Cittadellarte Fashion. A Biella moda e arte insieme per l'ecosostenibilità
E' proprio nell'anno corrente, decretato dalla FAO quale Anno Internazionale delle Fibre Naturali, che la fondazione Pistoletto creata a fondata dall'omonimo artista biellese ha dato via ad un nuovo progetto che indaga la moda affiancandola ai temi dell'arte e della salvaguardia ambientale. Su questi tre cardini infatti si fonda il progetto Cittadellarte Fashion - Bio Ethical Sustainable Trend, una nuova sfida che si assume una responsabilità sociale, con la quale il mondo della moda si propone di cercare un nuovo modello di sviluppo etico e sostenibile. Michelangelo Pistoletto e la direttrice di Vogue Carla Sozzani hanno così aperto a Biella una vera e propria officina operativa, avviata lunedì 21 settembre con una working conference e preceduta da un workshop tenutosi nel mese di giugno, durante il quale undici giovani designer selezionati da Franca Sozzani hanno realizzato le loro creazioni eco-sostenibili, esposte durante l'evento-mostra che ha chiuso la cerimonia di inaugurazione del progetto. Mettere in connessione creatività, produzione, commercializzazione e sensibilizzazione al consumo, attraverso la presentazione di prodotti sostenibili che vanno dalla materia prima al capo finito: questi gli obiettivi di un progetto nuovo, che ha valorizzato il lavoro di stilisti emergenti, giovani creativi che hanno mostrato un nuovo concetto di stile abbinato alla rivalutazione dei tessuti totalmente naturali. Silvio Betterelli, Roberta Furlanetto, Marco De Vincenzo, Marta Forghieri dall'Italia, Osman Yousefzada e Mark Fast, Siri Johansen dalla Norvegia, Mary Katrantzou dalla Grecia, Jose M. Nunes da Silva Giralt dalla Spagna, Matthew Ames dagli Stati Uniti e Sandra Backlund dalla Svezia: questi i nomi di giovani che già si sono distinti per talento e traguardi nell'industria della moda, ma che hanno preso qui un impegno diverso, realizzando abiti con prodotti forniti dalle aziende partecipanti all'iniziativa, valorizzando le fibre naturali e mostrando che anche lo stile può diventare "sostenibile". L'evento ha inaugurato così con una conferenza che ha visto la partecipazione di personalità del campo della moda, dell'industria e della sostenibilità, dell'arte e della ricerca, un momento che ha indagato il tema delle strategia a basso impatto ambientale in tutti i suoi aspetti. "Cittadellarte fashion è un'officina artistica dalla quale uscirà la moda di domani: una moda ecosostenibile che si misura con l'attualità e le emergenze del nostro pianeta. Sono felice di fare parte di quest'iniziativa perchè punta i riflettori sui giovani talenti e partecipo sempre con passione a progetti che li coinvolgono in qualità di protagonisti e perchè rappresenano la scintilla da cui nascerà il futuro della moda - ha affermato Franca Sozzani - gli stilisti che hanno disegnato una collezione in fibre ecologiche hanno sperimentato cosa significa conciliare differenza socio-culturali per collaborare in nome di un messaggio profondamente etico, com'è quello dell'ecologia. Una moda che si definisce eco-sostenibile deve prendere un impegno a lungo termine. Questa avventura infine non sarebbe stata possibile senza l'arte, che funge da collante tra due realtà solo all'apparenza lontane, e lavorare con Pistoletto è stato realmente gratificante, credo che stia tracciando un cammino che arriverà lontano". Una collaborazione nuova, questa per il direttore di Vogue Italia, che ha poi così concluso: "Il nostro è stato un incontro inatteso, e raramente si parla di ecologia nel nostro mondo. La moda è immagine, e ciò che non viene mai spiegato è il processo che sta dietro la produzione dei capi che compriamo. Il problema però è che chi non è sensibilizzato dal principio è proprio il consumatore. La priorità di essere alla moda supera ancora quella di comprare in modo consapevole. Sicuramente la moda non potrà piegare la sua creatività all'aspetto ecologico, ma, pur essendo questo un passaggio che richiederà sicuramente tempo, mi impegno in prima persona a cominciare a sostenere la causa con piccole azioni, come questa, ad esempio. Il lavoro che tutti insieme dobbiamo fare, io in qualità di direttore del giornale, ma anche nella vita quotidiana, è quello di sensibilizzare sempre di più il consumatore, istruirlo a comprendere il lavoro che sta dietro al capo che sta comprando. Il mio impegno personale non è sicuramente stravolgere il mio lavoro, ma cominciare ad educare il lettore a comprendere come poter salvare il pianeta in cui noi stiamo vivendo". Invitato a prendere parte alla presentazione anche Walter Santagata, docente di Finanza Pubblica ed Economia della Cultura presso l'università di Torino: "La moda si divide fra la moda ecologica e i giganti del lusso, che si sono imposti grazie all'immagine dell'Haute Couture. Questa industria però non è rispettosa né dell'uomo né dell'ambiente: sfruttamento del lavoro, dematerializzazione del prodotto per la ricerca dei grandi fatturati, il prodotto si è impoverito a favore della grande produzione di massa. Dall'altra parte la moda eco, è ancora scelta ancora molto politicizzata, una scelta che si basa anche su un'etica di rapporti non solo fra i prodotti, ma anche fra le persone. Questo denota però che i gusti stanno cambiando, che una parte dei consumatori è disposta al riciclagggio, a vestirsi con un equilibrio consapevole fra il prodotto che indossiamo e il rispetto dell'ambiente. Il prodotto organico è un ritorno a tecniche antiche. Il nuovo consumatore deve però essere educato alla grammatica dell'ecostenibilità. La moda eco avrà successo solo se riusciremo ad educare i consumatori, perchè anche se esiste ora una produzione denominata eco-chic, si dà sempre e comunque prevalenza al fattore stilistico e meno priorità alla parte ecologica. Solo l'arte ed il design possono salvare la moda ecosotenibili a non scomparire. Infine, questa moda, per sopravvivere deve assolutamente essere supportata e promossa, prima ancora che dal consumatore, da organizzazioni più grandi, che sovrintendono enormi produzioni e lavorando a livello globale". Fra le personalià intervenute, anche Paolo Zegna, che oltre a ricoprire molti altri ruoli istituzionali è presidente di Idea Biella, l'associazione che raggruppa i migliori Produttori Italiani di Tessuti per Abbigliamento prevalentemente maschile. "La moda è un settore capace di fornire un numero rilevante di posti di lavoro, ed ha contribuito a formare l'immagine dell'Italia nel mondo, realizzando più del 50% di esportazione del nostro prodotto. Questi numeri non sono da dimenticare. Credo infatti che la moda ecologica non possa essere il futuro di questa industria. A causa della crisi economica che il mondo sta attraversando, il consumatore ha più paura di spendere, e predilige le grandi catene, che purtroppo non garantiscono qualità ed originalità. Ed ecco che quando torneranno momenti economici migliori, il consumatore tornerà ad apprezzare la qualità, e vorrà essere più informato sul prodotto che andrà ad indossare: la moda ecologica deve quindi essere un' integrazione, come una ciliegina sulla torta della moda, che la abbellisce e la completa". Ultimo ma non meno importante, è in occasione dell'evento che è stato presentato un altro progetto correlato. "Evermanifesto", questo il nome di una nuova pubblicazione ispirata ai temi dell'ecologia e della tutela dell'ambiente lanciato da Charlotte Casiraghi e da due sue amiche la photo editor e pubblicitaria Alexia Niedzielski e Elizabeth Von Guttman. Le tre giovani hanno ideato una free press di 20 pagine king size sul tema dell'ecologia applicata alle discipline più creative una pubblicazione gratuita che nel primo numero parlerà del rapporto fra ecologia e moda, sottolineando gli aspetti scorretti del settore. Tremila copie distribuite in punti strategici, durante le sfilate di Parigi e Milano e in corso Como 10, oltre che essere on line con un sito ufficiale. In un momento nel quale sembra essersi alzato il livello di sensibilizzazione verso il pianeta, la salvaguardia di un mondo ambientale che grida aiuto all'uomo, ecco che due campi tanto distanti quanto profondamente intersecati con il tema dell'ecosostenibilità si fanno avanti, fondendosi in un progetto che aspira a diventare fonte ed ispirazione per un nuovo cambiamento.