Carlo Pignatelli. Il new formal wear parte dal retail
Carlo Pignatelli conferma nel 2011 il risultato di 35 milioni di euro ottenuto l'anno precedente e, nonostante i tempi difficili, presenta un piano di rilancio ambizioso finalizzato ad incrementare il fatturato per il nuovo anno. E' durante Milano Moda Uomo, la settimana dedicata al pret-à-porter maschile, che il brand torinese presenta il suo nuovo progetto per il 2012, che consiste nel debutto di una linea 'Carlo Pignatelli' tutta nuova, a differenza del nome, che rimane invariato. La collezione autunno/inverno 2012 è all'insegna dello stile duraturo e, andando oltre i trend del momento, ha lo scopo di intercettare e potenziare lo stile personale di ogni singolo cliente: lo stilista piemontese e il nipote Francesco Pignatelli, che dalla collezione uomo p/e 2011 ha preso il testimone creativo della linea Carlo Pignatelli Outside, hanno concepito una collezione dall''anima' sartoriale di sempre e un 'corpo' contemporaneo e aggiornato. "La scelta di collaborare con Francesco per questa nuova sfida - dichiara a Modaonline Carlo Pignatelli, fondatore della griffe - nasce dalla consapevolezza che egli è dotato di quella stessa passione e dedizione per il lavoro che caratterizza il mio impegno nella maison da 40 anni. Il mood generale della collezione prende le mosse dalla necessità di riportare l'uomo a quell'afflato di eleganza pura, il cui fascino rimane impermeabile alle tendenze del fashion". Nella stessa giornata è stato anche inaugurato il secondo negozio del brand a Milano, dedicato questa volta agli accessori maschili e femminili. L'apertura di questo nuovo spazio commerciale fa parte del progetto di ampliamento del retail, già annunciato gli scorsi anni. Nel 2010, le 20 linee del brand erano distribuite in Italia attraverso 6 boutique monomarca, 6 in Spagna e 1 in Portogallo. A questi store si aggiungeva una rete distributiva di 500 vetrine multibrand, che permettevano al marchio di battere bandiera tricolore anche in mercati lontani come Asia, Australia, Estremo Oriente e Giappone. Nel 2011 questo progetto di ampliamento del retail si è declinato in una nuova destinazione italiana, a Bari, e verso i nuovi mercati internazionali come il Brasile e il Sudafrica dove il brand, allineato con l'appuntamento calcistico mondiale, ha messo a punto un goal di rilievo a Johannesburg, snodo importante per il mercato del continente africano. Sul fronte cinese e russo invece, l'azienda fa sapere che è ancora in attesa di un feedback derivante dall'impegno profuso nello scorso biennio. Francesco Pignatelli considera questo nuovo rilancio del brand non una rottura ma un ampliamento, che permetterà alla griffe di proiettarsi verso nuovi target d'acquisto. "Le prossime frontiere verso le quali focalizzeremo i nostri sforzi - anticipa a Modaonline il giovane designer, impegnato da 18 anni nell'azienda di famiglia -, sono la Polonia e gli Emirati Arabi, come nuovi mercati, oltre alla Russia, Cina ed America Latina, come potenziamento". Quali saranno gli step realizzati per incrementare il fatturato corrente? Principalmente la focalizzazione sulla nuova linea formal wear, connotata da qualità dei tessuti, lavorazioni 100% made in Italy, estetica e trasparenza. Il mirino è già rivolto a questo bersaglio e il brand ha infatti deciso, dopo attente valutazioni di carattere strategico/economico, di affidare in licenza la linea Outside all'azienda Over di Castellana Grotte. Rimane invece in-house la linea femminile Jolie che, fresca di debutto nel 2011, "sta iniziando a dare buoni risultati - continua Francesco Pignatelli-. Il prodotto che abbiamo concepito per quella linea è fresco e giovane, e si adatta facilmente a più target di clienti". Alla domanda riguardante l''out/out' core business versus brand extension, lo stilista non ha dubbi: "Il brand mira a offrire un lifestyle alla Carlo Pignatelli. Quindi continuiamo ad offrire un campionario vario e ricco, sebbene legato a ciò che sappiamo fare. In un momento come questo gli accessori sono un compendio necessario a tutto il resto. Occorre ampliare sempre più l'offerta". A latere dello sviluppo del brand, anche importanti accordi di partnership strettamente legati al territorio dell'azienda, che si conferma 'proud to be local': da un lato con la torinese Juventus per la fornitura della divise della squadra, dall'altro per le giacche del circolo golfistico torninese, presieduto da Andrea Agnelli. Strategia di ampliamento del retail, prestigiose partnership con realtà locali, ma soprattutto focus mirato sul nuovo progetto d'impresa. La maison conferma la sua forza nel segmento formale da cerimonia che, come accade solo in rari altri casi, non pare contagiata dal virus della crisi, ma vuole qualcosa di più. I capi della nuova linea sono legati dal lifestyle torninese e si rifanno alle grandi dinastie del XX secolo, come i Kennedy e gli Agnelli. L'abito, il blazer, il cappotto, sono all'insegna di un classicismo contemporaneo che passa dalla destrutturazione dei modelli e dall'arricchimento con dettagli sartoriali. I tessuti rimandano alla campagna inglese: tweed, velluto, flanella e Principe di Galles. Le lavorazioni sono lavaggi speciali, rifiniture laser, trattamenti di invecchiamento, accoppiature antifreddo e antivento. La tavolozza dei colori è scura ed intensa, con grigi scuri, verde brughiera, kaki e l'immancabile abbinata bianco/nero.