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STRATEGIE
Columbia "filtra" la crisi scommettendo su tecnologia e servizi

Dopo aver archiviato una buona stagione invernale Columbia gioca la carta dell'Omni Shade tecnologia che consente ai capi di abbigliamento di filtrare i raggi solari nocivi per affrontare protetta e a testa alta la crisi globale. Il mercato italiano sta fornendo buone performance tanto che nell'arco del prossimo triennio sono previste aperture di negozi monomarca a Roma e Milano

Una strategia chiara quella di Columbia che, con una collezione articolata su circa 500 referenze invernali (stagione che genera circa il 60% del fatturato globale) e 400 estive, punta a posizionare il suo prodotto, il cui stile rimane fedele al concetto di un free ride ricercato ed è improntato su un ottimo rapporto qualità, design, prezzo, qualche gradino al di sopra delle private label. "Il 2008 è stato un anno molto buono per noi - spiega Paolo Fabiano, PR & Marketing Manager di Columbia Sportswear Italia, a Modaonline -. La stagione invernale fredda ci ha consentito di mettere a segno, in un periodo in cui la crisi globale iniziava a sentirsi, ottimi risultati in termini di sell-out". Risultati che, affiancati ad una sempre più attenta valutazione delle esigenze del mercato europeo, portano il colosso americano che ha chiuso il 2008 con un fatturato di 1,3 miliardi di dollari e i cui prodotti sono distribuiti in oltre 13.000 punti vendita disseminati in 76 diverse nazioni, a focalizzare l'attenzione sullo sviluppo del mercati dell'area EMEA. "A fine 2008 l'area EMEA ha generato circa 260 milioni di dollari di cui circa 120 milioni attribuibili alla vecchia Europa. Il mercato italiano, dove si sta sempre maggiormente diffondendo la tendenza a vestire outdoor, sta fornendo buoni risultati. Solo a Roma, ad esempio, abbiamo venduto in un anno oltre 10.000 pezzi di una giacca diventata improvvisamente un vero e proprio cult. Questi risultati spingono, ovviamente, l'azienda madre a pensare di realizzare capi più asciutti e connotati da un'impronta fashion capaci di conquistare il mercato europeo e quello italiano anche se a livello globale è difficile ipotizzare vere e proprie collezioni mirate da destinare ad un mercato per ora ancora troppo piccolo in termini numerici". La distribuzione nel nostro paese è attualmente suddivisa in un 40% destinato ai key account (catene) e in un 60% ai field account (negozi indipendenti). "Ad oggi in Italia siamo presenti in circa 400 punti vendita ben spalmati sull'intero territorio nazionale anche se la Toscana, il Lazio e l'arco alpino rimangono le tre aree di maggior penetrazione del nostro prodotto. Per fornire la miglior visibilità possibile al marchio abbiamo attuato una policy che ci ha portato ad aprire 20 concept shop e 10 corner allestiti con nostri arredi all'interno dei punti vendita più importanti, ma il nostro obiettivo, entro il prossimo triennio, è quello di aprire due negozi monomarca a Roma e Milano". Ovviamente in una fase complessa come quella attuale gli obiettivi a breve termine sono quelli di mantenere le quote di mercato ed i fatturati. "Mediamente in un momento come questo i negozianti tendono a ridurre soprattutto gli ordini iniziali di circa il 20%. E' in atto, inoltre, una pesante scrematura dei marchi anche del 50% e la selezione oltre che sui dati di sell out si basa anche sulla capacità dei brand di garantire le consegne nei tempi giusti. Avere alle spalle un'azienda strutturata come la nostra ci consente di avere un'ottima credibilità sul mercato supportata da una serie di agenti di controllo che settimanalmente comunicano con la nostra clientela. Negli Usa e in altri paesi del mondo dove il nostro network di negozi è collegato direttamente via web con il nostro magazzino e può effettuare rifornimenti diretti il business è cresciuto del 30%. In Italia abbiamo appena iniziato ad attuare una policy di questo tipo con i nostri key account utilizzando la quale contiamo di riuscire a migliorare le nostre performance". Nel frattempo i buoni risultati dell'ultima stagione invernale spingono lo staff che opera nel nostro paese a guardare al futuro con un cauto ottimismo. "La crisi sta, ovviamente, mettendo in discussione gli ordini iniziali, ma il mercato italiano sta rispondendo abbastanza bene anche per quanto riguarda la stagione estiva nella quale emergono in maniera chiara i plus che un prodotto come il nostro può offrire". Tecnologia, ricerca e garanzia di qualità sono i pilastri attorno ai quali Columbia costruisce il suo successo. Omni Tech (capace di garantire massima ed immediata traspirabilità), Omni Shield (capace di render i capi idrorepellenti), Techlite (che consente di realizzare suole per calzature a cellule chiuse che consentono il risparmio del 50% di peso e scarti di produzione), sono solo alcune delle tecnologie utilizzate. Ma, con l'estate alle porte Columbia ha giocato una nuova carta immettendo sul mercato capi di abbigliamento capaci di filtrare i raggi solari nocivi. La tecnologia si chiama Omni Shade ed è stata declinata su pantaloni, camicie (foto), felpe e cappelli che potranno essere acquistati scegliendo non solo lo stile, ma anche il livello di protezione solare da 15 a 50. Per affrontare l'estate elegantemente protetti.

Cristina Mello-Grand
mercoledì 20 maggio 2009