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STRATEGIE
Cruciani. Nel 2012 focus sull'accessorio

L'azienda perugina ha chiuso il 2011 a quota 19,2 milioni di euro, in crescita del 25% sul 2010. Risultato al quale ha contribuito il successo dei braccialetti in macramé (in soli 5 mesi 2 milioni di braccialetti venduti per un fatturato di 4,5 milioni di euro). Al nuovo progetto Cruciani dedica ora uno sviluppo retail ad hoc sotto la nuova insegna Cruciani C. 10 i monomarca in franchising già confermati, quasi 600 proposte per corner e shop in shop

"Per il 2012 abbiamo messo a punto un budget 'conservativo' di 21,5 milioni di euro, che riteniamo di dovere superare anche se il momento attuale ci invita alla prudenza" spiega a Modaoline Luca Caprai, (nella foto), fondatore del marchio Cruciani. L'azienda perugina specializzata dal 1992 nell'abbigliamento in cachemire ha chiuso il 2011 con un fatturato di 19,2 milioni di euro, in crescita del 25% "anche grazie al successo dei nostri braccialetti" sottolinea Caprai, che è ora pronto a sviluppare e consolidare il progetto attraverso un concept retail studiato su misura e già presentato ai partner distributivi con risultati concreti. "Se non fosse che il mio papà fa macramè da 55 anni, e che è il più grande collezionista al mondo di pizzi e merletti antichi, sarebbe una stravaganza. Ma il braccialetto di macramé nasce da due idee che si fondono: la prima era il desiderio di costruire un progetto con un'azienda di famiglia, la Arnaldo Caprai Spa, tra l'altro azienda madre di Cruciani; la seconda, realizzare un accessorio moderno con una fascia di prezzo accessibile, tra i 15 e i 30 euro, che permettesse soprattutto ai giovani, ma il target è ampissimo, di poterlo acquistare senza sensi di colpa, e comprarne due, o tre, o cinque, o sette". Di pari passo al successo del progetto (che in soli 5 mesi ha venduto 2 milioni di braccialetti e fatturato 4,5 milioni di euro) è nata una divisione interna che gestisce anche lo sviluppo del retail collegato sotto la nuova insegna Cruciani C, che affiancherà la rete distributiva Cruciani composta da sette boutique e circa 300 clienti a livello mondiale. Nelle prime settimane del 2012 sono già stati siglati gli accordi per l'apertura dei primi dieci negozi monomarca che apriranno in franchising entro il mese di aprile tra Madrid, Palma di Mallorca, Abu Dhabi, Hong Kong, Shangai, Chengdu, New York, Tokyo e Verona, dove accanto ai braccialetti saranno in vendita anche piccoli accessori. Mentre sono poco meno di 600 le richieste di affiliazione per l'apertura di shop in shop e corner all'interno di multimarca. "Quando un progetto nasce e prende una buona strada, possiamo dire che i risultati sono frutto di ingegno, di volontà e di impegno ma anche di fortuna, sorte e di circostanze che a volte ti fanno prendere una strada anziché un'altra". A livello web l'azienda intende colmare già nei primi mesi del 2012 la lacuna che ancora presenta sul canale online attraverso lo sviluppo del sito, l'avvio dell'e-commerce e l'approdo, ormai altamente strategico, sui social network. "Internet ha un grande vantaggio: ti permette di raccogliere informazioni senza filtri e di comunicare in modo non filtrato. Oggi l'ottimo risultato del braccialetto Cruciani arriva per buona parte da internet, nonostante le nostre carenze sul mezzo. Perché i clienti soddisfatti hanno comunicato ad altri clienti che c'era un nuovo progetto e questi a loro volta hanno continuato a diffondere la novità, attraverso le chat e i vari social network. Vedevamo arrivare nei nostri negozi i clienti con la lista di braccialetti da comprare perché gli erano stati segnalati da un amico che li aveva visti in un negozio". Per quanto riguarda invece la prima label, i progetti di Cruciani si focalizzano sull'estero, che sviluppa attualmente il 65% del giro d'affari globale e oltre confine realizza le sue migliori performance in Russia, Asia "specialmente Cina, Giappone, Corea e Taiwan: per la prima volta, a fine 2011, in alcuni mercati i clienti cinesi hanno superato per scontrino la clientela russa", e Usa. I nuovi programmi riguardano il futuro progetto di apertura per due nuovi monomarca, a New York e Shangai, mentre sta entrando nelle ultime fasi il piano messo a punto per l'ingresso in Turchia ed Iran, con due opening programmati a Istanbul e Teheran.

Silvia Sammarro
giovedì 2 febbraio 2012