COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY
STRATEGIE
Henry Cotton's spinge sulla cultura anglosassone

Una notte di shopping esclusivo e in anteprima per Henry Cotton's. Che porta nel punto vendita High Tech di Milano le polo P/E 09 della nuova Henry Cotton's University, prima etichetta mai realizzata in partnership con i college di Harvard e 0xford. 60 milioni di euro il fatturato diretto 2008 per il marchio del Gruppo Industries

Henry Cotton's lega a doppio filo la matrice New England del marchio con due prestigiosi simboli della cultura anglosassone. Grazie all'accordo di licenza siglato con la Harvard University e la University of Oxford per la produzione e distribuzione di una collezione di polo alle quali è dedicata stasera una eccezionale notte di shopping in anteprima mondiale, presso la boutique High Tech di Milano. "Questa operazione di partnership è nata in risposta alla necessità di creare un link molto stretto con un target più giovane rispetto a quello del nostro cliente che, seppure molto trasversale, va tradizionalmente dai 28 anni in su - spiega a Modaonline Manlio Massa, general manager del marchio Henry Cotton's -. Era necessario focalizzare la nostra ricerca di credibilità su operazioni di alto livello, come questo progetto che coinvolge due simboli di tradizione, due luoghi di eccellenza che nella loro intera storia non avevano mai accettato prima di unire il proprio nome a progetti simili". Un anno di trattative è stato il tempo necessario a definire i termini di una licenza, inizialmente triennale ma rinnovabile per altre due volte, che ha dato vita alla collezione Henry Cotton's University: una doppia linea di polo che nel seguire delle stagioni alterneranno in combinazioni sempre nuove gli stemmi che rappresentano i 39 college dell'ateneo anglosassone, nelle Oxford Polo contraddistinte dal colore portabandiera blu; e i blasoni delle 14 scuole e dei 12 campus che fanno capo all'istituto statunitense, sotto l'egida del colore cremisi delle Harvard Polo. La nuova collezione, composta da 5 modelli per ognuno degli atenei, è in vendita esclusiva nel punto vendita di Milano dai primi giorni di dicembre. Mutuando anche in Italia una strategia di anticipazione stagionale già rodata nelle aree commerciali di UK e USA. "L'anticipazione delle collezioni è una formula abitudinaria nei paesi anglosassoni, una metodica che va incontro sia al cliente in partenza per le zone calde, sia al cliente che per i suoi acquisti cerca un prodotto che sarà attuale per i prossimi 6/7 mesi e non andrà in saldo dopo pochi giorni. I fatti ci hanno dato ragione sull'opportunità di portare questa strategia di vendita anche sul mercato italiano: nel week end di Sant'Ambrogio abbiamo venduto oltre 60 pezzi di un prodotto che è comunque abbastanza complesso nella sua costruzione, e quindi costoso". Un assemblaggio di rigatoni, jacquard e patch, quello studiato per le nuove polo, che ben rappresenta il DNA produttivo del brand entrato dal 2005 nel Gruppo Industries cui fanno capo anche i marchi Marina Yachting, Moncler, Coast+Weber+Ahaus. "Henry Cotton's rappresenta in pratica l'unione perfetta dell'apprezzata tradizione inglese e della spiccata funzionalità americana con la capacità tutta italiana di saper mettere insieme una scelta complessa di materiali - prosegue Massa -. Il marchio è nato nel 1978 ed è stato battezzato in omaggio alla figura di Henry Thomas Cotton, uno dei più importanti campioni di golf della storia nato agli inizi del Novecento e noto anche per lo stile accurato e molto personale del suo guardaroba. Un dandy inglese che ha ispirato quello che è stato il primo brand italiano a interpretare l'angloamericano, realizzando un prodotto dal gusto anglosassone con la funzionalità americana e la marcia in più di una mediazione made in Italy". A fronte di un fatturato che chiuderà il 2008 con 60 milioni di euro a livello diretto e oltre 40 milioni di euro realizzati indirettamente dal retail del Far East, il giro d'affari globale del marchio si divide tra il 40% dell'Italia ed un paritario 30% sviluppato in Europa e Asia. La top five dei mercati più importanti vede quindi in testa l'Italia seguita dal Giappone, dalla Germania dove è attiva una filiale dedicata, dalla Corea e dalla Cina. Sono tre i monomarca attivi in Italia, due a Venezia e uno a Padova, e circa una ventina invece i corner. Sul fronte estero il retail monomarca è rappresentato da una boutique a Parigi e circa 13 corner in Europa, circa 48 punti vendita in Giappone e una quarantina invece in Corea. "Negli ultimi 24 mesi il trend di crescita è stato di circa il 10% per quello che riguarda le operazioni italiane e di oltre il 50% sull'estero, il settore sul quale vogliamo crescere il più possibile da oggi in poi, avendo già raggiunto in Italia una soglia di visibilità che non intendiamo superare". A livello di gruppo il marchio Henry Cotton's rappresenta tra il 22 e il 23% di Industries, che prevede di chiudere il 2008 con un fatturato di oltre 260 milioni di euro.

Silvia Sammarro
giovedì 11 dicembre 2008