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STRATEGIE
Casadei. "Etica, non solo business"

L'azienda romagnola specializzata nelle calzature di alta gamma stima di chiudere il fatturato 2009 a quota 30 milioni di euro. E proietta su Far East, India, Cina e Giappone lo sviluppo del retail internazionale nei prossimi anni

Fresco di un nuovo riconoscimento internazionale, ricevuto lo scorso 13 settembre a New York con l'assegnazione dello "Stepping Out in Italian Fashion Award" come miglior calzaturificio italiano nella sezione Innovative Design, Casadei ha presentato all'ultima edizione di Micam una collezione P/E 2010 focalizzata su una varietà di ispirazioni che prendono il via da tonalità e forme Anni Sessanta, con grandi fiori applicati su sandali dal tacco squadrato, tagli geometrici in metallo lucido, nuance accese che vanno dal fucsia al rosso, dal viola al blu elettrico. Per il giorno, materiali e tonalità naturali: zeppe in corda, tatami e sughero, tacchi in legno naturale o incisi con grandi papaveri e pellami morbidi, come il chevy, sottilissima pelle di vitello lavata. Immancabili le pietre swarovski multicolor, decorazione classica di Casadei, utilizzati in nuove forme a piramide. Luminosa la sera con i sandali a fiocco dai nastri incrociati sulla caviglia in pelle metallizzata oro, argento e bronzo. "Il nuovo sandalo, futuristico, curvilineo e estremo è completamente rivestito in vernice e ricorda il mondo dei fumetti - spiega a Modaonline Cesare Casadei, direttore creativo dell'azienda di S. Mauro Pascoli, Cesena (nella foto) -. Manteniamo l'identità della donna che è da sempre l'anima di Casadei, la donna che ama indossare il tacco: la punta di diamante della collezione sono le costruzioni avveniristiche. Ma pensiamo anche alle donne che hanno bisogno di praticità, quelle che lavorano tutti i giorno. Quello che è importante sottolineare è che comunque, anche in questo periodo e in questa collezione non abbiamo rinunciato alla qualità. E' facile abbassare i prezzi producendo all'estero: noi però abbiamo scelto di avere solo fornitori italiani, e ognuno di loro ci è venuto incontro per tenere bassi i prezzi. Da parte nostra abbiamo tenuto fuori dalla collezione tutto quello che esulava dal nostro range di prezzo. Il risultato è che tutti i clienti si sono dimostrati molto soddisfatti di una proposta comunque ricca e ricercata nella lavorazione e nei materiali". Vendere meno, rinunciando a profitti maggiori, ma mantenere una rigorosa coerenza produttiva nel Made in Italy è la ricetta anticrisi del calzaturificio romagnolo, che certifica la provenienza totalmente italiana dei suoi materiali. Con l'unica eccezione dei laminati, acquistati dalla Germania. "Il fatturato non è l'unico obiettivo che dobbiamo avere: la prima volta che sono stato negli Usa, mercato al quale abbiamo guardato da subito, con spirito pioneristico, il Made in Italy era un grande valore, rappresentato da marchi come Ferragamo e Magli. Un valore importante che l'Italia deve difendere e proteggere tutt'oggi. Pur con la mente aperta, dobbiamo mantenere la nostra integrità". Ancora oggi Casadei continua a mirare allo sviluppo internazionale, sul quale progetta l'espansione retail dei prossimi anni, mentre è attesa intorno ai 30 milioni di euro la chiusura del fatturato 2009. "Il nostro progetto per il futuro prossimo è l'apertura di nuovi punti vendita nell'area Far East, un mercato al momento in grande espansione - aggiunge Antonio Ferraioli, uno dei tre Amministratori Delegati di Casadei -. Siamo nella fase di ricerca di partner commerciali per iniziare nuove collaborazioni e progettiamo di aprire circa 10 boutique Casadei tra India, Cina e Giappone nei prossimi 2 o 3 anni. Al momento il giro d'affari globale del marchio è ripartito tra il 30% dell'Italia, il 45% dell'Europa, il 15% in Usa e il 10% sul Middle East". Oggi Casadei conta nel mondo 10 boutique, con 3 vetrine monomarca in Italia, circa 400 punti vendita mondiali e 10 tra shop in shop e corner. Una proiezione internazionale alla quale fa eco la presenza del marchio sul web. "Il rapporto del marchio con internet è molto importante e destinato a crescere nel futuro - conclude Cesare Casadei -: ormai l'online è un mezzo di comunicazione che fa parte della nostra quotidianità. Al momento per noi rappresenta una dimensione più informativa e comunicativa. Ma la sua grande forza, trasmettere il messaggio in modo diretto tra azienda e consumatore, ci consente di mantenere intatta la nostra identità. Sarà questo lo stimolo principale al suo sviluppo".

Silvia Sammarro
giovedì 1 ottobre 2009