COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY
STRATEGIE
Herno basa il suo successo su ricerca e versatilità d'uso

Dopo aver archiviato il 2008 con una crescita del 25% rispetto all'esercizio precedente Herno affronta l'anno in corso forte di un prodotto capace di andare incontro alle esigenze del mercato. Versatilità, ricerca materica all'avanguardia e un buon rapporto qualità/prezzo sono le leve che consentono all'azienda piemontese di affrontare serenamente il mercato

Settanta anni di storia festeggiati lo scorso anno e una strategia che si basa sul mix alchemico tra tradizione e modernità. Sono queste le basi del successo di Herno, storica azienda di Lesa (NO), che grazie alla scelta, operata nel 2005, di ricominciare a puntare concentrando il massimo delle risorse sulla sua housebrand ha archiviato un 2008 con una crescita di fatturato del 25% sull'esercizio 2007 e si appresta ad affrontare un anno critico come quello attuale guardando con un cauto ottimismo verso il futuro. "Il segreto del nostro successo - spiega Claudio Marenzi, Amministratore Delegato di Herno, a Modaonline - sta nella capacità di realizzare un prodotto che se da un lato si basa sulle tecniche della più antica tradizione sartoriale dall'altro punta su due fattori chiave, la versatilità di utilizzo e una discreta accessibilità a livello economico". Una strategia che ha portato l'azienda nata nel dopoguerra creando un monoprodotto, l'impermeabile maschile, sino agli Anni Novanta per poi trasformarsi in una realtà quasi interamente concentrata sulla produzione di capo spalla per le principali griffe italiane e francesi del lusso perdendo la focalizzazione sul proprio marchio che per oltre 15 anni ha continuato ad esistere senza però crescere né in termini di prodotto né in termini di visibilità. "La chiave di svolta è arrivata nel 2005 quando la mia famiglia ha sposato la mia tesi che puntava sull'inversione dei fattori ossia sul tornare ad investire sulla nostra housebrand facendola ridiventare strategica all'interno del piano industriale". Policy che in soli 4 anni ha trasformato e riposizionato il brand Herno sul mercato anche grazie all'ingresso in azienda del fondo Pegaso (entrato in Herno con una quota del 35% nel 2007) il cui obiettivo è quello di promuovere lo sviluppo dell'eccellenza imprenditoriale sul territorio affiancando piccole e medie imprese "campioni" ad alto potenziale di crescita di Piemonte e Valle d'Aosta per accelerarne ed aumentarne la competitività sui mercati internazionali del Made in Italy di qualità. Ed è proprio lo standard qualitativo uno dei punti su cui si è basato il rilancio ed il riposizionamento del brand che attualmente genera il 38% del fatturato in Italia, paese cresciuto percentualmente più dell'estero ed il 15% in Giappone piazza nella quale vengono registrati trend di crescita in assoluta controtendenza. "Italia e Giappone sono i due mercati mondiali più selettivi e più attenti ai cambiamenti. Le crescite continue che stiamo registrando su queste piazze sono, quindi, estremamente significative e decisamente al di sopra delle nostre aspettative. Tali risultati ci spingono a proseguire sulla nostra strada. Una strada che abbiamo imboccato quattro anni fa e che oggi si rivela non solo giusta, ma anche perfetta per un mercato che ha improvvisamente cambiato le sue regole. Oggi i consumatori di una certa fascia continuano a spendere, ma in maniera meno istintiva e più consapevole. Chi acquista un capo oggi pretende da esso non solo performance qualitative e stilistiche, ma anche una versatilità di utilizzo capace di giustificare la spesa effettuata. E in questo senso gli investimenti da noi effettuati nella ricerca materica, capace di fornire performance sempre più elevate, e nell'ideazione di soluzioni capaci di fornire ai capi grandissima versatilità ci rendono assolutamente competitivi sul mercato. Siamo estremamente in linea con il pensiero che oggi aleggia nel mondo, ossia sulla scelta di effettuare acquisti intelligenti". Una competitività che, per l'anno in corso, sarà, comunque smorzata dalla difficile congiuntura economica. "E' inutile negare un netto rallentamento dei consumi che temiamo durerà almeno per tutto il 2009. Realisticamente parlando anche noi stiamo rivedendo il nostro piano industriale e ci aspettiamo delle contrazioni sul budgettato. Fortunatamente i maggiori problemi sono legati al business verso paesi Extra Europei, mentre Italia ed Europa Continentale, esclusa la Spagna che sta soffrendo significativamente, stanno tenendo abbastanza bene. Per quanto concerne il mercato russo, sul quale generiamo il 6/7% del nostro turnover, non abbiamo perso quote, ma stiamo subendo, come tutti, una netta riduzione del prezzo medio di acquisto". I piani dell'azienda, quindi, mirano ad un consolidamento dell'attuale situazione che, a livello distributivo la vede operare su circa 500 punti vendita, di cui 220 in Italia ai quali vanno aggiunti i 15 shop in shop giapponesi. "Per noi è assolutamente prematuro pensare a negozi monomarca, a maggior ragione in un momento come quello attuale. Contiamo, invece, in maniera graduale di aumentare il numero di punti vendita sulle piazze estere più performanti, mentre ci stiamo concentrando su una maggiore penetrazione del prodotto all'interno delle boutique italiane che già distribuiscono il nostro marchio".

Cristina Mello-Grand
mercoledì 8 aprile 2009