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STRATEGIE
Hugo Boss investe supportando la crescita del mercato italiano

Prosegue senza tregua lo sviluppo di Hugo Boss sul mercato italiano. Lo sviluppo del retail diretto e un deciso allargamento dell'offerta merceologica sono le leve su cui far forza per rimanere nel prossimo biennio nella top10 dei mercati mondiali del Gruppo. Per essere pronti ad affrontare la ripresa prevista entro il 2010

E' un piano strutturato, partito con la razionalizzazione della distribuzione wholesale e proseguito con una serie di aperture di flagship store e con l'ampliamento del range produttivo, quello che Hugo Boss ha operato per sviluppare il business sul territorio italiano. "Nell'ultimo anno abbiamo investito molto nello sviluppo del marchio Hugo Boss sul territorio italiano - spiega Alessandro Giardino, amministratore delegato di Hugo Boss Italia, a Modaonline -. La nostra strategia è iniziata partendo dal prodotto. Hugo Boss è sempre stato identificato come un brand fortemente concentrato sulla realizzazione di capospalla, che continua a rappresentare il nostro core business, ma che è man mano diventato parte di un più vasto processo di allargamento merceologico dell'offerta che ci ha condotti, oggi, ad essere una vera e propria azienda capace di proporre un total look". Total look ancora fortemente spostato verso l'universo maschile che genera, in Italia, circa il 75% del fatturato, attestato a fine 2008 a quota 45 milioni di euro, ma che vede crescere in maniera significativa anche la collezione femminile. Ottimo successo stanno riscontrando anche le collezioni di accessori alle quali è stata dedicata una struttura ad hoc per portare avanti un processo capace di diventare sempre più capillare all'interno del marchio. "A livello distributivo, nell'arco dell'anno in corso, abbiamo scelto di razionalizzare in maniera significativa la nostra presenza nel canale wholesale. Una scelta che se da un lato ha ridotto il nostro fatturato del canale dai 43 milioni di euro del 2007 ai 36 di fine 2008, è stata propedeutica ai fini dello sviluppo futuro. Attualmente contiamo su un network wholesale di 470 punti vendita (sono state tagliate circa 40 doors, ndr) disseminati sull'intero territorio nazionale che garantiscono al nostro prodotto una distribuzione consona al posizionamento che intendiamo fornire al marchio". Posizionamento che utilizza in maniera strategica la presenza di un numero sempre crescente di negozi monomarca. "Nell'ultimo anno abbiamo deciso di investire in maniera significativa sul canale retail, che a fine 2008, ha prodotto un fatturato pari a 9 milioni di euro, portando i nostri negozi monomarca da 5 a 7 ai quali vanno aggiunti l'outlet di Serravalle, 8 shop-in-shop ed i 3 tax free shop che ci consentono di monitorare in maniera diretta l'intero panorama nazionale. E non intendiamo fermarci qui. Nell'arco del 2009 il nostro obiettivo è quello di aprire nuovi flagship store nelle città di maggiore spicco concentrando le nostre scelte su due location nel nord e due location nel sud Italia. Attualmente esiste molta offerta sul mercato, ma i prezzi sono ancora troppo elevati. Non abbiamo fretta di aprire, preferiamo trovare le giuste situazioni ubicate nelle vie dello shopping più esclusivo piuttosto che operare scelte di istinto solo per essere presenti". E gli indirizzi degli store italiani di Hugo Boss da quello milanese di oltre 300 metri quadrati in corso Matteotti, a quello fiorentino che si estende su una superficie di 200 mq in via de' Tornabuoni a Firenze sino al più recente inaugurato pochi giorni fa nella centralissima via dei Mille a Napoli (foto) non fanno altro che suffragare tale strategia. "Per poter presentare al meglio alla nostra clientela l'intera gamma produttiva del brand tendiamo a ricercare location di ampia metratura, tendenzialmente al di sopra dei 200 metri quadrati, ma valuteremo di volta in volta le opportunità che ci verranno offerte e, nelle città minori, prenderemo in considerazione anche location più piccole". Piani ben precisi, quindi, che mirano a mantenere il mercato italiano, anche in un anno come il 2009 che si prospetta non certo roseo per il settore dell'abbigliamento, all'interno della classifica dei top 10 mercati mondiali. "Attualmente occupiamo l'ottava posizione e nel prossimo biennio il nostro obiettivo è quello di rimanere entro i primi 10 paesi di riferimento a livello mondo. Siamo convinti che entro il 2010 il mercato europeo riprenderà forza e per allora, grazie al piano di sviluppo che continueremo a perseguire in questo arco temporale, saremo pronti per affrontare con tutte le carte in regola in maniera decisa le nuove sfide che ci riserverà il futuro".

Cristina Mello-Grand
mercoledì 10 dicembre 2008