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"La moda ed i nuovi mercati". Nuovi scenari e mercati promettenti in un convegno a Milano

MODAONLINE - Protagonisti ed esperti del settore provenienti da più nazioni come Turchia, Cina, Russia e Spagna, si sono incontrati nel forum "La moda ed i nuovi mercati. Nuovi scenari industriali e commerciali" che inaugura il ciclo di tre incontri dal titolo "Nuove politiche economiche della moda, sfide ed opportunità nel contesto internazionale" che nel corso del 2011 affronteranno la moda da diverse prospettive. Un'iniziativa di informazione e cultura organizzata dallo Studio Legale e Tributario Capecchi - Piacentini - Valero di Milano, promotore lo scorso anno del Forum a Palazzo Morando su "La Moda italiana e spagnola a confronto", che ha così messo a confronto i vecchi e i nuovi scenari dell'universo del fashion, con un focus speciale su paesi come la Turchia e la Cina alla presenza, tra gli altri, di Fiammetta Capecchi, Pasquale Cioffi della Provincia di Milano e Mario Boselli Presidente della Camera Nazionale della Moda. Presenti inoltre Aldo Pigoli, docente di ASERI, Alta Scuola di Economia e relazioni internazionali dell'Università Cattolica di Milano, il presidente di Fiera Milano Dottor Michele Perini e Massimo Costa, segretario generale di Assomoda. Si è discusso circa la crisi del Medio Oriente e l'instabilità politica legata al bacino del mediterraneo che spingono infatti le imprese della moda e del Made in Italy a cercare nuovi mercati e a rimettere in gioco le partnership strategiche con i paesi dell'Estremo Oriente come la Cina e l'India, ma anche di paesi stabili come la Turchia che stanno riscoprendo un nuovo boom che li affermerà prossime potenze economiche. Temi di forte attualità da cui ha preso avvio il forum svoltosi ieri 4 maggio a Palazzo Isimbardi "La moda e i nuovi mercati. Nuovi scenari industriali e commerciali", da cui è emerso un ritratto inedito della Turchia, nelle previsioni decima potenza economica mondiale nel 2040: Istanbul oggi viene infatti sempre più percepita a livello produttivo come la Cina d'Europa e per la vitalità culturale come la Londra dell'Asia. Sempre più ponte fra Oriente e Occidente, vede il comparto tessile in crescente sviluppo protagonista di cui l'Italia è il principale importatore: come in Cina, sono stati pionieri nei decenni passati grandi marchi di abbigliamento maschile che hanno incontrato fin da allora una forte domanda interna. Previsto quindi nell'immediato futuro, un autentico boom per l'abbigliamento femminile che interesserà entrambi i paesi, vista la disponibilità economica del target di consumatori dai 20 ai 35 anni in crescita, sempre più orientati ad acquistare moda italiana. Le imprese dello stivale, per affrontare il mercato cinese e coglierne le enormi opportunità dovranno investire e aprire anche direttamente in Cina, considerato ill giro d'affari fra Italia e Cina di 45 miliardi di dollari per il 2010, cifra destinata ad aumentare e che nel 2015 raggiungerà gli 80 miliardi di dollari. Nei prossimi appuntamenti che si svolgeranno duramte tutto il 2011 si parlerà de "I nuovi scenari industriali e commerciali nei processi di comunicazione della moda" e de "La moda tra creatività, etica e tecnologia".

mercoledì 4 maggio 2011