MODAONLINE - "Confermo che sono aperte delle trattative relative alla cessione del marchio C.P.Company - ha dichiarato Calo Rivetti, Presidente e Amministratore Delegato di Sportswear Company, azienda di Ravarino (MO) proprietaria dei marchi C.P.Company e Stone Island in occasione della sfilata odierna del brand -. E' prematuro dire altro se non che i miei referenti sono italiani, non sono istituzioni finanziarie, ma realtà in grado di rispettare il marchio". Nel frattempo, al di là delle trattative in atto, la strategia di Rivetti è quella di una focalizzazione a 360°. "La collezione che sfila oggi a Milano è la prova tangibile di una strategia che ci ha portato a riconcentrarci sulle nostre radici. Il tutto, ovviamente, in una visione evolutiva sia a livello di prodotto che di scelte materiche. Oggi più che mai se si vuole avere successo sul mercato è necessario fare bene ciò che si sa fare offrendo alla clientela un prodotto fedele al Dna del marchio". Ma la focalizzazione in casa C.P.Company non riguarda solo il prodotto, ma anche la distribuzione. "Per affrontare in maniera decisa il nuovo decennio abbiamo scelto di concentrare il massimo delle risorse sui mercati nei quali siamo già presenti. C.P. Company genera circa il 70% del suo fatturato sulle piazze estere e ciò fino a ieri era un punto di forza. Lo sarà ancora, ma solo a patto di essere realmente forti sulle piazze in cui si è presenti. Altrimenti rischia di diventare un punto di debolezza che distoglie sforzi e risorse". Una strategia che vedrà, quindi, C.P.Company concentrarsi principalmente sul mercato della Vecchia Europa. "Credo sia necessario imparare a guardare all'Europa come ad un domestic market. L'unione non deve essere solo una bandiera ma una vera e propria nuova visione strategica e di business capace di consentire alle aziende dei paesi che ne fanno parte di andare a creare un unico mercato". Il mirino di Rivetti è puntato su Germania, paese in cui ha recentemente aperto una filiale (che controlla il marcato tedesco ed austriaco) che sta fornendo ottimi risultati, UK, Belgio ed Olanda. "Se saremo in grado di crescere del 10% su questi mercati avremo raggiunto un obiettivo più che soddisfacente. Non bisogna, inoltre, dimenticare il mercato interno che in questa fase può riservare, se si lavora nel modo giusto, ottime sorprese. L'apertura della filiale in Germania ci ha fatto capire il valore aggiunto rappresentato dal presidio diretto del territorio che consente a noi di monitorarlo in maniera continuativa e ai nostri clienti di sentirci vicini a loro".