MODAONLINE - Oggi 30 maggio 2011, alle 19,30 in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario inaugura la mostra dal titolo "Margherita di Savoia: Influenze Regali nello Stile del Prezioso Italiano". Ideata e curata da Alessia Tota e Fiorella Galgano e allestita presso il palazzetto che ospita la sede dell'Istituto Italiano di Cultura diretto dalla Dott.ssa Melita Palestini, l'esposizione, oltre a raccontare lo stile di Margherita di Savoia, prima regina d'Italia e figura emblematica per il processo di unificazione della penisola italica, intende sottolineare l'eleganza di una donna raffinata, dai gusti preziosi e decisi: una regina molto amata da poeti e prosatori di tutta Europa, che la celebrarono, compiacendosi della passione che la stessa nutriva per le arti e la cultura. Ma anche una regina molto amata dal suo popolo, che la definì "la regina delle perle" per via delle lunghe collane a più fili di perle, che era solita indossare nelle occasioni ufficiali. A Margherita, bionda, occhi azzurri, dal bel portamento e dalla personalità decisa, piaceva indossare abiti sontuosi, impegnandosi perfino a stimolare la creazione di una moda tutta italiana. Ma la sua vera grande passione furono i gioielli, che preferiva vistosi ed indossati in grande quantità, a tal punto che i gioielli divennero parte primaria nel creare il mito della bellezza e dell'eleganza di questa grande regina. L'esposizione si propone quindi di evidenziare i mutamenti con il percorso evolutivo che si è articolato in questo ultimo secolo e porre l'accento su stile, qualità e tecnica nella produzione del gioiello made in Italy proprio a partire dall'importante figura di Margherita. In mostra quindi una serie di riproduzioni dei preziosi di fine Ottocento che traggono spunto dai famosi Tesori della Corona accompagnati da alcune creazioni d'Alta Moda di Gattinoni (nella foto), Marella Ferrera, Gai Mattiolo e Anton Giulio Grande, ispirate agli abiti d'epoca, regali indossati dalla prima regina d'Italia. Inoltre oggetti storici d'archivio, come alcuni dei carnet du bal usati dalle gran dame della Corte Reale. E per contribuire a creare un'affascinante suggestione d'epoca, anche divise militari autentiche del corpo d'armata della regina Margherita di Savoia, complete di decorazioni, gentilmente concesse dal Conte Ernesto Vitetti, il più importante collezionista al mondo di divise militari. Il percorso espositivo continua snodandosi attraverso istallazioni fotografiche e immagini reali di gioielli contenuti nelle teche espositive, allo scopo di descrivere le contaminazioni e le assonanze nel concetto di ‘regalità' espresso da questa importante figura storica, tradotto e ricreato nel gioiello dalle più note griffes di alta gioielleria nel corso dei decenni. Per concludere infine, nella contemporaneità, grazie all'interpretazione creativa di giovani designer di talento: l'alta gioielleria italiana in mostra è quindi firmata Mario Buccellati e Bulgari, accanto ai nomi illustri di Fratelli Petochi, Fasano e Fratelli Fecarotta. La sperimentazione di nuovi linguaggi nel gioiello pret-à-porter, presi a prestito da moda, design ed architettura, è rappresentata inoltre dalle creazioni di Nanis, Chimento e Pianegonda, mentre Gerardo Sacco impersona il maestro orafo che trae ispirazione dalle arti del passato, come il barocco, il decò e l'arte greco-bizantina. Non manca il gioiello-accessorio ed il gioiello-bijoux, interpretato nel gusto e nei materiali di Sharra Pagano, De Liguoro, Donatella Pellini e Maria Calderara. Ma il futuro dell'alta gioielleria è affidato a giovani talenti del gioiello, che come Massimo Izzo e Lucia Odescalchi, vanno continuamente affermandosi, decisi a prediligere nella produzione orafa soprattutto l'aspetto artistico e creativo, per la creazione di pezzi unici dalla qualità eccellente. La mostra si propone tra le finalità la promozione della creatività e della capacità artigianale tutta italiana, così fortemente legata alla tradizione e alle origini per la definizione dei contenuti e per l' individuazione del valore intrinseco di una creazione, ma che non prescinde dalla sperimentazione e ricerca proiettata nel futuro.