Gallo, forte di un fatturato 2008 a quota 17 milioni di euro, affronta l'anno in corso proiettandosi oltre confine. Tra poche settimane aprirà i battenti in primo negozio parigino all'interno del quale troverà spazio la nuova collezione di pelletteria che allarga coerentemente il range merceologico dell'azienda rendendo il marchio sempre più completo
Brand extension e sviluppo dei mercati esteri sono gli assi portanti del 2009 di Gallo, azienda fondata a Desenzano del Garda 1927, che ha chiuso il 2008 con un fatturato di 17 milioni euro, contro i 14 milioni del 2007. "L'anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato, per noi, veramente eccezionale - ha spiegato Giuseppe Colombo, amministratore delegato di Gallo, a Modaonline -. La crisi non ci spaventa più di tanto, anche se non la prendiamo sottogamba, e in un anno difficile come quello in corso contiamo di mettere a segno una crescita, anche se più modesta di quelle degli ultimi periodi". Una crescita che vede nello sviluppo dei mercati esteri, che attualmente rappresentano poco più del 10% del turnover globale, uno dei suoi punti di forza. "Nel 2000 ho fatto una scommessa iniziando ad aprire negozi ad insegna Gallo in Italia. Nell'arco di nove anni siamo arrivati a quota 10 monomarca nelle città principali ai quali vanno sommati i corner in Rinascente e il retail aeroportuale che ci vede presenti a Milano (Linate e Malpensa) Roma Fiumicino (Terminal A e Terminal C) e Venezia. L'esperienza maturata, soprattutto quella all'interno degli aeroporti ove transitano passeggeri di tutto il mondo, ci ha spinti ad analizzare i flussi di vendita capendo che il nostro brand, seppur poco presente all'estero, ha un fortissimo appeal intrinseco capace di attrarre l'attenzione di un consumatore che acquista pur senza conoscere il marchio. Tale analisi ci consente di guardare con ottimismo ad uno sviluppo oltre confine che inizieremo ad attuare aprendo il nostro primo monomarca parigino tra poche settimane". Una nuova sfida, quindi, che getta le basi di uno sviluppo futuro basato sul valore e sull'attrattività istintiva di un prodotto che ha costruito il suo successo sull'intuizione di portare il colore all'interno di un mondo sino a pochi anni fa quasi interamente focalizzato sulla tinta unita. "Per noi è naturale e assolutamente necessario fare ricerca. Perché la ricerca, intellettuale e materica significa sperimentazione e, se non si ha il coraggio di sperimentare andando a toccare nuovi orizzonti non si può pensare di rimanere nella parte più alta della piramide del fashion system". Ed è proprio attraverso un percorso basato sul coraggio di trovare nuove soluzioni, spesso di rottura rispetto a quelle tradizionali, che Colombo ha costruito il successo di Gallo che attualmente genera circa il 50% del fatturato con la calzetteria e il rimanente 50% con una serie di brand extension che spaziano dall'underwear alla maglieria, dagli accessori alla nuovissima linea di pelletteria. "La pelle è un'altra nostra nuova sfida che finalmente è diventata, dopo una ricerca che ci ha portato a riuscire a trasporre il nostro concetto di colore sulla un materiale fino a poco tempo fa a noi sconosciuto, un prodotto. Abbiamo iniziato realizzando le calzature e con la collezione Autunno/Inverno 2009/2010 approderemo nei negozi con una linea completa di pelletteria che spazia dai borsoni da viaggio ai portafogli, dalle cinture alla piccola pelletteria". Una extension che non sceglie la facile strada della licenza ma che verrà gestita direttamente dall'azienda. "Per una realtà come la nostra è fondamentale governare sia la distribuzione che la realizzazione del prodotto. E proprio per questo motivo abbiamo scelto di gestire direttamente lo sviluppo delle brand extension non pensando, almeno per ora a concedere licenze. Così come non intendiamo allargare il nostro range merceologico in maniera casuale. Le extension, prima di tutto devono avere un senso, devono essere coerenti con il nostro Dna diventando parti integrante del marchio. Trovo altamente rischioso e controproducente pensare ad uno sviluppo del prodotto basato su un modulo meramente economico perché il nostro lavoro è fatto di intuizioni, creatività, ricerca e sperimentazione ma soprattutto di passione. E i prodotti che ottengono maggior successo sul mercato spesso sono proprio quelli realizzati d'istinto che sulla carta non forniscono alcuna garanzia, ma che, per una magica alchimia, diventano dei must have capaci di spingere ad un acquisto che più che dal bisogno è motivato dal puro desiderio di possedere un oggetto solo ed esclusivamente perché è riuscito ad attrarre l'attenzione".