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RETAIL
Il fast fashion italiano da oggi parla anche al Brasile

MODAONLINE - A Revolução do fast fashion: estratégias e modelos organizativos para competir nas indústrias híbridas: questo il titolo tradotto de La rivoluzione del fast fashion. Strategie e modelli organizzativi per competere nelle industrie ibride, saggio sul fast fashion italiano scritto dall'economista Enrico Cietta ed edito da Franco Angeli oggi al suo debutto in Brasile. Il successo del fast fashion italiano sarà infatti da oggi spiegato anche oltreoceano, dove il volume debutta con un'edizione edita da Estação das Letras e Cores Editora, presentato proprio in questi giorni per la prima volta presso la Livraria da Vila di San Paolo. "Uno degli aspetti più interessanti del fast fashion - ha spiegato Enrico Cietta - sta nel fatto che sono le stesse aziende a scegliere la velocità di produzione delle collezioni di stagione in stagione in base alle proprie esigenze e a quelle del mercato. Adattabilità di fatto possibile ed efficace soprattutto per le piccole e medie imprese brasiliane che possono contare su fornitori locali e più flessibili piuttosto che per le grandi catene internazionali. Le aziende brasiliane hanno un enorme vantaggio rispetto a quelle italiane perché sono abituate a servire mercati con stagioni invertite, ad esempio gli Stati Uniti, a differenza delle imprese italiane che hanno spesso, come maggiori clienti, grandi distributori europei. Le piccole-medie imprese brasiliane sviluppano le collezioni estive e invernali con minore rigidità avvicinandosi a quella produzione creativa a ciclo continuo che è di fatto il vero vantaggio competitivo nel modello fast fashion grazie allo sviluppo di più collezioni contemporaneamente". Alla presentazioe brasiliana ha fatto seguito anche una tavola rotonda, prima di un ciclo di conferenze tra le quali anche Il mercato della moda in Europa: i modelli di business di successo nella produzione e nella distribuzione per ABIT, Associazione Brasiliana dell'Industria Tessile e della Confezione, e ABEST, Associazione Brasiliana degli Stilisti: occasione per analizzare in dettaglio alcune soluzioni adottate per rispondere ai cambiamenti avvenuti nel mercato della moda europea negli ultimi dieci anni sia nella distribuzione che nell'organizzazione della produzione, e proporre così alcune riflessioni su quanto sta avvenendo sul mercato brasiliano. "Sia in Italia che in Brasile tendono a prevalere le nicchie di mercato dove le differenziazioni nei consumi tra differenti mercati regionali sono spesso rilevanti - ha concluso Cietta -  Queste differenze diventano importanti al crescere del reddito disponibile ed è prevedibile che in una società multiculturale come quella brasiliana tenderà a prevalere la differenziazione rispetto all'omologazione. Ma sono proprio filiere produttive e distributive piccole e flessibili quelle più capaci a sfruttare queste differenze. Il fast fashion può quindi paradossalmente essere molto efficace nel difendere il patrimonio produttivo e creativo locale a patto che questo riesca a sfruttare il vantaggio di saper anticipare i cambiamenti nelle tendenze di consumo sul mercato locale più di quanto facciano i grandi player globali".

Marta Stella

mercoledì 3 novembre 2010