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ABBIGLIAMENTO
Canali spinge lo sviluppo del retail

Obiettivo 2010 di Canali, azienda che esporta circa il 75% della sua produzione, è quello di portare a quota 200 le boutique del brand nel mondo. Usa, Cina, India ed Europa rappresentano le principali piazze estere di riferimento da "aggredire" proponendo un prodotto moderno e di tendenza legato ai concetti di sartorialità e di eccellenza materica

Canali, storico marchio di abbigliamento sartoriale maschile fondato a Triuggio (MB) nel 1934, si appresta ad affrontare un 2010 fortemente concentrato sullo sviluppo del retail. "Attualmente la nostra distribuzione che copre un centinaio di nazioni è articolata su un network di 160 boutique monomarca alle quali si affiancano circa 1.000 clienti tra negozi specializzati ed i più prestigiosi department store di tutto il mondo - spiega Elisabetta Canali, Global Communication Director di Canali, a Modaonline -. Il nostro progetto retail prosegue secondo gli obiettivi prefissati tanto che, entro la fine del 2010, prevediamo di raggiungere le 200 boutique. Recentemente abbiamo inaugurato una nuova prestigiosa boutique di 500 metri quadrati a Parigi nei pressi degli Champs Elysées, abbiamo ampliato la nostra presenza in Cina aprendo flagship store ad He Fei e Shenzhen, abbiamo aperto uno store a Yerevan in Armenia e uno ad Almaty in Kazakhistan. Altro importante sviluppo è quello relativo alla piazza indiana ove lo scorso settembre abbiamo inaugurato la nostra seconda boutique a New Delhi (la quinta nel Paese) in concomitanza con il lancio della Nawab, una collezione disegnata appositamente per il mercato indiano e ispirata alla Nehru Jacket". Un percorso di crescita ed investimenti, quindi, che non sembra essere frenato dalla crisi mondiale anche se l'azienda, che ha chiuso il 2008 con un fatturato pari a 190 milioni di euro, non si sbilancia in previsioni e, per ora, non rilascia i dati relativi al 2009 e dichiara che è pressoché impossibile ipotizzare l'andamento dell'anno appena iniziato. "Attualmente il mercato interno rappresenta, per noi circa il 25% del turnover globale. Per quanto concerne le piazze estere, all'interno delle quali generiamo il 75% del nostro fatturato, i nostri mercati di riferimento sono gli Stati Uniti, l'Europa e l'Asia, continente nel quale l'India e la Cina, paese quest'ultimo ove siamo già presenti con oltre 50 boutique, rappresentano realtà di primaria importanza". Per quanto concerne lo sviluppo del prodotto Canali, azienda attualmente guidata dalla terza generazione della famiglia fondatrice, continua a coniugare i valori che fanno parte del suo Dna, ossia sartorialità, qualità e una attenta e minuziosa cura del prodotto, ad una ricerca costante di rinnovamento. "Le nostre collezioni, oltre che soddisfare la clientela più classica e tradizionale, hanno sempre dedicato una particolare attenzione a vestibilità più moderne e di tendenza rivolte ad un target più giovane senza però mai dimenticare la costruzione sartoriale e la preziosità dei tessuti". Il tutto nel pieno rispetto del Made in Italy che per l'azienda non rappresenta solo un'etichetta ma il risultato di un lungo percorso in cui si intrecciano cultura e storia, stile e gusto, ricerca dell'eccellenza e rispetto delle professionalità, qualità ed affidabilità. Tutte le collezioni del marchio (nella foto una proposta per la P/E 2010) sono, infatti, prodotte direttamente nei sette stabilimenti di proprietà, tutti ubicati sul suolo nazionale, ciascuno specializzato nella produzione di determinate tipologie merceologiche così come sono rigorosamente Made in Italy tutti i tessuti e gli accessori, dagli interne alle fodere ai bottoni che vanno a contribuire alla realizzazione di capi capaci di garantire, a chi sceglie di acquistarli, la perfezione di un prodotto curato da una manodopera con un'altissima preparazione, gusto per la tradizione sartoriale e tensione continua verso la massima qualità.

Cristina Mello-Grand
giovedì 7 gennaio 2010