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STRATEGIE
Per Elisabetta Franchi l’espansione continua da Oriente a Occidente

MODAONLINE - L'estero, per Elisabetta Franchi, corre veloce sui binari del business. L'etichetta di abbigliamento e accessori femminili creata dalla designer Elisabetta Franchi vive un'espansione con il segno positivo in molteplici aree geografiche. In primis, l'Oriente: sono prossime le due aperture previste per Pechino, che porta il numero dei monomarca sul suolo cinese a tre, e Tokyo, dove il marchio inaugurerà il primo flagship store dopo aver messo a segno l'accordo con un nuovo distributore. In Medio Oriente, dove Elisabetta Franchi ha già aperto quattro monomarca, è prossima l'apertura presso il Mall of Emirates. Per il marchio nato negli anni ottanta dalla creativa bolognese, l'iperbole crescente non si è mai arrestata: arrivata a 90 milioni di euro alla voce ricavi, l'azienda Betty Blue spa che controlla il brand, vede una crescita sull'estero passata dai 2 milioni di euro del 2006 ai 20 attuali (30% del fatturato) e prevede un' ulteriore incremento del 20% entro il prossimo anno 2011. La Russia è da sempre territorio di cruciale importanza per Elisabetta Franchi, con ventuno negozi a cui presto si aggiungerà la nuova apertura di Voronijez. Sul territorio spagnolo Elisabetta Franchi conta una trentina di clienti diretti, mentre i mercati mitteleuropei di Germania, Austria e Svizzera registrano performance positive: L'Europa del Nord, area che ultimamente recepisce la moda italiana e mondiale con grande dinamismo, sarà al centro di progetti distributivi importanti. Un'espansione mondiale forte del successo messo a segno dal brand e che offre la possibiltà di espandere la rete retail di Elisabetta Franchi che vede store realizzati sulla base di criteri omogenei: una raffinata semplicità che vede protagonisti materiali come il legno, il plexiglas e il vetro. Nei negozi infatti, legno acciaio e vetro formano una cornice estetica minimale alle creazioni disponibili per la clientela. Le nuove aperture vanno quindi ad incrementare il numero dei flagship store dell'azienda, aggiungendosi ai trenta monomarca in Italia e ai trenta presenti all'estero: il mondo di Elisabetta Franchi è infatti distribuito in circa 895 plurimarca e 60 store monomarca: trenta in Italia e trentainternazionali. L'ultimo, in ordine di tempo è stato inaugurato a Dubai nel "The Dubai Mall". L'Italia assorbe il 70% della produzione, mentre il restante 30% è importato da mercati europei ed extraeuropei, in particolare Portogallo, Germania, Grecia, Libano, Russia , Emirati Arabi e Cina. Nel 2012 il marchio si identificherà unicamente con il nome Elisabetta Franchi rinunciando a Celyn b, suffisso che sta per Betta, soprannome dell'artefice, scelta compiuta per enfatizzare la sua valenza totalmente made in Italy, come affermano le sue stesse parole: "Il made in Italy è sempre più importante per distinguersi con la qualità della manifattura e l'eredità secolare del gusto, in un mercato invaso da cloni usa e getta che depauperano la moda. E la riducono a un circuito sempre più rapido di merci che non hanno alcun valore e durevolezza: inquinano di nome e di fatto. Le occasioni d'uso: la creatività non deve avere limiti ma deve essere possibile, mettibile. Perchè, la moda non è arte ma arte applicata all'abbigliamento: ha senso finché, si può indossare e fino a quando risponde a precise ocasioni d'uso. In questo sta la grande sfida di oggi. E quando si parla di ‘capi indossabili", bisogna tenere ben presente lo stile di vita odierno: più dinamico, flessibile; teso alla semplificazione massima. Anche di sera. Quando la donna vuole raggiungere il massimo della seduzione e magari non ha avuto il tempo di cambiarsi. Il tempismo. Il fattore tempo è diventato determinante. Ma non bisogna fare confusione con il pronto o al cosiddetto fast fashion. Ogni anno firmo 4 collezioni che escono a fine marzo e maggio e a fine ottobre e novembre. La chiave di volta è riscontrare immediatamente la risposta del mercato e riassortire in tempo reale i pezzi più richiesti. In tal modo, le clienti costituiscono una straordinaria rete di sensori che trasmette input in tempo reale alla produzione".

lunedì 29 novembre 2010