un gusto molto simile a quello europeo. In questo senso, le radici del successo dei nostri brand sono comuni a quelli europei. I designer stessi sono positivamente influenzati da questo melting pot che li porta a disegnare calzature che sono espressione di una cultura multietnica". (Nella foto, un modello Cavage per l'A/I 09/10)

Silvia Sammarro
giovedì 7 maggio 2009