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STRATEGIE
Giorgio Armani. "La sfilata-show è una mancanza di rispetto nei confronti dell'uomo"

MODAONLINE - "La moda è delle banche. Non posso pensare altro quando vedo certi show che hanno solo lo scopo di creare ritorno per le banche che hanno investito per fare crescere il valore di quel marchio. E quando leggo i titoli e vedo lo spazio che i giornali gli danno". Giorgio Armani (nella foto), che chiude oggi il calendario di Milano Moda Uomo con le novità P/E 2012 della collezione Giorgio Armani, critica schiettamente una certa moda e il modo di rappresentarla in quest'ultima settimana di sfilate maschili a Milano. "La signora Miuccia Prada ha scelto la via dell'ironia, dell'intellettualità, del cattivo gusto che diventa chic. Nel suo genere probabilmente è geniale. Ma sfilare è un lavoro serio, un lavoro dietro cui stanno fabbriche che devono produrre, negozi che devono vendere, persone che devono comprare quel prodotto. La sfilata è la mia verità, e fare della moda maschile una baracconata è una mancanza di rispetto nei confronti dell'uomo". Quanto di quello che sale in passerella si vende poi effettivamente in negozio, si chiede lo stilista, quale è la reale proporzione tra vestiti venduti e accessori venduti? "Io sono indipendente, dipendo solo dalla mia creatività e da quella dei miei collaboratori. Non dai manager, ma dalla gente che nei negozi compra la mia moda: una moda che si rinnova ma restando sempre sé stessa, per un uomo che si adatta ai cambiamenti senza cadere nel ridicolo. Gli uomini si vestono da uomo, questo non vuol dire essere noiosi. Eppure c'è una parte di stampa che non vuole il bel vestito ma il vestito eccentrico".

Silvia Sammarro

martedì 21 giugno 2011