Cucinelli. Crescite a doppia cifra con artigianalità, qualità e creatività
Brunello Cucinelli archivia il 2008 a quota 144,47 milioni di euro mettendo a segno una crescita del 19,73% sul 2007. L'utile, assestato a 8,08 milioni di euro, compie un balzo in avanti del 22,61%. E per l'anno in corso l'obiettivo è quello di progredire di un ulteriore 10% toccando quota 159 milioni. Sviluppo dei mercati emergenti e nuove aperture strategiche tra cui Roma e Tokio sono le linee guida di un anno che potrebbe riservare sorprese positive
Artigianalità, qualità e creatività. Sono questi gli asset su cui puntare per affrontare momenti difficili come quelli attuali e riuscire a mettere a segno risultati con incrementi a doppia cifra. Parola di Brunello Cucinelli (foto) che ha archiviato il 2008 con un fatturato pari a 144,47 milioni di euro in crescita del 19,73% con un utile di 8,08 milioni in crescita del 22,61% sul dato del 2007. "Inutile dire che siamo soddisfatti dei risultati ottenuti in un momento particolare dell'umanità - commenta Cucinelli -. Con grande concentrazione, dedizione e sana positività seguitiamo a percorrere il nostro cammino investendo in prodotti che speriamo contengano artigianalità, qualità, creatività e che abbiano un'immagine del nostro modo di vivere e lavorare nel rispetto dell'essere umano. E' su questo seme di un nuovo umanesimo, che ci sembra essere germogliato, sul quale abbiamo riposto la nostra speranza e vigorosità". Una filosofia di vita, quella dell'imprenditore/creativo umbro, che si trasla su un prodotto di altissima qualità, tanto ricercato quanto apparentemente sobrio, fedele a se stesso anche se altamente innovativo, che non si è mai lasciato tentare dagli eccessi e che ha conquistato passo per passo la sua nicchia di mercato in tutti i continenti posizionandosi nella parte più alta della piramide del fashion system. "In nostro fatturato è generato, attualmente per il 64% sulle piazze estere e per il 36% su quella interna che ci ha sorpreso in maniera positiva mostrando una capacità di reazione decisamente al di sopra delle nostre aspettative. Siamo molto soddisfatti delle performance che abbiamo ottenuto nei mercati emergenti (India, Cina, Russia e Sud America) che, nell'ultimo biennio sono passate dal 5% al 10% di incidenza sul turnover globale. Buoni risultati vengono anche dai mercati di lingua tedesca (Austria, Svizzera, Germania, Olanda e parte del Belgio) e dagli Usa che rimangono, con una quota del 23%, la nostra prima piazza estera di riferimento. Sul mercato statunitense abbiamo mantenuto inalterato il fatturato in dollari e, tenendo conto del delta cambio passato da 1,49 a 1,26 il nostro effettivo guadagno è quantificabile in 12/13 punti percentuali". Riguardo alla politica distributiva sul mercato americano Cucinelli continua a credere, anche in una fase come quella attuale che li vede in crisi, nella formula dei Department Store. "In un paese come gli Usa le grandi catene sono assolutamente vincenti poiché sono le uniche realtà capaci di garantire una distribuzione spalmata sull'intero territorio, dalle grandi città alla provincia. Attualmente il 60% del nostro fatturato americano è generato in questo canale ed il 40% in quello dei multibrand di alto livello". Unico paese che mostra una grave difficoltà resta il Giappone dove a causa del tasso di cambio Euro Yen passato da 167 a 120 i prezzi sono scesi del 29/30%. "A livello generale devo dire che la campagna vendita dell'A/I 2009/2010 è stata meno negativa di quanto ci aspettassimo. Eravamo partiti con budget talmente pessimistici (-30%) che vediamo i risultati ottenuti (ordinativi in calo del 15%) in maniera positiva. Siamo convinti, inoltre, che i nostri clienti contino di recuperare circa 10 punti percentuali utilizzando ciò che hanno in casa, ossia con il reintegro dei magazzini. Tale strategia consentirà loro di prendere fiato nei prossimi di 6/7 mesi arrivando, così alla campagna vendita estiva con molti meno problemi di quelli attuali. E', inoltre, importante tenere conto del fatto che il nostro punto di riferimento odierno è il 2007, che è stato un anno eccezionale. Se poi avremo la fortuna di essere aiutati da una ripresa delle vendite verso giugno potremmo avere anche delle belle sorprese nei riassortimenti". In questo scenario Cucinelli stima di mettere a segno, nell'anno in corso, una ulteriore crescita del 10% portando il fatturato a quota 159 milioni di euro e continua ad investire puntando sulla crescita dei mercati emergenti, che richiede un forte impegno di tempo e denaro e sullo sviluppo del retail diretto. "I 3,5 milioni di euro di investimenti 2009 saranno quasi interamente commerciali. Abbiamo in previsione di aprire 6 monomarca, tra cui quelli strategici di Roma e di Tokio, che ci consentiranno di chiudere l'anno in corso a quota 38 negozi di bandiera nel mondo. La nostra strategia al riguardo mira ad una presenza di immagine con nostri store nelle principali capitali e nelle zone di resort più esclusive. L'80% del nostro fatturato è, infatti, generato all'interno del canale multibrand, che in questa ultima stagione ha operato una politica di selezione radicale, articolato su circa 1.000 punti vendita nel mondo (di cui 295 in Italia). Per noi la distribuzione è qualcosa di molto speciale. Il nostro è un prodotto con un tasso di artigianalità enorme che richiede una distribuzione altamente selettiva. Per quanto ci concerne abbiamo lo stesso numero di clienti dello scorso e crediamo di avere una distribuzione sufficientemente sana. Credo che soprattutto in momenti come quelli attuali sia doveroso fare un serio esame di coscienza e prendere atto che non vale la pena vendere a chiunque pur di alzare il fatturato. Una strategia di questo genere magari paga al momento, ma rischia di far perdere credibilità al marchio".