Giòsa. Quando il lusso della Bottega è un fatto di cuore
Non più di 100 pezzi al mese, realizzati secondo i desideri ed il budget della cliente che entra nella Bottega del Coccodrillo non per uscire con un prodotto, ma per iniziare un percorso che la porterà a realizzare esattamente ciò che ha in mente. E' questa la filosofia su cui si basa il marchio Giòsa, lontano dai meccanismi del fashion system, ma vicino a quell'artigianlità che ancora affascina, colpisce e porta a spendere in maniera "giustificata"
Si chiama Bottega del Coccodrillo di nome e di fatto. Un laboratorio con annesso negozio che si affaccia siu via Ciovasso, uno dei luoghi più caratteristici della vecchia Milano in zona Brera. Una scelta non casuale, che mira a distaccare immediatamente il marchio Giòsa dall'appariscente, frenetico e scintillante mondo del fashion system accorpandolo, invece, alle botteghe degli artisti punto di ritrovo e di riferimento, tra antiquari, galleristi, orafi, restauratori e quant'altro, di chi mette l'unicità ed il rapporto squisitamente umano al primo posto nella sua scala di valori. "La nostra è una realtà totalmente distaccata dal classico sistema della moda - spiega Giorgio Santamaria, ideatore del progetto, a Modaonline -. La tecnica della lavorazione del coccodrillo per me, prima che un lavoro è una storia di famiglia, una realtà all'interno della quale sono cresciuto, che mi ha sempre appassionato ed affascinato e che ho imparato, sin da bambino ad amare". Una storia che affonda le radici negli Anni Cinquanta quando Santo Santamaria, padre di Giorgio, ha trasformato un piccolissimo laboratorio artigianale aperto da suo padre in una attività concentrata, sulla lavorazione delle pelli di rettile per conto terzi. "Per circa 30 anni abbiamo lavorato il coccodrillo per tutti i maggiori marchi e griffe italiani e stranieri acquisendo input creativi e mettendo a disposizione di designer e stilisti il nostro khow-how e la nostra esperienza". E proprio in quegli anni è iniziato un forte processo di internazionalizzazione che ha portato Santo Santamaria a viaggiare soprattutto verso il Giappone, mercato nel quale il prodotto di altissimo livello Made in Italy ha sempre riscosso un grande successo. "Quando ho iniziato a prendere in mano le redini della nostra azienda mi sono trovato davanti ad una scelta. Da un lato potevo decidere di continuare a fare il tagliatore realizzando con maestria ciò che altri disegnavano, dall'altro iniziava a nascere in me il desiderio di sviluppare un mio progetto basato sulle mie conoscenze e sperimentazioni che nell'arco degli anni ho continuato a fare sull'utilizzo delle pelli di rettile. Nel 2004 ho, finalmente, scelto, di lanciarmi nel progetto Giòsa all'interno del quale sono totalmente libero di creare e proporre quella che è la mia idea relativa alla realizzazione di borse ed accessori in coccodrillo". Una idea che se da un lato continua a seguire i canoni classici delle lavorazioni più preziose, dall'atro affianca ad essi un modo moderno ed innovativo di trattare e vivere il materiale. Borse trasformabili, sfoderate, morbide e capienti, colorate, ma soprattutto assolutamente personalizzabili insieme al cliente. "Credo che oggi la piramide del lusso necessiti di maggiore unicità. E' passato il periodo dell'omologazione e, grazie alla possibilità di avere un negozio affacciato su strada ho iniziato ad instaurare un contatto quotidiano non solo con chi, di generazione in generazione è sempre stato un nostro cliente, ma anche con chi entra nel mio negozio per pura curiosità solo perchè ci passa davanti". E proprio in questo modo si è man mano andata a creare una clientela assolutamente trasversale, sia a livello anagrafico che a livello geografico. "La peculiarità di una Bottega è proprio quella del passa parola. Siamo e vogliamo rimanere una realtà artigianale capace, quindi, di realizzare un numero limitato di pezzi (circa 100 al mese, ndr), in modo da poter dedicare ad ognuno di essi tutto il tempo necessario per farli diventare qualcosa di assolutamente personale e personalizzato". E qui sta la vera differenza. Il cliente che entra nella Bottega del Coccodrillo non trova semplicemente un oggetto da acquistare e portare a casa, ma un gruppo di persone capaci di guidare la costruzione di ciò più desidera partendo dalla scelta del pellame. "Il nostro obiettivo è stato, sin dall'inizio, quello di tornare veramente al concetto di Bottega. Ossia a quel luogo in cui, chi lo desidera può scegliere, guidato da chi conosce materiali e mestiere, dettaglio per dettaglio come costruire qualsiasi oggetto liberando, così la sua creatività, dando spazio ad esigenze specifiche e diventando parte attiva nella creazione di ciò che in seguito diventerà un qualcosa da utilizzare sentendolo assolutamente personale e unico". Un nuovo concetto di lusso, quindi, che non parte da un prezzo, ma che va a costruirlo attorno alle singole esigenze. "Lavorando pelli estremamente preziose chiaramente il costo delle nostre creazioni non può essere basso. Ma al tempo stesso può variare in maniera significativa a seconda della parte della pelle che si va a tagliare e scegliere, senza in tutto ciò perdere nulla in fatto di artigianalità, cura del dettaglio e amore ed attenzione nella realizzazione". Perché è soprattutto l'amore a guidare il progetto Giòsa orientato ad una clientela che spazia dai 30 ai 60 anni, ma aperto anche a delle extension che vanno verso l'alto e verso il basso. Proprio perché il vero chic non ha età e, soprattutto in momenti difficili come quelli attuali, esiste una fascia di clientela capace di capire, apprezzare e valorizzare il lavoro, la passione e la ricerca che stanno dietro alla realizzazione di un prodotto di questo tipo.