MODAONLINE - "La sola tecnologia non è più
sufficiente". E' questo il monito di Fulvio Irace, docente del
Politecnico di Milano e storico dell'architettura. Il mercato del
marmo ha subito ampie trasformazioni negli ultimi anni. Sebbene di
recente la tecnologia abbia fatto passi da gigante, basti pensare
al miglioramento senza confronto delle condizioni di lavoro dei
lavoratori rispetto al passato, occorre fare di più per rimanere
competitivi. Il punto di partenza di questo lavoro è la riflessione
sulle proprietà di questo materiale, sia emotive che strutturali,
che vengono apprezzate e rese malleabili dalle varie culture . Nel
corso degli ultimi tre decenni infatti, il marmo ha assunto delle
valenze completamente diverse sia circa la recezione che per quanto
riguarda l'impiego. Da lussuoso materiale tradizionale ed
ostentativo, nel passato, a materiale flessibile e modernissimo,
nel gusto contemporaneo. "Il lavoro che dobbiamo fare - continua
Ierace - ha un unico obiettivo: combattere l'obsolescenza
percepita. Ogni volta che gli architetti contemporanei e i
progettisti lavorano sul concetto di spazio pubblico, come piazze,
banche e hotel, devono pensare al marmo come una pietra che
racchiude simbologia e performance. Basti pensare alle grandi
garanzie nel tempo e il coefficiente di attrattività del materiale,
che è direttamente proporzionale all'impiego. Ma come sta reagendo
il mercato del marmo alla congiuntura globale? Giorgio Bianchini,
presidente IMM Carrara spa, parla in termini positivi di "attività
anticiclica rispetto alla condizione generale". La fiera registra
un andamento del settore in crescita, anche rispetto ai maggiori
mercati mondiali, come Cina e Brasile. "Ci confrontiamo con paesi
altamente qualificati - afferma - ma noi ci distinguiamo per la
tradizione culturale, creatività d'impiego e per il made in Italy
che funge, come spesso accade, da volano per le nostre imprese". Il
libro, edito Electa Mondadori, raccoglie le esperienze dei
protagonisti di tale settore