Gildo Zegna. "La ripresa è ancora lontana"
Investire sì, ma solo nelle piazze performanti. E' questa la tesi di Gildo Zegna che prevede una crisi lunga da cui, forse, si inizierà ad uscire solo nella seconda metà del 2010. America Latina e Cina, che entro fine anno potrebbe superare gli Usa, sono le aree di maggiore sviluppo. A livello di prodotto è crisi per il formale, mentre tengono informale ed accessori
"La crisi sarà ancora lunga e in Europa deve ancora arrivare". Sono queste le considerazioni che Gildo Zegna, amministratore Delegato del Gruppo Ermenegildo Zegna, ha fatto oggi dal bordo della passerella sulla quale ha sfilato la collezione maschile del brand. "Per quanto ci concerne la nostra strategia è quella di "tenere la cintura chiusa" contraendo gli investimenti nelle aree in cui il mercato è fermo per riversarli sulle poche piazze in cui il mercato tira in attesa di una piccola ripresa che contiamo possa arrivare non prima della seconda metà del 2010". Piazze rappresentate per il Gruppo dall'America Latina, ove Zegna ha iniziato due anni fa ad operare in maniera determinata investendo sullo sviluppo del retail, area che nell'anno in corso vedrà crescere del 50% il suo fatturato e sulla Cina, ove Zegna opera sin dal 1992, ove è prevista una crescita nell'ordine del 30%. "La nostra brand recognition in Cina è fortissima tanto che ci giochiamo con Gucci il ruolo di secondo brand più conosciuto dopo Louis Vuitton. Se il mercato continuerà a rispondere come ora sino a fine anno crediamo che nel 2009 possa arrivare a superare le quote di quello statunitense. Un sorpasso storico che ci spinge ad investire moltissimo sullo sviluppo della piazza nella quale entro fine anno apriremo 15 nuove boutique". Per quanto riguarda una stima di fatturato 2009 Gildo Zegna non si sbilancia. "Ci attendiamo, ovviamente un fatturato in discesa, ma ipotizzare oggi di quanto è assolutamente impossibile. Quello di cui siamo, purtroppo sicuri, è un una forte contrazione dei margini dovuta, soprattutto ai troppi inventari i cui costi peseranno in maniera determinante sui numeri del 2009". Per quanto concerne il prodotto, come si è potuto chiaramente vedere in passerella, la strada del Gruppo vira decisa verso un look più informale anche per quanto riguarda la linea ammiraglia. "I consumi sono drasticamente cambiati e le nostre aree di maggiore sviluppo, soprattutto quella Sud Americana, ci hanno spinti a fornire all'uomo della prossima estate un nuovo aspetto legato al concetto di nomadismo urbano. Oggi l'uomo viaggia in continuazione ed è, quindi, necessario, cercare di mettere a suo disposizione, per incentivarlo ad acquistare qualcosa di nuovo, capi che non ha ancora nel suo guardaroba. L'abbigliamento formale è in netta crisi, mentre l'informale, anche se classico e ben tagliato e gli accessori tengono abbastanza bene. Per avere successo oggi bisogna imparare ad essere sempre più rapidi a codificare i pesi delle diverse tipologie di prodotto da inserire all'interno delle collezioni".