MODAONLINE - "La moda per me rappresenta un pretesto di colore". Con queste parole Gaetano Castelli (nella foto davanti al alcune delle sue opere con il galleristaPaolo Antonacci), uno dei più rinomati scenografi italiani, sintetizza il concetto che lo ha portato a realizzare una serie di dipinti ad olio, in mostra sino a fine mese presso la Galleria Paolo Antonacci di via del Babuino 141/a a Roma, i cui protagonisti assoluti sono una serie di abiti ed accessori "rubati" al palcoscenico, agli atelier e alla vita quotidiana e trasformati dall'abile mano dell'artista in opere d'arte dal forte impatto visivo. "Le opere di Castelli hanno dato luce a Via del Babuino - spiega Paolo Antonacci, proprietario dell'omonima galleria, focalizzata sulla pittura italiana ed europea del diciottesimo e diciannovesimo secolo, che per la prima volta nella sua storia ha scelto di allestire una mostra assolutamente fuori dai suoi schemi -. L'incontro con Gaetano è stato, per me una sorta di folgorazione, una felice casualità che mi ha permesso di confrontarmi e di proporre sia alla mia clientela che a chiunque passasse davanti alle mie vetrine qualcosa di nuovo ed innovativo". Una sfida che ormai si può definire vincente dato che è riuscita a catalizzare sulla mostra "La Magia del Costume" l'interesse di un vastissimo range di persone affascinate, prima di ogni altra cosa, dal forte e definito impatto cromatico delle opere esposte. "Quello che ho voluto fare realizzando queste opere - spiega Castelli - non è una copia del costume, ma una reinvenzione del colore che parte dalla mia tavolozza. In qualche modo ho voluto rendere omaggio ai nostri grandi stilisti, il cui lavoro si esaurisce con la vendita, immortalando sui miei quadri, realizzati utilizzando una tecnica seicentesca di velature ad olio, le loro creazioni. Per focalizzare l'attenzione su dettagli e tessuti ho scelto di omettere i volti creando, così, nelle persone che si fermano davanti ad essi un desiderio recondito di indossarli". Una visione inedita, come inedita è la mostra, nata assolutamente per caso. "In realtà nella mia vita, anche se nasco pittore, ho dipinto pochissimi quadri, e tutti per me stesso. Non avrei mai pensato di vederli, un giorno in una mostra, ma l'entusiasmo dimostrato da Paolo Antonacci mi ha spinto ad affrontare questa avventura". Un'avventura che, forse proprio grazie ala sua spontaneità, ha riscosso un grande successo incuriosendo anche persone normalmente poco propense ad approcciare il mondo dell'arte. "Per me realizzare questi quadri è stata una maniera per rivivere il teatro, il cinema, il Moulin Rouge ed il Lido. Al di là di ogni altra cosa è la teatralità il fulcro attorno al quale ruota il tutto. Esattamente come la magia teatrale guida la creatività degli stilisti quando trasformano un semplice pezzo di tessuto in un'opera d'arte".