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EDITORIA
"Voglio scrivere per Vanity Fair". Con Emma Travet dal web 2.0 alla carta

MODAONLINE - "Se vuole scrivere romanzi una donna deve avere del denaro e una stanza tutta per sé". Quanto il nuovo mondo della comunicazione ha davvero stravolto la famosa affermazione di Virginia Woolf? La risposta potrebbe trovarsi proprio nel caso di "Voglio scrivere per Vanity Fair", romanzo edito da Cassetti e scritto da Erica Vagliengo, in arte Emma Travet: "..Precaria si, ma con stile", questo il fil rouge di una storia che racconta avventure e disavventure di una giovane giornalista di una città di provincia vicino a Torino che lavora in una redazione locale sognando di scrivere appunto per Vanity Fair: aneddoti, racconti di interviste a personaggi famosi e non, correlati dal supporto di un amore che sfocia in matrimonio e degli amici più cari sempre pronti a sostenerla. Intrecci di avventure che prima di arrivare alla carta sono partiti proprio dal mondo del web. E' infatti nel giugno del 2007 che Erica/Emma crea un profilo myspace per promuovere il proprio progetto, un mix tra romanzo, merchandising, promozione in tutto il mondo con foto di persone che si fanno fotografare con gli sticker e le spillette da lei stessa realizzate: "Ho pensato che non sarebbe bastato, in quanto "figlia di nessuno", inviare il manoscritto alla case editrici,trentatrè, per la precisione - ha spiegato a Modaonline l'autrice - Avrei dovuto ingegnarmi per distinguermi dalla massa di aspiranti scrittori. Così è nato il mio progetto, innovativo esempio di self marketing applicato alla promozione di un libro non ancora scritto e di un personaggio che ha vissuto due anni su internet per poi proseguire le sue avventure tra le pagine di un romanzo reale. Tutto è partito da me, però, si è trasformato da subito in un work in progress al quale hanno partecipato, e stanno partecipando, spontaneamente, creativi, giornalisti, gente di settore, un fotografo professionista e amici che che hanno creduto nelle potenzialità del progetto e stanno collaborando con me per promuoverlo". Un'esempio, questo, che spiega chiaramente quanto sia oggi fondamentale il ruolo ricoperto dal supporto tecnologico e di mezzi alternativi applicato al mondo dell'editoria e del giornalismo: "Questi supporti sono oggi fondamentali, ed il mio caso ne è un esempio - ha continuato Erica Vagliengo - Diciamoci la verità, un articolo dura un giorno e un libro, se va bene dai 15 ai 30 giorni. Poi la gente se li dimentica. Io, con il mio progetto emmat, ho voluto creare un supporto prima e dopo, per alimentare una costante curiosità intorno al libro che ha una storia fatta e finita ma che prosegue con le avventure della sua protagonista e dell'autrice sul web". Una storia originale, che partendo dal web e arrivando alla carta si pone in controtendenza ad un mondo dell'editoria che sembra andare nella direzione opposta: "Più che scrittrice io sono una creativa e giornalista free lance, che ha scritto un libro e che spera, in autunno, di poter mettere su carta anche il seguito. La carta, per me, continua ad avere un fascino particolare, mi riporta ai miei pomeriggi di adolescente quando perdevo tempo leggendo Jane Austen, Virginia Woolf, Edgar Allan Poe e altri o sfogliando le riviste femminili di mia mamma, al posto di studiare - conclude l'autrice - In risposta all' avere una stanza tutta per sè posso dire che il mio sogno sarebbe quello di scrivere in una cabina armadio che, ovviamente, non ho e penso non avrò mai. In mancanza di questo andrebbe bene anche il tavolino appartato di un bar o il divano del salotto. Con il portatile, d'altronde, puoi scrivere ovunque". Il libro è stato recentemente presentato a Milano, durante un evento svoltosi presso il concept store milanese "Le 18″ ed introdotto da due note firme al femminile come Valentina Crepax, giornalista e scrittrice e Daniela Fedi, giornalista e critico di moda.

Marta Stella

Wednesday, April 21, 2010