Con l'acquisizione di Boss Kidswear, Children Worldwide Fashion ha ampliato il proprio parco licenze. Mentre, attraverso la propria insegna di store "Atelier de Courcelles", mira ad ampliare la presenza dei brand controllati inseguendo l'obiettivo di venti opening entro il 2010, in modo da arrivare a quota cinquanta store nell'arco di quattro anni
Attenzione nella realizzazione di capi per i più piccoli, cura dei dettagli ed una maggiore consolidazione della presenza internazionale. Focalizzandosi su questi fattori il gruppo Chidren Worldwide Fashion, leader europeo nel campo dell'abbigliamento bimbo di fascia alta che vanta nel proprio portafoglio di contratti di licenza otto brand internazionali dedicati ad un target compreso tra gli 0 ed i 16 anni (Boss Kidswear, Burberry, Chloé, DKNY, Elle, Escada, Marithé+François Girbaud eTimberland), si prepara ad affrontare il nuovo anno. Uno dei brand su cui CWF ha intenzione di puntare maggiormente è Boss Kidswear (nella foto), recentemente acquisito su licenza della marca principale Boss e prodotto a partire dalla Primavera/Estate 2010: "L'accordo con Boss è stata una mossa azzeccata e molto ben ponderata - hanno spiegato a Modaonline dall'azienda -; prima di ogni acquisizione infatti, vengono ampiamente valutati svariati fattori. E' necessario che la licenza venga effettuata con un prodotto in grado di accordarsi con i marchi che già fanno parte di CWF, e che abbia al contempo potenzialità di distribuzione. Le collezioni devono avere una propria identità, e non essere delle copie dell'abbigliamento adulto". La partnership con il brand statunitense è stata lanciata nell'ambito di Pitti Bimbo 69, e dal panorama europeo si estenderà ai paesi di tutto il mondo: "La copertura dell'Europa con Boss Kidswear è stata completata nel mese di dicembre, e dal vecchio continente passeremo al Middle East ed alla Russia; il passo successivo prevede, nel biennio 2010/2011, l'espansione in USA ed Asia, fino ad arrivare a coprire ogni Paese. Abbiamo optato per una strategia progressiva, che ci permettesse di agire con sicurezza in modo da riuscire a gestire ogni area in maniera adeguata; siamo molto soddisfatti dell'accordo stipulato con Hugo Boss in quanto la linea bambini è un prodotto dal grande potenziale, in grado di estendersi con facilità su tutti i territori, tanto che già nel corso del 2010 sono in previsione alcune aperture che riguarderanno prevalentemente Europa, Middle East e Russia. Il prodotto partirà con la realizzazione di capi per bambini e ragazzi dai 4 ai 16 anni, mentre per il prossimo anno è previsto un allargamento ad una fascia d'età più bassa. Non è da escludere anche un'ampliamento della produzione che, oltre all'abbigliamento, possa comprendere altri prodotti come occhiali, anche se certamente in questi casi sono sempre molti i fattori da prendere in considerazione, dal fitting alla sicurezza". Nel segmento del mercato infantile è sempre più consolidato il target maschile, tanto che per Boss Kidswear sono quattro le linee dedicate ai maschietti (Premium, Fashion, Lifestyle e Sport high tech) e due alla femmina (Premium e Fashion). "Il bimbo sta crescendo, e vuole capi che non siano solo confortevoli, ma anche belli, desidera vestirsi come il papà. Il settore bambina rimane comunque quello più forte, è sempre presente un fattore vanità. Negli ultimi dieci anni l'abbigliamento kids ha goduto di una forte crescita, in parte stimolata anche da un'evoluzione sociale: le donne fanno figli ad un'età più avanzata rispetto al decennio precedente, di conseguenza nel momento in cui diventano madri hanno una posizione lavorativa maggiormente assestata e godono di più ampie possibilità di scegliere come vestire i propri bambini. Anche la nostra azienda infatti, ha raccolto i frutti di questo benessere: negli ultimi quattro anni sono state stipulate quattro licenze, e sono entrate a far parte della nostra famiglia, oltre a Boss, anche Chloe, Escada e Marithé+François Girbaud. Dato confermato anche dal nostro ultimo turnover, archiviato a quota 30 milioni di euro per il panorama italiano che è il nostro primo mercato, mentre il volume d'affari a livello globale è attestato a 200 milioni di euro; il mercato del bimbo è piuttosto stabile, e si tratta di un segmento che soffre meno degli altri". La crescita di CWF però non riguarda solo il portfolio clienti: il gruppo ha infatti dato vita al progetto Atelier de Courcelles, partito nel corso del 2009 con una boutique a Parigi e che prevede la realizzazione di una serie di store completamente dedicati ai brand appartenenti al gruppo, la cui progettazione è stata affidata al designer Christophe Pillet. I negozi Atelier de Coucelles vanno a sostituire il vecchio concetto di punto vendita di CWF rappresentato da Younly, e durante l'anno appena trascorso sono stati effettuati cinque opening, che si sono andati ad aggiungere agli store già esistenti in precedenza ad insegna Younly e convertiti seguendo il nuovo progetto. "L'obiettivo è quello di continuare a crescere in maniera esponenziale a ritmo costante, tanto che già nel 2010 contiamo di aprire circa 20 negozi tra Europa, Medio Oriente e Asia; attualmente contiamo quattro boutique in Francia ed una a Londra aperte ex novo, ed una in Middle East e due in Russia che erano in precedenza store Younly. L'espansione proseguirà toccando location strategiche, fino ad arrivare a contare cinquanta store nell'arco dei prossimi quattro anni, sia sostituendo la presenza di Younly in spazi già nostri che approdando per la prima volta dove ancora non eravamo arrivati. Puntiamo ad aprire anche in Italia al più presto, preferibilmente a Milano o a Roma, non appena troveremo la giusta location".