Dopo aver chiuso il 2009 con un EBITDA positivo Gruppo Cionti annuncia un primo trimestre 2010 record in incremento del 57% che lo porta a stimare una chiusura anno attorno ai 30 milioni di euro. I piani a breve/medio termine parlano di sviluppo retail per Avirex e di crescita sui mercati extra UE con tutti i marchi
"Quando arriva la salita tutti i valori precedenti si azzerano e bisogna avere le gambe buone per affrontarla. Per quanto ci concerne, dopo l'acquisizione di Belfe, siamo arrivati alla salita in ottima forma e siamo riusciti a fare una grande scalata". Alfredo Cionti spiega così a Modaonline come il Gruppo da lui capitanato che gestisce le licenze europee di Avirex (nella foto una proposta presentata in questi giorni a Pitti Uomo), e Belfe e quelle mondiali di Mabitex, Postcard, Brembo e Mover, è riuscito ad uscire non solo indenne, ma anche rafforzato dalla pesante crisi che ha colpito il fashion system nel 2009 riuscendo ad archiviare lo scorso esercizio a quota 25 milioni di euro e gettando le basi di un 2010 la cui stima è quella di infrangere il muro dei 30 milioni. "Il 2009 è stato per il nostro Gruppo il primo anno con EBITDA positivo dopo anni di perdite. Un risultato che soddisfa sia me che Medinvest (socio finanziario di Cionti che controlla il 50% del Gruppo) e che premia l'impegno messo da entrambi nella creazione di una struttura verticale che parte dalla produzione per arrivare alla distribuzione". Un modello di azienda che si basa su strutture produttive in Italia e Bulgaria specializzate nella realizzazione di giubbotteria di alto livello alle quali si affianca la controllata Channel a cui è affidato il piano di sviluppo retail attualmente concentrato sul marchio Avirex presente sul mercato mondiale con 12 negozi monomarca. "Avirex ci sta fornendo ottimi riscontri a livello retail e, proprio per questo motivo abbiamo scelto di concentrare il nostro piano di sviluppo retail su questa insegna. A settembre apriremo due nuovi punti vendita a Barcellona a cui ne seguiranno altri nelle principali capitali mondiali. Per quanto concerne le altre etichette preferiamo, almeno per ora, puntare su una distribuzione orientata alle boutique multibrand prestando grandissima attenzione al posizionamento di ogni singolo marchio attuando per ognuno di essi una distribuzione diversificata. Non ci presentiamo sul mercato come Gruppo perché il nostro obiettivo è quello di andare in profondità in ogni singola nicchia di riferimento mirando su bersagli precisi". Anche l'analisi a livello geografico appare, ovviamente, molto diversificata tra brand e brand. Globalmente l'80% del business è generato dal Gruppo in Europa (di cui l'80% in Italia) ed il rimanente 20% su piazze extraeuropee. "Il nostro obiettivo a breve/medio termine è quello di implementare in maniera decisa il business extra UE. Stiamo portando avanti trattative molto importanti, per i marchi Postcard e Mabitex, che potrebbero consentirci di avere uno sbocco, anche retail, in USA e la contempo abbiamo da poco chiuso un accordo con un importante Gruppo coreano che garantirà lo sviluppo del marchio Belfe in Corea, Cina e in altre aree del Far East". Un Gruppo in pieno fermento, quindi, che ha saputo costruire un modello di business in grado di sfruttare in maniera dinamica le proposte offerte dal mercato. "La scelta di puntare su un modello aziendale verticalizzato all'interno del quale tutte le fasi (stile, modellistica, prototipia, produzione e distribuzione) sono sotto il nostro diretto controllo è stata sicuramente una scelta vincente che ci permette di portare avanti un business generato dalla produzione dei marchi in licenza e dalla realizzazione di capospalla di alta qualità per diverse griffe del fashion system internazionale. Oggi in Europa le realtà in grado di produrre giubbotteria complessa si contano sulle dita di una mano e l'alternativa, con tutti i suoi pro e i suoi contro è solo quella di andare a produrre in Far East. Crediamo che ci siano, quindi, ottime possibilità di sviluppare ulteriormente la parte di lavoro che svolgiamo per conto delle griffe che attualmente impegna al 75% il nostro stabilimento in Bulgaria e al 20% quello di Thiene. La nostra scelta è stata quella di puntare sin dall'inizio su produzioni di nicchia, assolute eccellenze nei loro ambiti, capaci di andare a coprire le esigenze di un mercato sempre più frammentato e all'interno del quale il consumatore, che diventa sempre più esigente, spende solo ed esclusivamente se ritiene che il suo esborso sia giustificato". Qualità, quindi, ma non solo. Cura dei dettagli e una coerente focalizzazione stilistica sui core business di ogni brand sono le carte vincenti che hanno permesso a Gruppo Cionti di chiudere la campagna vendita del prossimo inverno con una strepitosa crescita del 57% rispetto all'omologo periodo dello scorso anno. "La mia sfida è quella di costruire una società di abbigliamento nuova rispetto agli schemi del passato, L'idea è quella di emulare la struttura di business di una casa discografica capace di produrre da un lato il cantante rock e dall'altro quello lirico passando attraverso il melodico ed il pop". Una sfida articolata su un piano quinquennale basato sui marchi attuali che, però, non esclude la possibilità di cogliere eventuali interessanti proposte che possono arrivare dal mercato. "Il nostro è un Gruppo sano oltre ad essere uno dei pochi attualmente in forte sviluppo. Ciò ci consente di programmare serenamente il nostro futuro puntando su ciò che abbiamo in casa, ma anche avendo il coraggio, nel caso si presenti l'occasione, di cogliere nuove opportunità".