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ECONOMIA
Luxury Summit. L’entrata in LVMH di Bulgari dalle parole di Francesco Trapani

MODAONLINE - L'entrata in un grande polo raccontata dalle parole di Francesco Trapani, amministratore delegato di Bulgari, che ha partecipato al Luxury Summit grazie ad una videointervista durante la quale ha spiegato così l'integrazione nella LVMH che ha visto protagonista il marchio di gioielleria. Una decisione scaturita da una relazione approfondita con il polo del lusso francese guidato da Bernard Arnault, attuata con l'intento di, come afferma Francesco Trapani, "per fare qualcosa insieme. Abbiamo discusso per qualche mese ma non di soldi, di filosofia e strategia. La valutazione di Bulgari è invece durata appena due giorni. Avevo cercato aziende italiane e straniere per creare un grande polo, ma non ho trovato riscontri per trasformare l'azienda in qualcosa di più forte e più adatto per affrontare il mercato tra vent'anni. Nessuno si è voluto mettere in gioco, non volevano perdere l'individualità, io invece non ho avuto paura di entrare in un grande gruppo attuando una decisione di carattere strategico, perchè secondo me i grandi gruppi saranno sempre più importanti tra dieci anni". L'imprenditore aggiunge inoltre: "Per raggiungere ancora più successo, questa operazione è stata assolutamente necessaria. Ha reso soddisfatti i risparmiatori ma è nata una polemica perchè l'Italia perdeva un grande nome, che ha ricominciato però a crescere, prima e dopo il deal, e il marchio Bulgari rimane comunque italiano: il controllo non è più in mano agli italiani ma ai francesi, ma è tuttavia un'azienda basata in Italia, e i manager vengono da entrambi i paesi: comunque tutto avviene nell'ottica in un contesto di forte integrazione, dove i nazionalismi sono decisamente stemperati, per un approccio al lavoro che dà sicuramente più soddisfazione. LVMH in ogni caso rispetta la filosofia di ogni marchio e la sua indipendenza, c'è un top team che gestisce ogni brand e poi il gruppo controlla i risultati, sempre nell'ottica di favorire la qualità per l'alto di gamma. Nel mercato asiatico la Cina rappresenta il primo paese d'importanza per Bulgari e la divisione orologi di LVMH che mi appresto a dirigere: sta infatti vivendo un momento di crescita rocambolesca, e che viene supportata inoltre da nostre iniziative legate all'arte. Il Giappone invece in questo momento sta soffrendo, ma la situazione ci aspettiamo migliori per l'anno prossimo. In caso di acquisizione, il brand non è più il giocattolo del fondatore o dell'azionista di controllo. E' necessario sapersi mettere in gioco per far prosperare la comunità e incentivare il business".

Monica Codegoni Bessi

venerdì 1 luglio 2011