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STRATEGIE
Emma White, è nella crisi che serve sostegno

Maglificio Zaffiro, azienda di Prato specializzata nella produzione per conto terzi, ha deciso di valorizzare la bellezza dell'artigianato locale. Con la creazione di Emma White, brand femminile di fascia medio/alta, il progetto si è concretizzato: adesso chiede il giusto supporto ed affronta la crisi puntando sulla crescita

Il brand di maglieria Emma White basa le strategia per il 2009 sullo sviluppo dei mercati esteri e sull'ampliamento della propria linea, scegliendo di affrontare così il momento poco favorevole per il mercato. Il marchio di abbigliamento femminile è partito quattro anni fa come nuova avventura imprenditoriale del maglificio pratese Zaffiro, fondato nel 1984 e specializzato nella produzione all'ingrosso per conto terzi. Con un ufficio stile coordinato dalla titolare Alda Santini e dai giovani designer Gianni Bartalucci e Cristiano Tempestini, ha avuto inizio la creazione dell'etichetta che è diventata prodotto di punta dell'azienda toscana. "Essendo già produttori per altri, mettere in piedi una propria linea è stato un passo naturale - ha raccontato a Modaonline Alda Santini -: passo che abbiamo compiuto, anche alla luce della crisi del territorio, per valorizzare l'artigianalità del pratese. Così facendo abbiamo deciso di esporci andando, appunto, a vendere le nostre creazioni al dettaglio realizzando un prodotto commerciale interessante e stimolante e curato nei minimi particolari, dall'etichetta alla busta/packaging plastificata, che viene regalata ad ogni acquirente che fa un'acquisto importante. Nonostante il momento non troppo roseo per il mercato restiamo sempre focalizzati sulle clienti, per offrire loro un prodotto capace di emozionarle, effettuando continue ricerche e cercando di mantenere un buon rapporto qualità/prezzo per combattere la crisi crescente. Anche se la nostra produzione è interna e quindi riusciamo ad essere competitivi mantenendoci in una fascia medio/alta ma con un cartellino contenuto, non è assolutamente facile rimanere a galla in questo particolare frangente: la situazione attuale delle finanze dei negozi multimarca è terribile, non vendono e non incassano. Di conseguenza per loro diventa complicato riuscire a pagare i fornitori, per cui se non c'è una ripresa sul fronte dei consumi, proposte come la nostra non possono riuscire a sopravvivere. E' necessario che rientri un po' di fiducia nel consumatore e il motore del consumo riparta, altrimenti tutto quello che di bello possiamo fare non trova la giusta ricompensa". Con una distribuzione strutturata sul canale dei multimarca, attualmente il principale mercato di riferimento di Emma White è l'Italia, dove il brand genera l'80% del proprio giro d'affari con una crescita del 20% a stagione e un fatturato che nel 2008 ammontava a 3 milioni di euro. Il resto della distribuzione si divide tra Francia, Hong Kong, Olanda, Belgio, Grecia, oltre alle nuove presenze in Germania, Irlanda e Stati Uniti, dove il brand è presente anche con uno show room posizionato nella città di New York. I nuovi obiettivi sono ora la Francia e l'Inghilterra, ma soprattutto la Cina. "Attualmente la situazione è in ribasso del 30%, ed il calo è stato sostanzialmente uguale sul versante italiano come su quello estero: nonostante ciò, per la seconda metà dell'anno ci auguriamo che le cose possano migliorare in modo da arginare le perdite. Purtroppo non c'è sostegno da parte delle banche locali, e per fronteggiare la crisi stiamo cercando un nuovo partner finanziario: oltre a questo, stiamo effettuando alcuni tagli sui costi, pur continuando a proporci in maniera alternativa. Un canale sicuramente vincente in questo senso è quello che abbiamo intrapreso organizzando sfilate innovative in location particolari come quella che si è tenuta lo scorso gennaio a Prato, presso l'Officina dei giovani in piazza dei Mascelli, e stiamo prendendo in considerazione il fronte della comunicazione multimediale. Stiamo comunque pensando ad ampliare la nostra offerta, cosa che probabilmente avverrà introducendo una linea dedicata all'abbigliamento maschile, e continuando ad occuparci dell'Italia che rimane comunque il nostro principale mercato di riferimento". (Nella foto, un'uscita della sfilata Autunno/Inverno 2009/2010)

Chiara Zappacenere
giovedì 21 maggio 2009