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STRATEGIE
Gattinoni affronta la crisi trasformando i clienti in partner

La ricetta di Gattinoni per superare il difficile momento attuale si basa da un lato su un posizionamento sempre più alto del prodotto e dei suoi satelliti, tra i quali è entrata a far parte la Mario Rossi Srl nel segmento della pelletteria, e dall'atro su un nuovo rapporto con i gestori dei punti vendita che vengono visti dall'azienda come partner più che come clienti. Dal 1° gennaio industria e marchio si sono uniti nella Gattinoni Spa

"Nell'arco del 2009 intendiamo proseguire il piano di sviluppo che abbiamo intrapreso nell'ultimo biennio - spiega Stefano Dominella, presidente di Gattinoni Spa, a Modaonline -. Continueremo ad espandere il nostro business in Cina dove abbiamo in previsione di aprire il nostro secondo negozio a Sheyang tra luglio e settembre e dove abbiamo la possibilità di attuare una ulteriore apertura nell'ultimo trimestre dell'anno, a Dalian. Inoltre abbiamo appena siglato un accordo di distribuzione a Mosca con Roxana Bondarenko che ci consentirà di incrementare del 25% la nostra presenza sul territorio articolata, ad oggi, su una cinquantina di punti vendita tra negozi multibrand e corner. Spingeremo, infine, lo sviluppo del mercato medio orientale con due aperture strategiche a Dubai e Abu Dhabi". Piani precisi, quindi, che vedono la griffe aggredire, nonostante il periodo di crisi, i marcati esteri di riferimento dimostrando una vitalità supportata dalle ottime performance fatte registrare dalle ultime collezioni. "Attualmente generiamo circa il 40% del nostro fatturato globale sulle piazze estere di cui il 15/20% in Middle East, l'8% in Cina e la rimanente percentuale tra Russia ed Europa e, in un anno difficile come quello che stiamo vivendo, il nostro obiettivo è quello di mantenere stabile questa quota. Sorprendentemente sta, invece, crescendo il business sul mercato interno motivo per cui stiamo studiando innovative strategie atte ad approfittare di tale trend". Strategie che ruotano attorno al sostegno dell'anello debole della catena, il punto vendita. "In questo momento i negozianti rappresentano il punto più debole dell'intero sistema - spiega Giampaolo Filippucci, amministratore delegato dell'azienda -, e proprio per questo motivo abbiamo deciso di cercare di andare loro incontro studiano delle formule innovative capaci di innescare un meccanismo attraverso il quale si sentano nostri partner più che nostri clienti. Abbiamo appena iniziato a proporre un format di corner modulari che stimavamo di impiantare, nelle diverse dimensioni, in una trentina di punti vendita. Il progetto ci è letteralmente scoppiato in mano tanto che contiamo, entro il 2009 di approdare con esso in un centinaio di store sia in Italia che all'estero". Il progetto prende il via dall'analisi del conto economico del cliente in modo da andare a tarare gli acquisti in maniera efficace e mirata offrendo ad ogni cliente la possibilità di usufruire di una serie di servizi. "Innanzi tutto abbiamo messo in atto una politica di riassortimenti reali affianco ai quali abbiamo aggiunto la possibilità di sostituire una quota dell'acquistato tramite un servizio online costantemente interfacciato con il nostro magazzino. Chi sceglie la formula del corner potrà, inoltre, applicare un mark up del 2,8/3% invece di quello standard del 2,5%. Da una certa data in avanti gli sarà, infine, concesso di accedere al magazzino con sconti che spaziano dal 30% per arrivare sino al 55% per la merce delle stagioni precedenti consentendo, così, ai nostri clienti di vendere, sempre, a mark up pieno". Moltissima attenzione è stata riservata, inoltre, ai pagamenti che saranno diluiti nell'arco dei sei mesi in modo da consentire al negoziante di poter assorbire eventuali periodi più critici. L'intera strategia mira, oltre che ad andare incontro alle esigenze del mercato, anche a creare un network sul territorio che, dopo il rilevamento del sell-out consentirà all'azienda di poter elaborare dati statistici personalizzati capaci di guidare gli acquisti futuri. "Crediamo moltissimo in questo nuovo progetto attuabile grazie al fatto che la nostra è un'azienda con una struttura verticalizzata con alle un'industria capace di gestire l'intero flusso produttivo, alle spalle. E, proprio per unire in maniera sempre più forte azienda e marchio il 1° gennaio di quest'anno abbiamo fondato una nuova società, la Gattinoni Spa, il cui obiettivo è quello di concentrarsi sempre più sullo sviluppo del marchio di proprietà". Marchio che sta completando una politica di riposizionamento sul mercato orientato ad un livello sempre più alto tanto che è appena stata siglata una nuova licenza relativa all'intero segmento della pelletteria affidata alla Marco Rossi Srl. "Con la nuova licenza di pelletteria che dopo un flash per la stagione A/I 2009/2010 presenterà una ricchissima collezione per la P/E 2010 abbiamo concluso la revisione del nostro pacchetto licenze ripulendo il mercato da operazioni spurie. Ora ci concentreremo nel posizionamento dei prodotti dai quali siamo ripartiti che deve essere in perfetta linea con quello del nostro core business, ossia le nostre collezioni di prêt-à-porter (nella foto una proposta per l'A/I 2009/2010). Crediamo che in momenti difficile e complicati come quello che stiamo vivendo in cui tutto viene rimesso in gioco sia necessario concentrare gli sforzi su poche cose portando avanti i progetti in maniera seria e determinata".

Cristina Mello-Grand
giovedì 26 febbraio 2009