MODAONLINE - Sarà in scena dal 5 dicembre 2010 al 20 febbraio 2011 presso il Lanificio Conte situato in Largo Fusinelle a Schio, la mostra ‘‘Elda Cecchele - In forma di tessuto'. Un'esposizione a cura di Maria Luisa Frisa, direttore del corso di laurea in Design della moda presso la Facoltà di design e arti di Venezia (Università IUAV di Venezia) e Gabriele Monti, docente di Concept design presso il corso di laurea in Design della moda, sostenuta da Regione del Veneto e Comune di Schio in collaborazione con il Dipartimento per la ricerca dell' università Iuav di Venezia, nell'ambito dell'unità di ricerca ‘Il progetto nella moda / Italian Studies in Fashion Design', dedicata all'attività della tessitrice veneta nata nel 1915 e scomparsa nel 1998 che, fra gli anni cinquanta e settanta, ha contribuito con i suoi tessuti ricercati all'affermazione di stilisti come Roberta di Camerino, scomparsa lo scorso maggio, Salvatore Ferragamo, Franca Polacco e Jole Veneziani. L'esposizione offre al pubblico la possibilità di scoprire per la prima volta lo straordinario lavoro della Cecchele che, con le proprie stoffe realizzate nel laboratorio di Galliera Veneta in provincia di Padova, ha collaborato con i grandi designer italiani del novecento. Le prime tappe significative della sua carriera sono rappresentate dalla partecipazione alla Sezione delle Arti Decorative delle Biennali di Venezia del 1956 e del 1960 e all'Italian Festival di Tokyo come rappresentante dell'artigianato tessibile italiano. Durante la sua carriera quarantennale si è poi dedicata alla produzione tessile artigianale per abbigliamento, accessori e arredamento, che si distingue per la qualità di superficie dei tessuti, frutto di una continua sperimentazione di colori e materiali non usuali come cellophane, fettucce in pelle, strisce di pelliccia, tulle. La mostra è ideata a partire da tessuti, campioni, materiali, abiti, accessori, quaderni e fotografie conservati presso l'archivio Elda Cecchele, di proprietà della famiglia della tessitrice. Il progetto allestitivo della mostra è di Mario Lupano, docente della Facoltà di design e arti allo IUAV, storico e critico dell'architettura contemporanea. Su una serie di tavoli sono disposti paesaggi costruiti da matasse di filati e soutaches, innumerevoli varietà di cordoli, passamanerie e campioni di tessuti, intervallati Ritmano da alcune costellazioni di abiti, in prevalenza realizzati dalla sartoria di Franca Polacco, che permettono di rileggere in modo spettacolare i tessuti e donare così un'interpretazione contemporanea dell'attività della tessitrice: la diretta visione dei suoi tessuti, mai sufficientemente apprezzabili nella restituzione fotografica, permetterà di comprendere come la loro originalità e la loro ricercatezza fossero fondamentali per la confezione di indumenti e accessori che, con la loro moderna linearità, ne esaltavano le caratteristiche. La qualità e la dignità artistica del lavoro di Elda Cecchele permettono inoltre di tracciare uno spaccato socioculturale e imprenditoriale del nord-est negli anni cruciali del suo sviluppo: è alla Cecchele che si deve negli anni cinquanta e sessanta l'avvio al sistema della manifattura dedicata al nascente sistema moda italiano, a cui poi seguì la nascita della grande industria tessile italiana.