MODAONLINE - Inizia oggi il progetto di Gas chiamato 25 Days. L'iniziativa, ideata per realizzare un libro che racconti i primi 25 anni di Gas, vedrà protagonista a partire dall'11 novembre fino al 5 dicembre un team composto da 15 creativi, 10 già presenti da tempo nell'ambiente artistico e 5 selezionati grazie al contest Sprizzz your talent, che vivranno per tutta la durata del progetto all'interno della sede aziendale posizionata a Chiuppano (VI). "Non si tratta di un volume autocelebrativo - ha spiegato Barbara Grotto, Responsabile della Comunicazione di Gas -, ma piuttosto di una ricerca su ciò che si può fare, innescando un processo culturale per capire il futuro attraverso il passato". Il redattore Giacomo Cosua, il grafico Eugenio Ormas, l'illustratrice Elena Xausa, la fotografa Sara Gentile ed il designer Fabio Borgia selezionati tramite gli eventi di Milano e Venezia saranno quindi affiancati dalla Project Manager di Gas Erika Sartori, dal redattore Cosimo Bizzarri, dal grafico Alessandro Maffioletti, dall'illustratrice Lorella Pierdicca, dal fotografo Makoto Nakashima, dal designer Marco Mucig, dalla videomaker Sara Tirelli, dal blogger Michele Polico e dall'Art Director di Golab Lele Villari, che ha dichiarato: "In questo contesto è necessario cambiare punto di vista e prendere atto delle proprie responsabilità. La scelta di vivere nell'azienda per tutta la durata della realizzazione del volume è dipesa dal fatto che l'approccio migliore era quello antropologico, che fosse necessario respirare 24 ore su 24 l'atmosfera che si respira in Gas e condividere tutto per dare vita ad una progettualità partecipata e raccontare i vari aspetti dell'impresa". La full immersion sarà l'occasione per dare vita ad processo creativo che metterà in pratica un confronto costante tra i vari partecipanti, che vedranno l'effettiva realizzazione del loro progetto: "Per anni la formazione dei creativi è stata puramente teorica - ha affermato Maria Luisa Frisa, Direttore del Corso di Laurea in Design della Moda (IUAV) di Venezia -, e si è creato un gap piuttosto evidente con altri Paesi. Con l'emergere di nuove necessità per fortuna si è venuti incontro a questa problematica, e si è venuto a creare un rapporto virtuoso con l'industria. Questo progetto stimolerà senz'altro i metodi lavorativi dei ragazzi, ai quali si chiede di produrre in tempi ristretti il proprio elaborato".