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Il design vince sulla moda. Parola di Frankie Morello

MODAONLINE - Un binomio assolutamente coerente che si basa sul comune denominatore della creatività e dell'ironia quello messo in scena all'interno della boutique milanese di Frankie Morello che ha ospitato, in occasione della Design Week meneghina, il progetto "Meets Art" degli artisti inglesi Jimmie Karlsson e Martin Nihlmar fondatori ed ideatori della collezione Jimmie Martin Limited. "Abbiamo deciso di ospitare all'interno della nostra boutique le creazioni di Karlsson e Martin perché in questo momento sono due tra i designers che più si avvicinano al nostro modo di fare moda e di concepire il design - dichiarano Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica (nella foto) -. Frankie Morello e Jimmie Martin concepiscono le imperfezioni e le asimmetrie come dettagli artistici. Se pur giovani abbiamo riconosciuto in loro due talenti artistici fuori dal comune!" . Una dichiarazione che rende omaggio alla creatività e all'effervescenza dei due giovani designer a cui è stata offerta l'occasione di mostrare le loro opere, nove delle quali realizzate appositamente per l'occasione utilizzando grafiche provenienti dal mondo di Frankie Morello mixate a quelle dell'immaginario dei due artisti, in un contesto capace di rendere viva ed attiva una città solitamente austera come Milano. "Il clima che si respira in questi giorni a Milano - spiegano i due fashion designer a Modaonline - è molto diverso da quello della fashion week. La settimana del design, oltre ad essere decisamente più internazionale, è molto più democratica e popolare rispetto a quella della moda. Tutto è assolutamente aperto al pubblico, non c'è esclusività e la città, così, diventa finalmente viva e pulsante". Parole chiare e decise che sottolineano le nette differenze tra i due settori della moda e del design mettendo in evidenza come il primo comparto sia decisamente meno propenso ad aprire le sue porte a quelli che, per entrambi i settori, rappresentano la linfa vitale dei consumatori finali. "La moda, con le sue feste a porte chiuse solo su invito, sta dimostrando di essere un mondo molto più vecchio, antico, provinciale ed individualista di quello del design e ciò non è un bene perché impedisce alla gente di avvicinarsi ad esso. Durante le fashion week manca quasi completamente l'energia e la curiosità che in questi giorni si respira nelle vie di Milano. Dal nostro punto di vista sarebbe bene proseguire sulla strada della Vogue Fashion Night Out che rappresenta un approccio più moderno e dinamico al settore capace di scatenare quel coinvolgimento ad ampio spettro che non può far altro che fare del bene all'intero settore".

Cristina Mello-Grand

venerdì 15 aprile 2011